Dic 18 2014

Anonymous – #Operation PayBack – (sentenza NoTav) attacco al sito della procura di Torino

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Operation PayBack

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“Esprimere il proprio dissenso in uno stato democratico dovrebbe essere considerato legittimo, considerando che è tipico di uno stato fascista utilizzare leggi persecutorie per sedare le proteste e i dissensi popolari o politici.

Pertanto Anonymous ha deciso di rendere inaccessibili:  giustizia.it  –  procura.torino.it  –  tribunale.torino.giustizia.it.  ltf-sas.com a partire dalle 16:30 del 17 dicembre  fino alle prossime ore. (Facebook – Operation PayBack) ”

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“DIRITTO AL DISSENSO

(n) Diritto al dissenso: la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 tutela il diritto alla resistenza, all’oppressione. Gli stati, però, fin da principio hanno pesantemente limitato questo diritto sopratutto per tutelare il diritto alla proprietà e all’incolumità altrui. E’ necessario che gli stati tutelino maggiormente il diritto al dissenso ampliando la legislazione in materia.
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n1 Dissenso pacifico: n1.1 Diritto al dissenso dei manifestanti: ogni manifestazione di dissenso che non colpisca fisicamente le persone o che non colpisca in modo irreparabile le proprietà individuali è da ritenersi pacifico. Chiariamo che proprietà individuali sono quelle di cui l’individuo gode grazie al diritto all’esistenza, tra queste l’abitazione. Non è quindi dissenso pacifico fare violenza fisica a qualsivoglia essere umano, ma è dissenso pacifico nel corso di una manifestazione, rompere i vetri di una abitazione privata. Il vetro rotto non è un danno irreparabile. A tal proposito ricordiamo le lotte delle suffragiste di E. Punkhurst che durante le loro dimostrazione lanciavano sassi alle abitazioni di privati cittadini. Incendiare, saccheggiare, devastare le abitazioni provocherebbe un danno irreparabile e costituirebbe un atto violento. Gli stati devono garantire i fondi necessari ad un congruo e rapido risarcimento delle “vittime” di dimostrazioni non violente di dissenso. Coloro i quali/e abbiano compiuto queste azioni non devono essere perseguiti. Il principio citato può valere anche rispetto a proprietà non individuali, negozi, banche, arredo urbano, cantieri etc.: chi protesta pacificamente contro tali strutture, non deve essere perseguito e i responsabili di queste ultime devono godere i un congruo e rapido risarcimento dei danni. Riteniamo che gli stati debbano tutelare qualsiasi forma di dissenso pacifico anche nel caso limite su riportato.
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n1.2 Diritto all’occupazione: l’occupazione di suolo pubblico o privato, posto che in quelle aree non siano abitate non minaccia il diritto alla vita di alcuno/a non comporta di per sé un danno irreparabile. Per questo il diritto all’occupazione,anche di abitazioni private purché abbandonate e da tutelarsi e quindi chi attua l’occupazione non deve incorrere in alcuna pena. Sotto questo diritto ricadono anche il diritto al sit-it e flashmob ed al blocco stradale. Quest’ultimo diritto è già incluso nella costituzione del Guatemala.
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n1.3 Diritto alla protesta on line:la sospensione temporanea del servizio di un sito internet o la diffusione dei suoi database non è certamente da considerarsi un’azione violenta né produce un danno irreparabile. Per tali ragioni il ddos,il deface ed ogni altra tecnica atta a manifestare il proprio dissenso online è da considerarsi lecita. Gli strumenti informatici di dissenso sono paragonabili ad un flash mob virtuale. La violazione di database porta danni assai lievi e transitori per i dipendenti delle aziende violate ma permette di superare concretamente il segreto industriale e del segreto di stato mettendo le conoscenze a disposizione di tutti gli esseri umani. Per queste ragioni la violazione di database non è da considerarsi una tecnica violenta ed anzi aiuta l’aumento della conoscenza comune. Possiamo paragonare la violazione di database agli arrembaggi che le navi ambientaliste compiono contro i pescherecci, queste possono provocare disagi transitorio alla pesca,ma non per questo i citati arrembaggi debbono considerarsi illegali.
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n2 Dissenso violento. Nel caso in cui le autorità mettano a repentaglio la incolumità e ledano, così, il diritto alla vita di chi esprime dissenso, per costui/ei dovrà esser lecito difendersi usando violenza. E’, per esempio il caso riscontrato in numerose manifestazioni dove le forze dell’ordine aggrediscono i dimostranti. Qualora il manifestante sia percosso ha diritto di reagire. Per facilitare l’attuazione di questo diritto chiediamo che le forze dell’ordine scendano in piazza disarmate; ciò rappresenta un incentivo affinché anche i manifestanti lo siano. Le imbottiture di cui sono dotate e uniformi che i tutori dell’ordine indossano durante le manifestazioni sono tali da poter assorbire i colpi portati con le sole mani evitando ogni danno per i membri della pubblica sicurezza. Perciò è giusto chiedere che durante le manifestazioni tutori dell’ordine disarmati svolgano funzione di pura interposizione senza mai reagire alle aggressioni, perché ciò può essere attuato garantendo l’incolumità delle forze dell’ordine. Chiediamo anche che gli agenti durante le manifestazioni siano considerati semplici cittadini e non pubblici ufficiali. E’ infatti sufficiente, che un qualunque manifestante risponda al’aggressione di un agente per incorrere nel reato di aggressione a pubblico ufficiale e ciò viola il diritto dei dimostranti al dissenso violento. Il fondamento del diritto citato sta nel Proclama di emancipazione degli schiavi che Abramo Lincoln scrisse nel 1863, lì si chiede agli schiavi liberati di astenersi da ogni violenza a meno che la propria incolumità non fosse direttamente minacciata. Da questo si deduce che il diritto alla protesta violenta è lecito se vi è una diretta minaccia alla integrità fisica degli esseri umani.
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Fonte: privatepaste

