Avviate azioni legali nei confronti di Apple

Sulle app spia l’ombra della class action

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Avviate azioni legali nei confronti di Apple e degli sviluppatori di applicazioni: monitorerebbero il comportamento e le abitudini degli utenti. Apple respinge le accuse.

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di Raffaella Gargiulo

Roma – Apple e cinque sviluppatori di applicazioni mobile rischiano di essere travolte nel turbine di una class action: oggetto del contendere, la violazione della privacy degli utenti.

La Mela e diversi produttori di spicco di app sono stati denunciati lo scorso 23 dicembre presso la Corte Federale di San Jose in California da due gruppi separati di cittadini americani unitisi in un’unica azione legale collettiva: l’accusa è quella di collezionare i dati personali di ogni singolo utente, dai quali sarebbe possibile ricostruire l’ubicazione dell’utente stesso, e di anche trasmettere all’insaputa dell’utente tali dati ad operatori pubblicitari e ai produttori di applicazioni.

L’azione legale, presentata a nome di Jonathan Lalo della contea di Los Angeles, interessa oltre ad Apple anche Pandora, Paper Toss, il Canale Meteo, Dictionary.com, e Backflip perché con le loro pratiche avrebbero consentito il tracciamento degli utenti di iPhone e iPad.
Nella denuncia si sostiene che la trasmissione dei dati personali rappresenti una violazione delle leggi federali contro le frodi informatiche oltre che delle leggi a tutela della privacy. Pertanto si chiede che, per tutti i clienti Apple che hanno scaricato un’applicazione tra il 1 dicembre 2008 sino alla scorsa settimana, si provveda alla cancellazione dei dati raccolti, si disponga la fine del tracciamento dei dati personali e della condivisione in forma non anonima nonché il risarcimento dei danni finora subiti. (leggi tutto)

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Fonte: PuntoInformatico

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Western Union: fermate le commissioni predatorie!

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Western Union succhia somme ingenti dai lavoratori poveri del mondo attraverso commissioni predatorie per il trasferimento di denaro, ma non ha mai dovuto rispondere a richieste pressanti per abbassarle. Svergognamo questi predatori per fermarli! Aggiungi la tua voce alla petizione per commissioni eque:

FIRMA LA PETIZIONE

Con l’inizio del nuovo anno milioni di lavoratori raggranellano i risparmi dell’anno passato e li trasferiscono da un ufficio locale di Western Union ai loro parenti che si trovano nei paesi in via di sviluppo. Fino al 20% di questi risparmi vengono risucchiati dai costi di transazione, permettendo così alla compagnia di fare miliardi di dollari di profitto sulle spalle dei più bisognosi.

Nonostante l’appello della Banca mondiale a mantenere le commissioni sotto il 5%, Western Union non ha mai dovuto fronteggiare una denuncia pubblica contro i loro guadagni vergognosi. Se alziamo le nostre voci con forza ora per contrastare le commissioni predatorie, potremo costringerli a fermarsi.

Firma ora e fai il passaparola con i tuoi amici: consegneremo la petizione al consiglio di amministrazione della compagnia, molto sensibile alla sua immagine, non appena raggiungeremo le 250.000 firme.

FIRMA LA PETIZIONE

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Fonte:  Avaaz.org

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Un Rinascimento multiculturale

Gli europei sembrano soffrire di un’eterna coazione a ripetere: danno vita a grandi rivoluzioni collettive per poi distruggerne i risultati con il loro individualismo ed elitarismo. Ma da questa crisi uscirà una generazione arricchità dalla diversità, che potrebbe rompere questo ciclo perverso una volta per tutte.

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Multicultural world

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di  Loretta Napoleoni

Caro Julian,

L’anno prossimo compirai diciotto anni e lascerai la scuola superiore, di certo emozionato e allo stesso tempo preoccupato. Per un adolescente europeo il futuro deve sembrare avventuroso e insieme tetro, dove la vista è ostruita da disoccupazione, montagne di debiti, profezie di un crollo monetario e la difficoltà di intraprendere una carriera professionale sicura.

Trentacinque anni fa una generazione di diplomandi – quella dei tuoi genitori – si trovava davanti un futuro simile, fosco ed eccitante. Cresciuta all’ombra del terrorismo e della minaccia di un olocausto nucleare, la nostra generazione ha dovuto fare i conti con tassi di disoccupazione e inflazione a due cifre. E tuttavia abbiamo innescato la scintilla della rivoluzione sessuale e abbracciato il comunismo e l’anticonformismo. Negli anni settanta ci siamo riversati per le strade gridando slogan contro il governo, combattendo riforme della scuola che ci sembravano arretrate e elitarie. Abbiamo chiesto il libero accesso all’università in un continente che era sull’orlo del collasso politico, come oggi.

Poi la cortina di ferro è caduta, la Germania ha realizzato il suo sogno di riunificazione e i paesi europei hanno superato la crisi energetica. A metà degli anni ottanta le economie europee hanno ripreso a crescere e a godere di un periodo di stabilità che prometteva di durare a lungo. Ma alla fine si è dimostrata soltanto una enorme illusione. (leggi tutto)

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Fonte: Presseurop

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