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Pussy Riot – Liberate Nadia e Masha! Amnesty: Firmate l’Appello!

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Nel febbraio 2012 le Pussy Riot hanno eseguito per pochi secondi nella cattedrale ortodossa di Mosca una canzone di protesta con cui criticavano le autorità russe. Due di loro, Nadezhda “Nadya” Tolokonnikova e Maria “Masha” Alekhina, sono state giudicate colpevoli di “vandalismo per motivi di odio religioso” e stanno scontando le condanne a due anni di reclusione in colonie penali note per essere luoghi brutali.

La condanna di una terza Pussy Riot, Ekaterina Samutsevich, è stata sospesa in appello.
Purtroppo, sia per Masha che per Nadia – entrambe con figli piccoli – è stata respinta la domanda di rilascio anticipato e differimento della pena per accudire i loro figli.

Aggiornamenti:

Nel luglio 2013, oltre 100 musicisti di fama internazionale si sono uniti per chiedere la liberazione delle due donne. L’evento è stato promosso e diffuso da 43 sezioni nazionali di Amnesty International.

Nell’agosto 2013, Maria Alekhina è stata trasferita campo di lavoro di Nizhnii Novgorod.  In una lettera aperta diffusa il 23 settembre, Nadezhda Tolokonnikova aveva reso noto di aver intrapreso uno sciopero della fame in segno di protesta per il trattamento ricevuto nella colonia penale in cui è detenuta da quasi un anno, tra cui l’obbligo di lavori forzati in “un modo che ricorda la schiavitù” e le minacce di morte ricevute da un dirigente del campo di lavoro e da altre detenute. Per questo è stata messa in isolamento.

Il 26 agosto 2013, Maria Alekhina ha informato telefonicamente alcuni amici che la colonia penale ha fatto distruggere alcune lettere a lei indirizzate, perché contenevano “critiche di regime e nei confronti del sindaco di Mosca Sergei Sobianin”.

Il 30 agosto l’avvocato Irina Khrunova, difensore di Maria Alekhina, ha depositato un appello alla Corte di Nizhnii Novgorod chiedendo che venga rivista la sentenza e che le venga concesso di scontare la pena svolgendo lavori di pubblica utilità, in alternativa alla detenzione. La data dell’udienza di appello non è stata stabilita.

Le due donne sono prigioniere di coscienza e Amnesty International è preoccupata per la loro incolumità.

Firma subito la Petizione!

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Egregio procuratore generale,

Desideriamo esprimere la nostra profonda preoccupazione per Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alekhina, condannate a due anni di carcere in una colonia penale per aver partecipato, nel febbraio 2012, a un’azione di protesta del gruppo femminista punk Pussy Riot nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca.

Queste due donne, entrambe ventenni e madri, sono state arrestate solo per aver espresso pacificamente le proprie idee e sono quindi prigioniere di coscienza.

Le chiediamo di assicurare che Maria Alekhina e Nadezhda Tolokonnikova siano rilasciate immediatamente e senza condizioni. Le chiediamo di garantire che durante la loro permanenza in carcere, non vengano maltrattate dal personale carcerario o dai detenuti, e che siano loro assicurati regolari contatti con le loro famiglie e i legali.

Accogliamo con favore la notizia del rilascio di Ekaterina Samutsevich, ma rimaniamo preoccupati per lo stato condizionale della sua libertà. Le tre Pussy Riot non avrebbero dovuto essere perseguite.

Chiediamo a Lei e a tutte le autorità del Suo Paese di rispettare e sostenere il diritto alla libertà di espressione nella Federazione russa, e di rimediare immediatamente al trattamento ingiusto nei confronti di queste giovani donne.

La ringraziamo per l’attenzione.

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Approfondimento (madu)

Guarda il Video

Il Collettivo Pussy Riot

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Anonymous – #Regole per la marcia del 5 novembre 2013

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Chiunque voglia far parte della manifestazione DEVE rispettare questi punti:

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– CODICE DI CONDOTTA

Lo scopo della manifestazione nella società moderna occidentale è di convogliare un messaggio al pubblico. Per mantenere questo obbiettivo, Anonymous ha scritto 15 regole che gli Anonymous devono seguire per assicurarsi una vincita clamorosa (Epic Win) e nessuna perdita di punti dalla nostra parte.

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-Regola#1: Stai calmo.


-Regola#2: Stai calmo, specialmente quando vieni provocato. Tu sei un ambasciatore di Anonymous. Nonostante gli individui che cercheranno di disturbarti mentre starai manifestando ti daranno i nervi, tu non dovrai perdere le staffe. Se perderai le staffe farai un danno alla manifestazione e macchierai la reputazione di Anonymous.

-Regola#3: Segui gli ordini della polizia senza provocarla. Fare il contrario sarebbe dannoso per la manifestazione nel suo complesso e potrebbe compromettere il tuo ruolo. Gli ordini sono OBBLIGATORI a meno che non violino la legge e/o i vostri diritti, una richiesta si può decidere se accettarla o meno.