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Apr 19 2014

Nutrizione vegetariana in età pediatrica – Torino 14 giugno 2014

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corso-aggiornamento2013

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A Torino la seconda edizione del corso in Nutrizione Vegetariana Pediatrica. L’evento è un corso di formazione ECM dedicato a Biologi, Medici, Dietisti e altre professioni sanitarie.

E’ organizzato dalla SINVE – Società Italiana di Nutrizione Vegetariana, Associazione non-profit costituita da professionisti e studiosi di ambito Medico-Scientifico.

L’iniziativa costituisce un’occasione di confronto con i maggiori esperti nazionali in questo campo emergente della nutrizione, nonché un approfondimento riguardo gli aspetti più propriamente pratici dell’attività professionale. Infatti, è sempre più evidente l’esigenza di formare professionisti della nutrizione vegetariana in ambito Pediatrico, in grado di sostenere la scelta vegetariana di numerose famiglie.

Le lezioni saranno tenute da relatori di riconosciuta competenza, tra cui i docenti del Master Internazionale di I° livello in Alimentazione e Dietetica Vegetariana dell’Università Politecnica delle Marche, primo corso specialistico Universitario sull’alimentazione “Plant Based” in Italia e in Europa.

Il programma scientifico comprende sessioni dedicate agli aspetti generali e specialistici dell’alimentazione vegetariana in età pediatrica, evidenziando gli aspetti professionali con informazioni teoriche e indicazioni pratiche da utilizzare nell’attività quotidiana. Inoltre, il programma scientifico comprende sessioni dedicate alla ristorazione collettiva e l’educazione alimentare.

 

Circolo CH4 Sporting Club, via Trofarello 10, in zona Lingotto a Torino.

