Appello: La società civile con la Fiom

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Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente.

Per questo ci sembra che la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom, sia sacrosanta e vada appoggiata in ogni modo. L’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini, poiché mette a repentaglio il valore fondamentale delle libertà democratiche. Ecco perché riteniamo urgente che la società civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici: ne va delle libertà di tutti.

Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack

Primi firmatari: don Andrea Gallo, Antonio Tabucchi, Dario Fo, Gino Strada, Franca Rame, Luciano Gallino, Giorgio Parisi, Fiorella Mannoia, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Lorenza Carlassarre, Sergio Staino, Gianni Vattimo, Furio Colombo, Marco Revelli, Piergiorgio Odifreddi, Massimo Carlotto, Valerio Magrelli, Enzo Mazzi, Valeria Parrella, Sandrone Dazieri, Angelo d’Orsi, Lidia Ravera, Domenico Gallo, Marcello Cini, Alberto Asor Rosa.

FIRMA L’APPELLO

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Fonte: MicroMega

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Il Blog del Rione Sanità

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La prima volta che ho letto questo nome – padre Alex Zanotelli – è stato sulla rete ed era il 1999, anno nel quale stava prendendo forma quel fantastico e spontaneo Movimento Internazionale poi denominato erroneamente “Noglobal”. Ricordo perfettamente le sue dure parole nei Social Forum contro la globalizzazione ed il liberismo spinto, parole profetiche. Parole urlate da un uomo che stava dando la propria vita per gli ultimi di questo strano pianeta. Faceva ancora il missionario in Africa nella parte più povera di quella terra martoriata, in Kenya, in una baraccopoli chiamata Korogocho.

Quando finì la sua missione e tornò in Italia, Alex decise di venire a vivere a Napoli e precisamente al Rione Sanità uno dei simboli del degrado sociale del nostro Paese. Scelse Napoli per continuare le sue battaglie per i diritti, la libertà e la giustizia. Oggi collabora con la Comunità “Crescere insieme” ed insieme hanno realizzato anche un blog chiamato:

quartiere sanità il Blog del Rione Sanità

Blog che ci aggiorna sulla vita, gli eventi e le scelte del quartiere, tra le pagine possiamo trovare post come questi:

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I sudici e le arpie

Gli straccioni di Napoli si sono riuniti il 22 dicembre nella sede di Crescere Insieme ed hanno festeggiato il natale, hanno mangiato, bevuto e pregato insieme ad Alex Zanotelli. Hanno ballato e qualcuno si è offeso, poi hanno riso, hanno recitato, hanno gioito e alla fine sono ritornati a dormire per strada. Erano una settantina, un tavolo immenso e preparato con semplicità dalle volontarie, una postazione con microfono e computer, un video proiettore per il karaoke. Ha pregato prima Padre Alex, poi un musulmano, una polacca, un indiano, una protestante… Altissime le grida dell’uomo che ha citato il Corano, indistinguibili per me anche le altre litanie in lingua. Anche se fosse stato un verso qualunque sarebbe piaciuto a tutti: un ululato per ringraziare, un mugugno che recitava le adorazioni, un altro brontolio per supplicare, genuflettersi, ricordare. (leggi tutto)

oppure,

…dal parrucchiere

24 dicembre dal parrucchiere. Erano circa le 12,40, stavo alla via Vergini e mentre aspettavo una persona mi sono messo a parlare con un uomo anziano. Mi ha chiesto che ne pensavo del Natale e io gli ho detto la mia, lui aveva manifestato la sua contrarietà allo spreco, citandomi i tempi della fame e della guerra.

Mentre dialogavamo, all’improvviso è “arrivat’o patapat e l’acqua”, goccioloni grossi quanto gnocchi. Ci siamo riparati appoggiandoci lievemente vicino alla vetrina del parrucchiere: piovevano polpette! Dopo circa mezzo minuto è uscito, solo sporgendo la testa, un ragazzo senza capelli (certo per un barbiere quello è da scartare), che ci ha guardato con introspezione e malinconia, dicendoci: “questa è una vetrina?!”, di rimando gli ho risposto: “bhè!” (leggi tutto)

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Fonte: quartiere sanità il Blog del Rione Sanità

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Saldi

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di Lupini

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Fonte:  il Punto Magazine

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