Category Archives: diritti_lotte

Dossier: “Morire di carcere”

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Giustizia: “Area” sui suicidi nel carcere di Regina Coeli

Ristretti Orizzonti, 28 luglio 2015

Eduard Thedor Brehuescu, 18 anni: muore impiccato nel carcere romano di Regina Coeli il 20 luglio. Poche ore prima, nello stesso reparto, trova la morte Ludovico Caiazza, 32 anni. Entrambi in custodia cautelare, entrambi morti per suicidio.

Sono 24 i morti per suicidio in carcere dall’inizio del 2015; 63 il numero delle morti complessive tra la popolazione detenuta. In carcere, tra i ristretti, il suicidio colpisce 20 volte più che tra le persone libere. Tra il personale di polizia penitenziaria, 3 volte più che nella norma. Sono i dati del dossier “Morire di carcere”, curato da Ristretti Orizzonti.

Quando emettiamo condanne ad anni di carcere, quando disponiamo misure cautelari detentive, noi dobbiamo poter confidare che non stiamo inviando le persone in un luogo senza speranza. Invece, nel quarantennale dell’ordinamento penitenziario (26 luglio 1975 – 26 luglio 2015) constatiamo che quella “tavola” dei diritti e delle speranze delle persone detenute – in custodia cautelare e in esecuzione pena – non riesce ad arginare quelle che sono state definite le evasioni definitive: un lenzuolo annodato che ti conduce fuori dalla vita.

Una morte che colpisce soprattutto i “nuovi giunti”, i detenuti in custodia cautelare, quelli che hanno appena messo piede nel carcere, avvolti anche dal turbinio dei processi psichici di rimozione o di assunzione di responsabilità, di separazione dagli affetti, di primo contatto con la realtà dell’internamento.

Come magistrati, come giudici chiamati ogni giorno ad applicare misure e pene privative della libertà, intendiamo combattere perché il carcere sia un luogo legale, conforme a Costituzione, all’interno del quale vita, incolumità e salute assurgano al livello di diritti inviolabili nella stessa misura che nella società libera.

Riteniamo particolarmente importante, in questo momento, non accontentarsi. Vogliamo vedere. Vedere cosa c’è dentro la pena, dentro il carcere. Crediamo che sia compito di tutti i giudici di cognizione, al pari dei magistrati di sorveglianza esposti su questo fronte, esigere: livelli di assistenza sanitaria per i detenuti conformi a quelli pretesi per i liberi; prassi virtuose in materia di “prevenzione rischi”; diffusione dei presidi per i nuovi giunti; implementazione dei servizi di screening e monitoraggio degli ingressi e analisi dei fattori di rischio attitudinali e psicosociali; aumento del personale civile e di polizia penitenziaria; rivisitazione della cultura, delle disposizioni e delle prassi in materia di isolamento.

Auspichiamo, inoltre, che la congiuntura di questi giorni – quarantennale dell’ordinamento, avvio degli Stati Generali dell’esecuzione penale, legge delega in materia penitenziari – consenta di mettere mano a riforme in grado di portare a compimento il processo di legalizzazione della pena carceraria: l’art. 27 della Costituzione, nel sancire solennemente che non è ammessa la pena di morte, rifiuta categoricamente anche la “morte per pena”.

Il Coordinamento di “Area”

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Fonte: Ristretti Orizzonti

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Solidarietà alla Comunità delle Piagge