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Scarica qui la scheda di preiscrizione da compilare ed inviare all’indirizzo formazione@sinve.org

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Fonte: SINVE

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Dic 3 2012

Torino giovedì 6 dicembre – Cinema Ambrosio: Ken Loach “il rosso” incontra i lavoratori della Coop. Rear e l’Usb

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Ken Loach con i lavoratori e Usb a Torino, giovedì 6 dicembre

Dopo Scola e Amelio, anche Ken Loach arriva a Torino. Non per ritirare premi, ma per incontrare i lavoratori organizzati con l’Usb che avevano denunciato che condizioni di lavoro al festiva del cinema.
Il primo incontro era  avvenuto su richiesta degli stessi Amelio e Scola, con la partecipazione di una delegazione dei lavoratori della Coop. Rear impiegati nei servizi esternalizzati dal Museo Nazionale del Cinema. Allora, però, ci si parlò all’interno della sede sindacale di viale Marconi.

Questa volta invece incontro pubblico presso il cinema Ambrosio Corso Vittorio Emanuele II, 52, alle ore 13.
Dopo di che seguirà la proiezione del film “Bread and Roses”, dello stesso regista britannico, nel quale vengono affrontate le condizioni di sfruttamento e di sofferenza dei lavoratori esternalizzati e precari.
In coerenza con il suo impegno in difesa dei lavoratori e contro ogni tipo di sfruttamento, il prossimo 6 dicembre a Torino il regista Ken Loach incontrerà i lavoratori licenziati della cooperativa REAR, in appalto presso il Museo Nazionale del Cinema, nell’ambito di un iniziativa pubblica organizzata dall’USB Piemonte e voluta dallo stesso regista.

Questo il messaggio con cui Loach ha annuncianto la sua presenza all’iniziativa: “Non vedo l’ora di incontrare i lavoratori di Torino che hanno perso il posto di lavoro, e tutti coloro che hanno a cuore i problemi dei sub-appalti e bassi salari. Io non volevo venire prima a Torino per non distrarre l’attenzione dal festival”.
L’iniziativa s’inserisce nella lotta portata avanti dall’USB contro la politica delle esternalizzazioni e degli appalti, sempre più assegnati al massimo ribasso e con ricadute dirette in termini di sfruttamento e di bassi salari per i lavoratori. All’incontro interverrano: Federico Altieri, uno dei lavoratori licenziati; Enzo Miccoli, dell’USB Lavoro Privato Torino; Aboubakar Soumahoro, dell’Esecutivo Regionale USB Piemonte; Fabrizio Tomaselli, dell’Esecutivo Nazionale USB;  Sergio Troiano, esercente cinematografico

Interverranno inoltre: operai Fiat, movimenti di lotta per il diritto all’abitare e allo studio e numerose testimonianze di dipendenti del pubblico impiego. Sono invitati tutti i lavoratori, i precari, i cassa-integrati, i disoccupati, i pensionati, gli studenti, tutto il mondo della cultura e gli organi di informazione.

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Fonte:  Contropiano

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Ott 19 2012

Torino – Il Salone del Gusto e la Bio-Violenza

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Slow Food e Terra Madre: lettera a Carlo Petrini

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In attesa della tre giorni del Salone del Gusto / Terra Madre, che si terrà a Torino, e del presidio di controinformazione e protesta contro l’allevamento “sostenibile” organizzato per domenica 28 ottobre, pubblichiamo qui la lettera che abbiamo inviato a Carlo Petrini, presidente di Slow Food, come Progetto BioViolenza.

Egr. Carlo Petrini,

a nome degli attivisti animalisti che in questi anni si stanno occupando dell’analisi di quella che noi definiamo “bio-violenza” o “happy meat” (vedi www.bioviolenza.blogspot.it/), vorrei ricordarle alcune questioni di cui abbiamo discusso sia con lei direttamente che con alcuni rappresentanti di Slow Food.

