Daily Archives: 20/10/2010

Cambiare l’Italia senza prendere il potere

Democrazia Km Zero – Atto Secondo: la rete
Pratiche, politiche e prospettive comuni per una ricostruzione dal basso

6 e 7 novembre 2010 |

Sala Kursall, viale Colombo, Grottammare (Ascoli Piceno)

Carissime/i,

siamo in tanti ad associarci per resistere, nei  territori, alla cancellazione dei diritti, al consumo di suolo, ad una green economy malintesa, alla privatizzazione dei beni comuni (spiagge, acqua, paesaggio), alla distruzione della ruralità, alla precarizzazione della vita e del lavoro.

E’ molto, ma non basta.

Vorremmo non limitarci a contrastare decisioni prese, ma essere lievito di rigenerata democrazia, di nuove colleganze fra cittadinanza ed istituzioni.

Per questo, ad un anno dall’incontro delle Piagge, proponiamo di rivederci a Grottammare (AP) il 6 e 7 novembre per un weekend di lavoro, tutto dedicato a scambiarci esperienze, saperi, prospettive e soprattutto ad avviare strumenti ed azioni comuni (comunicazione, sito, campagne, mutua formazione, lessici, seminari, etc. ).

I tavoli  di lavoro si occuperanno di Pratiche, Politiche e Prospettive comuni della Democrazia Km Zero.

Introducono i lavori Pierluigi Sullo, giornalista; Alessandro Santoro, prete della Comunità delle Piagge di Firenze; Ornella De Zordo di perUnaltracittà, lista di cittadinanza di Firenze; Chiara Spadaro del Presidio No Dal Molin; Claudio Giorno dei Comitati No Tav; Massimo Rossi di Luoghi Comuni di Ascoli Piceno.

Producono materiali ed animano i tavoli di lavoro Maurizio De Zordo e Cristiano Lucchi di perUnaltracittà di Firenze; Carlo Brunelli e Sergio Sinigaglia di Altre Marche; Anna Pizzo, giornalista; Sergio Labate, Università di Macerata; Andrea Morniroli dei Cantieri Sociali di Napoli; Paolo Cacciari, giornalista; Olimpia Gobbi e Angela Mary Pazzi di Luoghi Comuni di Ascoli Piceno.

Saranno inoltre presenti per le reti nazionali: Marco Bersani, Forum italiano dei movimenti per l’acqua bene comune; Davide Biolghini, Rete Economia Solidale; Tonio dell’Olio, Libera, Luigi Merli, Rete del Nuovo Municipio, Anna Picciolini, rete@sinistra.

Concludono: Mario Pezzella, docente Scuola Normale Superiore di Pisa e Guido Viale, economista e scrittore.

Il Programma dell’incontro
Raggiungere la sala Kursaal (google map)

Informazioni
320/4395338 | 349/8329661 | www.luoghi-comuni.org
info@luoghi-comuni.org | olimpia.gobbi@libero.it | angelapazzi@yahoo.it


Spazzatura e tumori in Campania lo scandalo del registro che non c’è

Nella regione più devastata d’Italia non esiste l’unico strumento accettato dai tribunali per mettere in relazione le malattie tumorali con la presenza di discariche e sversatoi abusivi.


Il registro dei tumori della regione Campania non è mai stato attivato. Per le strade di Terzigno ancora oggi la gente scende in strada in protesta contro l’apertura di una nuova discarica, ma nella regione dell’infinita emergenza rifiuti e degli sversamenti abusivi di fanghi tossici dimostrare una correlazione tra malattie e inquinamento non è possibile.

La scoperta del vuoto è merito di un meticoloso lavoro di ricerca fatto da Vittoria Operato, avvocato e consulente giuridico dell’Isde (Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente). Uno strumento come il registro dei tumori è fondamentale per mettere in relazione, attraverso studi ufficiali, gli incrementi di casi di cancro con l’esposizione a ipotetici fattori di rischio.

In altre parole, senza il registro è impossibile stabilire una relazione, valida in tribunale, tra un’impennata di tumori su un certo territorio e la presenza nei paraggi di una discarica o di un sito di smaltimento di rifiuti tossici. A nulla servono sotto il profilo legale gli studi di scienziati indipendenti o le analisi epidemiologiche condotte da medici ed esperti che si battono contro l’inquinamento ambientale nella Regione. Può fare testo solo il registro tumori. Che in quasi tutte le regioni esiste. Ma non nella terra devastata dalla più grave emergenza rifiuti del dopoguerra, dove le cave hanno ingoiato per decenni le scorie delle fabbriche del Nord, dove quotidianamente si scoprono casi di inquinamento delle falde acquifere, e dove la spazzatura viene bruciata impunemente per strada lungo i vialoni dell’hinterland napoletano, sprigionando quantità industriali di diossine, come testimoniato da decine di video messi in rete dall’associazione “La Terra dei Fuochi”.

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Fonte: Il Fatto Quotidiano