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Comunicato stampa

Pubblicato il 23 luglio 2015

Nella notte del 21 luglio la Comunità di Base delle Piagge ancora una volta ha subito un atto di violenza e vandalismo. Sono stati rubati uno dei furgoni utilizzati per le attività di riciclaggio della cooperativa Il Cerro, l’auto privata di Alessandro Santoro prete, ed è stato portato via il distributore delle bevande del commercio equo e solidale che si trovava all’interno del centro sociale.
Le modalità con cui è stata compiuta questa azione mostrano con evidenza l’intenzione di colpire fortemente la nostra presenza nel quartiere: una finestra del centro sociale sede delle nostre attività è stata divelta, parte della parete è stata spaccata, gli armadi all’interno del centro sono stati aperti e svuotati sul pavimento, provocando ulteriori danni. Pensiamo che un’azione di questo tipo svolta nel cuore della notte non possa essere passata inosservata, e ci addolora ulteriormente l’idea che la paura possa aver portato al silenzio.
Nonostante la fatica e lo scoraggiamento che queste situazioni provocano, la Comunità continuerà nel proprio impegno per l’accoglienza, l’apertura e il suo lavoro sul territorio.

In questo momento la solidarietà che chiediamo è quella della vicinanza e della compagnia.

Invitiamo chi vuole farsi vicino a questa storia a venire a trovarci, per esempio sabato 25 luglio al mercato Solidale dell’Usato dalle 9 alle 13 o domenica mattina prima, durante o dopo la celebrazione delle 10:30, o in qualsiasi altro momento della settimana.

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La Comunità di Base delle Piagge

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USA: corteo del Ku Klux Klan disperso dalle Black Panther

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USA KKK Blackpanthers

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USA: le Black Panther attaccano corteo del Ku Klux Klan. 20 feriti e 5 arresti

Nel pomeriggio di ieri circa 50 membri dei “Loyal White Knights” del Ku Klux Klan hanno preso parte a una manifestazione nella città di Columbia, nel South Carolina, per protestare contro la recente rimozione della bandiera confederata degli stati sudisti dalla Statehouse (il parlamento locale). La decisione era stata presa nelle ultime settimane in seguito ad un acceso dibattito sulla simbologia razziale della bandiera secessionista, considerata un’icona della segregazione razziale e dell’intolleranza nei confronti degli afroamericani.

In seguito all’attentato contro la chiesa di Charleston per mano di un neonazista suprematista bianco una vasta campagna di sensibilizzazione antirazzista lanciata dal movimento Black Lives Matter aveva convinto i governatori di molti stati del Sud a rimuovere la bandiera incriminata; in tutta risposta sono cresciuti esponenzialmente gli attacchi incendiari contro le chiese della comunità black e le provocazioni delle più svariate sigle razziste, fino ad arrivare alla manifestazione di ieri pomeriggio.

I militanti del Ku Klux Klan si sono infatti dati appuntamento proprio davanti alla Stetehouse di Columbia, sventolando le bandiere confederate insieme a quelle naziste e gridando insulti razzisti contro alcuni membri del New Black Panthers Party che si erano recati precedentemente sul posto per impedire la pantomima razzista. Decine di agenti in assetto antisommossa hanno però cercato subito di impedire il contatto tra i due gruppi, relegando la contromanifestazione – indetta dalle organizzazioni “Black Lawyers for Justice” e “Black Educators for Justice” – oltre le transenne che circondavano la piazza. Il presidio, accompagnato dagli slogan e dalle bandiere del “Black Power”, è rapidamente cresciuto superando in breve tempo le 2000 persone.

Non appena il KKK ha tentato di muoversi in corteo – ovviamente scortato dalla polizia in forze – decine di Black Panther sono quindi entrati in azione scatenando un vera e propria “caccia al suprematista”; il bilancio è di diverse bandiere confederate rubate e date alla fiamme, ma soprattutto di numerosi neonazisti dolenti e sanguinanti per i colpi ricevuti (come ben dimostrano questi video 1 e 2). Dopo circa un’ora di scontri, che hanno portato al ferimento di 20 persone e all’arresto di 5, è tornata la calma con i pochi superstiti del Klan costretti ad allontanarsi dalla piazza riconquistata dalle Black Panthers, dove diversi interventi hanno ribadito la necessità di opporsi con ogni mezzo necessario alle provocazioni di suprematisti e razzisti.

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Fonte:  INFOaut

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