Al Salone del Gusto di Torino di due anni fa, gli animalisti hanno distribuito per tre giorni migliaia di volantini per denunciare la mancanza di un punto di vista etico diverso dal vostro in un evento che fa dell’etica il suo cavallo di battaglia. Con un blitz all’assemblea finale di “Terra Madre”, davanti a migliaia di delegati e giornalisti da tutto il mondo, alcuni attivisti si erano conquistati anche lo spazio per evidenziare quella posizione, tutta antropocentrica, di chi discetta di etica, benessere e sostenibilità, mentre nello stesso tempo non riesce ancora a fare a meno dello sfruttamento e dell’uccisione di altri viventi senza porsi problemi di coscienza, per’altro in sintonia con fette importanti di popolazione “sensibile” e di realtà produttive “sostenibili”, sia per quanto riguarda le condizioni dei lavoratori, lo sviluppo locale e la tutela dell’ambiente, ma non ancora, purtroppo, nei confronti della sofferenza degli animali.

Abbiamo contestato “Slow Fish” a Genova. Se i mammiferi sembrano meritare almeno un abbozzo di discussione sulle modalità con cui dovrebbero poter condurre la loro breve vita, è evidente che i pesci non godono nemmeno della minima considerazione. L’unico problema che Slow Food considera sono i danni agli ecosistemi, all’ambiente, alla quantità di fauna marina disponibile. Della sofferenza dei pesci non interessa nulla a nessuno, neppure ai vostri “esperti” biologi marini che negano ancora, nonostante i molti studi di etologi illustri sull’argomento, che il sistema nervoso dei pesci sia sensibile al dolore in modo paragonabile a quello dei mammiferi (nel caso volesse approfondire, abbiamo una registrazione -che possiamo spedirle- con il Presidente del Comitato Scientifico, dott. Silvio Greco, che durante il colloquio con una nostra delegazione a “Slow Fish” anacronisticamente sosteneva una differenza qualitativa della sofferenza tra pesci e altri animali terrestri – sic).

In queste circostanze ci avete detto che il dialogo con gli animalisti è auspicabile, che dovrebbe essere incentivato e ci avete spronato ad un confronto, e siamo qui a ribadire e rinnovare la nostra disponibilità.

Molte persone che gravitano intorno a Slow Food sono anche animaliste: lo dimostrano, oltre alla quantità dei vostri associati vegetariani e vegani, gli applausi che hanno accompagnato le parole di protesta a favore della “liberazione” animale durante il blitz di cui sopra. Anche per questo riteniamo doveroso proporre la discussione etica sull’importanza della vita dei singoli individui animali al centro del vostro/nostro dibattito.

Chiediamo quindi di partecipare alla prossima edizione del Salone del Gusto di Torino con un intervento corposo e non occasionale, fortuito o strappato con la furbizia. Vorremmo dunque concordare con lei direttamente (o con uno degli organizzatori principali dell’evento) le modalità di un nostro intervento, in occasione della Conferenza finale di “Terra Madre”. Vorremmo dare voce agli ospiti muti che, loro malgrado, parteciperanno alla fiera, nella speranza di aprire un dibattito serio e costruttivo sull’utilizzo degli animali nella produzione, mettendo in discussione anche il concetto – per noi ambiguo – di “benessere animale”. Uno spazio ufficiale con pari dignità rispetto agli altri potrebbe dimostrare che, almeno sul piano del dibattito, il tema dei soggetti animali ha analoga considerazione rispetto agli altri importanti temi etici di cui Slow Food si è fatta carico in questi anni. Siamo certi che, a differenza di come è stato in passato, si possa reciprocamente considerare il dibattito sul tema come un’importante opportunità di confronto.

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Fonte: bioviolenza.blogspot.com

Evento facebook:  http://www.facebook.com/events/442004555841590/

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Approfondimento (madu)

Salone Internazionale del Gusto

Non è più possibile dire che non sapevamo

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