-Regola#4: Non violare la proprietà privata. Potresti venire multato se non rispetti questa regola.


-Regola#5: Nessuna violenza.


-Regola#6: Niente armi. La manifestaziona deve essere un evento pacifico. Non avrai bisogno di armi.


-Regola#7: Niente alcool o stupefacenti né prima né durante la manifestazione. Violare questa regola potrebbe facilmente fare precipitare verso una violazione della regola 1 e 2. E in caso di perquisizione si potrebbe essere fermati.

-Regola#8: Niente graffiti o vandalismo.


-Regola#9: Se vuoi fare qualcosa di stupido, scegli un altro giorno. Queste regole dovrebbe spiegarsi da se. La violazione di queste regole durante una manifestazione macchierebbe la reputazione di Anonymous, e ti renderebbe vulnerabile nei confronti della polizia.


-Regola#10: Anonymous è una legione. Non si sta mai soli. L’isolamento durante la protesta ti renderebbe un obbiettivo per coloro i quali potrebbero voler provocare una tua reazione violenta e di altre persone ostili.


-Regola#11: Prendi conoscenza del modo di vestirti. Vestirsi in maniera casuale ma decente aiuterà a mantenere una certa coesione e farà si che il pubblico vi prenda sul serio.


-Regola#12: Se possibile indossate la maschera di Guy Fawkes ma fatelo solo una volta raggiunta la piazza, nel caso la polizia chieda di toglierla non fate resistenza e giratela. Inoltre si può truccarsi la maschera sulla faccia, ciò è completamente legale e non possono fare niente per fermarlo.


-Regola#13: Portati la carta d’identità o patente. Ciò farà in modo che verrai identificato e potrai andare via tranquillo.

-Regola#14: Portare cartelloni e flyers. Sii pronto. Assicurati che i cartelloni siano abbastanza larghi per essere letti. Assicurati anche che il testo dei tuoi cartelloni e le tue frasi siano pertinenti all’obbiettivo della protesta. In fine, prepara dei flyers semplici e accurati da distribuire a coloro i quali vorranno sapere di più al riguardo delle motivazioni che sono dietro le tue azioni. Sono preferibili cartelloni e slogan in italiano per una migliore comprensione generale. 

-Regola#15: Documenta la manifestazione. Video e immagini dell’evento potrebbero essere usati per corroborare la tua versione della storia se intervenissero le forze dell’ordine. Inoltre postare immagini e video delle tue azioni eroiche su tutto il web non può che generare senso di vittoria e esortare altri Anonymous a seguire il tuo glorioso esempio.

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Se segui queste semplici regole, il successo delle tue azioni è praticamente certo. Tuttavia tieni a mente che il successo della manifestazione nel suo complesso dipende dal corretto comportamento di tutti quelli che partecipano. Se ignori queste regole è a tuo rischio e pericolo. Se le segui la vittoria sarà tua.

ALTRE REGOLE DA RISPETTARE Queste ulteriori regole scaturiscono dal “codice di condotta” e devono essere altresì rispettate. – Non indossare caschi, elmetti protettivi o altre protezioni del genere. Indossandoli sarete allontanati dal corteo, perché riconosciuti come black bloc e quindi estranei al corteo. – In caso di manifestanti infiltrati che vorranno portare scompiglio nella manifestazione, aiutare e stare al fianco delle forze dell’ordine, in modo tale da evitare scontri e ogni tipo di violenza – Diffondi amore durante la manifestazione.

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Fonte: Anonymous Italia

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Anonymous – 5 novembre 2013 – “La Marcia di un milione di maschere”

Risposta di Anonymous Italia ai violenti che vogliono rovinare la manifestazione del 5 novembre

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Perché il passaporto di Snowden è importante

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Pasaporte

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di Norman Solomon

Quando il Dipartimento di Stato ha revocato il passaporto a Edward Snowden quattro mesi fa, la mossa è stata una rappresaglia che arrivava da uno stato di sorveglianza e di guerra che opera in gran parte nell’ombra. I più alti funzionari di Washington erano furiosi. Snowden aveva improvvisamente rivelato quello che non poteva stare alla luce del giorno mandando per aria la copertura  del più Grande Fratello del mondo.

L’annullamento del passaporto non è stato soltanto un tentativo di impedire che Snowden andasse in un paese che poteva garantirgli asilo politico. E’ stata anche una dichiarazione che il governo degli Stati Uniti può invalidare il diritto di viaggiare proprio come sicuramente può invalidare il diritto alla privacy.

