Category Archives: cybercultura_internet

Anonymous: siamo certi di non vivere in The Matrix?

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Venti indicatori che potrebbero farti pensare di vivere in The Matrix

by FLU5CH

Questa lista, originariamente condivisa da Collective-Evolution.com, mostra davvero quanto l’individuo medio possa essere ingannato vedendo solo quello che vogliono fargli vedere, tutto veramente falso, in questo incasinato mondo.

“Se prendi la pillola blu, la storia finisce, ti svegli nel tuo letto e credi a quello che vuoi credere. Se prendi la pillola rossa, rimani nel paese delle meraviglie, e ti mostro quanto è profonda la tana del bianconiglio.”   (The Matrix )

I venti indicatori:

1. Passi la maggior parte del tuo tempo a pagare un mutuo piuttosto che a goderti la vita.

2. Non vedi l’ora che arrivi il fine settimana.

3. Giudichi il tuo successo secondo l’auto che hai, il sobborgo in cui vivi, e la dimensione della casa che possiedi.

4. I ricchi sono ricompensati per saccheggiare la terra, mentre coloro che cercano di salvarla sono ridicolizzati.

5. Fai un lavoro che non ti piace e pensi che i soldi guadagnati compenseranno la tua frustrazione.

6. Ritieni che prendendo una pillola potrai curare i tuoi mali.

7. Ritieni strano chi ha scelto dei cibi sani e biologici, mentre reputi normale chi mangia cibi trasformati, alterati e privi di nutrienti.

8. Pensi che comprare roba ti renderà felice.

9. Guardi le notizie in televisione e pensi che quella sia la verità.

10. Sei più concentrato sulla tua squadra del cuore che per il tuo pianeta, l’ambiente da cui dipende la tua sopravvivenza.

11. Credi che la crescita e lo sviluppo dell’economia sia una buona cosa e che la globalizzazione crei posti di lavoro.

12. Sei conforme con lo status quo e mai metti in discussione le cose fatte.

13. Pensi che la congestione del traffico, l’inquinamento atmosferico e quello acustico facciano parte della normale vita di ogni giorno.

14. Pensi che ci siano differenze tra i partiti politici e che essi siano poi in grado di realizzare dei veri cambiamenti.

15. Pensi che ci sono terroristi dietro ogni angolo e che sono una minaccia per te e la tua comunità, nonostante il fatto che è 150 volte più probabile essere colpiti da un fulmine che essere coinvolti in un attacco terroristico.

16. Pensi che sia normale mangiare alimenti geneticamente modificati e frutta e verdura trattati con pesticidi.

17. Pensi che i media mainstream siano indipendenti ed imparziali.

18. Cerchi distrazione costante attraverso i media, come lo sport, gli affari e il gossip.

19. Pensi che vivere accanto a un ripetitore di segnale è giusto perché così hai una migliore ricezione.

20. Attendi in fila per l’acquisto dell’ultimo gadget tecnologico.

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Fonte: anonhq.com

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Echelon: da 50 anni spionaggio globale!

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ECHELON, 50 anni di sorveglianza globale

di Alfonso Maruccia

Il giornalista che per primo svelò al mondo l’esistenza del network spionistico rievoca le sue indagini, e chiude il cerchio con un documento portato alla luce da Edward Snowden

Lo scandalo del Datagate ha svelato al mondo la portata e le inquietanti capacità di spionaggio a disposizione dell’intelligence statunitense (NSA) e dei partner del ristretto club dei “Five Eyes” (Australia, Canada, Nuova Zelanda, UK, USA); ben prima delle rivelazioni di Edward Snowden, il giornalista investigativo britannico Duncan Campbell aveva già alzato il velo del tecnocontrollo globale parlando per la prima volta del programma ECHELON.

Tre lustri fa, la percezione dell’opinione pubblica in merito a ECHELON passava dallo status di leggenda metropolitana a network spionistico concreto grazie all’interessamento dei parlamentari europei, ma Campbell aveva cominciato a parlare delle grandi parabole della rete per le intercettazioni globali già nel 1988.

Ora, in un nuovo approfondimento pubblicato su The Intercept, il giornalista britannico chiude in qualche modo il cerchio svelando dettagli inediti del programma ECHELON – un programma avviato già 50 anni fa, sostiene Campbell, e che un documento di Snowden risalente al 2005 cita direttamente come “sistema focalizzato sui satelliti di telecomunicazioni”.Decadi prima del Datagate, di Internet e dello spionaggio di massa facilitato dalla condivisione indiscriminata sui social network, suggerisce Campbell, ECHELON ha garantito a cinque nazioni alleate la capacità di intercettare, raccogliere e analizzare le comunicazioni globali – prima analogiche, poi digitali – dietro il paravento dell’antiterrorismo e della sicurezza nazionale.

Dopo 40 anni passati a investigare sul programma ECHELON, Campbell si prende ora il tempo di ripercorrere la propria storia personale e come essa si è intrecciata inesorabilmente con l’indagine di una vita: tra i casi, inquietanti, citati dal giornalista, quello di una signora che parla al telefono della recita scolastica del figlio, una performance andata evidentemente male, definita “bombed”, che aveva spinto uno degli analisti di ECHELON a tenere sotto controllo le comunicazioni telefoniche della signora per un presunto rischio terroristico.

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Fonte: Punto Informatico

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Approfondimento

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Sorveglianza globale

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Gli scienziati contro la realizzazione dei robot-killer

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I robot killer vanno soppressi sul nascere

di Alfonso Maruccia

Una nuova lettera sul tema delle armi intelligenti evidenzia i pericoli connessi con una eventuale corsa agli armamenti autonomi, un pericolo da evitare per il bene di tutti. Molte e autorevoli le firme in calce al documento

La lettera è stata firmata da più di un migliaio di esperti, ricercatori, scienziati e membri ben noti della comunità tecnologica internazionale, inclusi ovviamente chi da tempo ha preso a esprimere la propria preoccupazione per l’uso di IA come Elon Musk, Stephen Hawking, Steve Wozniak, Noam Chomsky e molti, molti altri.

Il FLI dà per scontato lo sviluppo, in tempi relativamente brevi, di armi automatiche in grado non solo di sparare ma soprattutto di decidere quando farlo, un progresso reso possibile dagli avanzamenti nella ricerca sull’intelligenza artificiale e che avrà conseguenze probabilmente molto più significative dello sviluppo delle armi nucleari.

Quello che l’umanità non dovrebbe assolutamente fare, esortano i ricercatori, è di avviare una “corsa agli armamenti autonomi” nella quale i governi più ricchi e quelli più bellicosi si impegnino a far progredire lo sviluppo dei robot killer; l’uso di una simile tecnologia è molto più accessibile delle succitati armi atomiche, dicono dal FLI, e presto le stesse capacità di distruzione dei paesi più sviluppati entrerebbero nelle disponibilità di terroristi e criminali.

I ricercatori al lavoro sulla IA non hanno alcun interesse a sviluppare armi intelligenti alla stessa maniera in cui chimici e biologi non vogliono creare armi chimiche o biologiche, spiega ancora la lettera, quindi lo sviluppo dell’intelligenza artificiale – posto che questo sia mai realmente possibile – deve concentrarsi sul modo con cui beneficiare l’intera umanità piuttosto che ucciderla.

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Fonte: Punto Informatico

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