Hawking: “Il Paradiso è una storia incantata per chi ha paura di morire”

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Forse il più illustre scienziato della sua generazione si confessa al Guardian. Oltre la vita terrena non esiste nulla, dice. L’uomo deve cercare di valorizzare al massimo la propria vita terrena ricercando i valori più alti

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Hawking: il paradiso che non c’è

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di Cristina Sciannamblo

La credenza che ci sia un paradiso ad aspettarci dopo la vita terrena è una storia incantevole per chi è spaventato dalla morte. Con la pacatezza e la convinzione dell’uomo di scienza, Stephen Hawking allontana da sé quei “palliativi religiosi” privi di fondamento scientifico.

In un’intervista esclusiva concessa al Guardian, lo scienziato più eminente della Gran Bretagna non esita a sfatare l’immagine dell’aldilà presente nelle dottrine religiose del mondo: non esiste nulla oltre il momento nel quale il cervello smette di funzionare e si ferma.

Hawking, colpito all’età di 21 da atrofia muscolare progressiva, condivide i propri pensieri sul tema della morte, sull’agire umano e sulle opportunità dell’esistenza parlando anche del proprio calvario umano, che da quasi 50 anni lo costringe all’immobilità.

“Ho vissuto con la prospettiva di una morte vicina per 49 anni. Non ho paura della morte, ma non ho nessuna fretta di morire. Ho ancora tanto da dover scoprire” confessa l’astrofisico che, dopo essere scampato a una seria polmonite, è costretto a parlare attraverso un sintetizzatore vocale che trasforma in suono ciò che scrive su un apposito computer. “Considero il cervello come un computer che terminerà di lavorare quando i componenti si deteriorano. Non c’è nessun paradiso o altra vita per i computer dismessi; questa è una favola per la persone che hanno paura dell’oscurità”.

Hawking, che non ha mai fatto segreto del suo scetticismo in merito all’esistenza di Dio, non si era mai espresso in termini così determinati, inducendo il pubblico a definirlo comunque un credente.

In Rete dilagano i cinguettii che riprendono estratti dell’intervista, il più popolare dei quali recita: “Il Paradiso è una storia incantata per chi ha paura di morire”.

Nel corso della conversazione avuta con il Guardian, lo scienziato ha enfatizzato il valore della vita terrena, la necessità per l’essere umano di spendere tutto il proprio potenziale sulla Terra, facendo buon uso della propria esistenza. E alla domanda su come dovremmo vivere, la risposta è stata: “Dovremmo cercare il valore più alto nelle nostre azioni”.

L’intervista anticipa una lezione accademica che il matematico terrà domani presso l’incontro Google Zeitgeist di Londra, nell’ambito del quale cercherà di rispondere alla domanda: “Perché siamo qui?”.

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Fonte: PuntoInformatico

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Democrazia sparita

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Senza i comunisti la classe operaia allo sbaraglio? (1) – Democrazia sparita: l’Italia è sempre più simile alla Corea del Nord

di Paolo De Gregorio


Tramontata l’ideologia comunista che prometteva ai lavoratori di diventare classe dirigente e di emanciparsi dallo sfruttamento, finita ogni speranza di cambiamento sostanziale del rapporto tra le classi sociali, scomparsa la sinistra ormai appiattita sul modo capitalista di produrre, con buona parte dei sindacati a libro paga confindustriale, ecco le masse lavoratrici oggi: deluse, passive, senza futuro, con abbondanza di precari e disoccupati, che votano per la Lega e per Berlusconi.

Tutti i partiti stanno comodi nel “Palazzo” e hanno perso il contatto territoriale con le masse popolari, tranne due “poteri forti”, anzi fortissimi, che sono il sistema televisivo e la Chiesa cattolica. Tenendo conto che un rapporto con la cultura, i libri, i giornali, viene tenuto solo dal 20% degli italiani delle classi colte e borghesi, l’80% degli altri italiani ha le informazioni esclusivamente dalla televisione e dal rapporto con la Chiesa. Perché ci stupiamo del ventennio berlusconiano, ormai apertamente dittatura clerico-fascista, attraverso una telecrazia monopolista e opprimente?

Tutte le idee che circolano oggi, le mode, gli orientamenti sessuali, l’estetica, sono fabbricate con ingenti mezzi, con cadenza quotidiana, implacabili come le gocce che scavano le rocce, senza che nessuno possa opporsi con strumenti dello stesso peso. L’8 per mille alla Chiesa cattolica (circa duemila miliardi delle vecchie lire l’anno), il suo capillare sistema di parrocchie, opere, scuole, ospedali, radio, televisioni, è la vera anomalia della nostra democrazia, in quanto dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, la destra si è trovata sempre il sostegno elettorale dell’apparato vaticano.

Il colpo di grazia è arrivato negli anni 80 con la fine del PCI e la consegna, da parte del governo Craxi del monopolio delle TV private al suo compare di P2 Berlusconi. Da allora in poi il sistema democratico si è rapidamente deteriorato, i lavoratori hanno subito un forte peggioramento delle condizioni di lavoro,
introdotto per legge il precariato con la complicità sindacale, l’immigrazione e le delocalizzazioni all’estero hanno fatto il resto, con più lavoro nero e guerra tra poveri. (leggi tutto)

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Fonte: Domani.arcoiris.tv

 

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