“Sebbene non sia colpevole di nulla,” ha detto Snowden in una dichiarazione del 1°luglio dopo aver trascorso una settimana al terminal dell’aeroporto di Mosca, il governo degli Stati Uniti “ha revocato in modo  unilaterale il mio passaporto, lasciandomi nella condizione di apolide. Senza nessun ordine giudiziario, l’amministrazione ora cerca di impedirmi di esercitare un diritto fondamentale. Un diritto che appartiene a tutti. Il diritto di cercare asilo.”

Dal 1948, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani lo affermato con chiarezza: “Ognuno ha il diritto di cercare e di godere in un altro paese  l’ asilo dalla persecuzione.” Le uniche altre parole dell’articolo 14 specificano un’eccezione che chiaramente non si applica a Snowden: “Questo diritto può non essere invocato nel caso di procedimenti che derivano genuinamente da crimini non politici o da atti  contrari agli scopi e ai principi delle Nazioni Unite.”

La misura dello sdegno degli Stati Uniti per questo principio può essere misurato in base a tutto quello che ha fatto  per impedire che Snowden ottenesse l’asilo politico. E’ stata  la misura della disperazione  – e del disprezzo per la legge internazionale – che Washington in luglio abbia fatto in modo che i governi alleati di Francia, Spagna, Portogallo e Italia negassero lo spazio aereo all’aeroplano del presidente boliviano Evo Morales, costringendo il velivolo ad atterrare per fare una perquisizione nell’eventualità che trasportasse Snowden da Mosca all’asilo politico in Bolivia.

Sebbene Snowden sia stato in grado di restare in Russia, la revoca del passaporto degli Stati Uniti è stata un’arma di importanza cruciale per impedirgli di attraversare un confine internazionale per qualsiasi ragione tranne che per tornare in patria e  andare in prigione negli Stati Uniti.

Proprio come la decisione di revocare il passaporto di Snowden è stata interamente politica, ogni rimedio sarà politico. La legge non ha nulla a che fare con esso, tranne che dare al Segretario di Stato il potere di revocare il suo passaporto.

Sfortunatamente, questa opzione è stata stabilita nel caso di Philip Agee, l’agente della CIA che ha rivelato delle malefatte ed è diventato un nemico della CIA. Ha perduto una battaglia legale per riavere il suo passaporto  quando la Corte Suprema degli Stati Uniti si è pronunciata a suo sfavore  nel 1981.

Thurgood Marshall era uno dei giudici che dissentirno dalla decisione, riguardante la revoca del passaporto di Agee,  vinta con  7 voti favorevoli e   2 contrari da Alexander Haig contro Phlip Age.

L’altro giudice contrario era William Brennan che ha scritto che “proprio perché la Costituzione protegge sia chi dice cose popolari che chi dice cose impopolari, protegge ugualmente i viaggiatori popolari e impopolari.”

Il giudice Brennan ha aggiunto: “Ed è importante ricordare che questa decisione non si applica soltanto a Philip Agee, le cui attività potrebbero essere percepite come dannose alla sicurezza nazionale, ma anche ad altri cittadini che possono semplicemente non essere d’accordo con la politica estera del governo  e che possono esprimere le proprie opinioni.

Chiaramente ottenere il diritto di viaggiare  “sia per viaggiatori popolari che impopolari” è una battaglia politica per il futuro. Un passo in quella direzione è stato fatto  con una petizione ondine che chiede al Segretario di Stato John Kerry di restituire il passaporto a Snowden. Migliaia di firmatari hanno pubblicato commenti personali convincenti e  spesso  eloquenti insieme ai loro nomi.

“La sollecito a restituire immediatamente il passaporto di Edward Snowden, una talpa statunitense che ha istruito il pubblico circa le minacce alla nostra democrazia e ai nostri preziosi diritti costituzionali,” dice la petizione. “Il giusto processo è fondamentale per la democrazia. Revocare il passaporto di Snowden contraddice le parole di molti leader degli Stati Uniti che hanno spesso criticato altri governi per aver violato il principio di libertà di viaggiare.” (La petizione, lanciata da RootsAction.org, ha ottenuto più di 25.000 firme da metà ottobre).

Sia inviando missili al di là dei confini o usando la tecnologia digitale più recente per spiare su un gran numero di persone, il governo statunitense conta sulla violenza militare e sulla segretezza cronica in un ricerca continua di esercitare il controllo su quanto è  più possibile del mondo. Il programma puzza di impunità e di potere arrogante. Aver revocato il passaporto a Snowden si sincronizza con quel programma. Dovremmo contestarlo.

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Norman Solomon è co-fondatore  di Rootsaction.org e direttore fondatore dell’Istituto per la Pubblica Correttezza. Tra i suoi libri citiamo: War Made Easy: How Presidents and Pundits Keep Spinning Us to Death” [La guerra in parole semplici: come i presidenti e gli esperti  continuano a confonderci fino alla morte]. Le informazioni sul documentario basato sul libro sono su  www.WarMadeeasyTheMovie.org

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Fonte: Z Net Italy

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