Ott 2 2012

Il compleanno di Gandhi come Giornata Internazionale della Nonviolenza

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Oggi 2 ottobre si celebra la Giornata Internazionale della Nonviolenza (indetta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite). La data è stata scelta in quanto anniversario della nascita di Gandhi, ispiratore dei movimenti per la pace, la giustizia, la libertà di tutto il mondo. È infatti con Gandhi che nasce la nonviolenza moderna. Il Mahatma è il profeta della politica nonviolenta, strumento collettivo di liberazione, metodo di lotta alternativo alla guerra.

 Le ideologie del Novecento si sono frantumate alla prova della storia, sono state sepolte nelle tragedie dei campi di sterminio e nei gulag, sono morte nei massacri della prima e della seconda guerra mondiale. La nonviolenza è stata la vera, unica novità del secolo scorso e solo la nonviolenza resta ad indicare una nuova via per le giovani generazioni.

La crisi generale che stiamo vivendo (economica, sociale, politica) è sempre più forte. Oggi la vita stessa del pianeta è a rischio, crisi ecologica e crisi belliche rendono il futuro incerto.
Per uscirne c’è bisogno di una nuova politica che Gandhi ci ha indicato: il disarmo.
Noi abbiamo chiesto al Governo italiano un gesto di disarmo, il taglio delle spese militari, la rinuncia ai cacciabombardieri F-35. Ma le richieste del popolo della pace sono totalmente disattese: dal taglio della spesa pubblica civile viene sottratta proprio la spesa incivile, quella militare e per gli armamenti. Anche in Italia, come in Grecia, mentre si svuotano i granai si riempiono pericolosamente gli arsenali. E il tema del disarmo è il grande rimosso dall’agenda della politica.

Dunque, vogliamo fare del 2 ottobre una nuova occasione di impegno, necessario e diffuso in tutte le città d’Italia, per la nonviolenza e per il disarmo.
In questa occasione il Movimento Nonviolento (fondato da Aldo Capitini, che ha introdotto in Italia il pensiero ed il metodo di Gandhi), ha promosso un’iniziativa comune nazionale, in collaborazione con la Rete Italiana Disarmo. Tutti gli aderenti, i simpatizzanti, i singoli amici della nonviolenza, gruppi e centri e movimenti per la pace e la nonviolenza, sono invitati ad organizzare nella propria città o nel proprio paese un’iniziativa pubblica: una presenza in piazza, un banchetto, l’esposizione della nostra bandiera, una conferenza, una fiaccolata, la distribuzione di un volantino; un’azione che il 2 ottobre collegherà idealmente tutte le realtà impegnate nella campagna per il disarmo.

Inoltre segnaliamo la diffusione straordinaria dello “Speciale Disarmo” di “Azione nonviolenta”.

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Fonte:  Movimento Nonviolento –  Rete Italiana Disarmo

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Mag 22 2012

Segnala gli sprechi: #noallespesemilitari / IL DOSSIER

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Segnala gli sprechi, istruzioni per l’uso

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A come aerei da guerra: 10 miliardi di euro per novanta cacciabombardieri F-35 e 5 miliardi per completare la flotta di novantasei caccia Eurofighter

B come blindati: 1,6 miliardi per duecentocinquanta carri Freccia

D come droni: 1,3 miliardi per otto aerei senza pilota

E come elicotteri da guerra: 4 miliardi per cento elicotteri Nh-90

G come guerra in Afghanistan: 800 milioni all’anno

M come manutenzione: 1,4 miliardi all’anno per spese di esercizio mezzi e strutture e formazione personale

N come navi da guerra: 5 miliardi per dieci fregate multiruolo ‘Fremm’ e 1,5 miliardi per due fregate ‘Orizzonte’

P come programmi informatici militari: 12 miliardi per il sistema digitale dell’esercito ‘Nec’

S come sommergibili: 1 miliardo per due sottomarini U-212

U come uomini: 9,4 miliardi di euro all’anno di spese per gli stipendi del personale

(Fonte:  Rete Italiana per il Disarmo)

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C’eravamo tanto armati

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DA E – IL MENSILE. Costa molto ed è anche difficile calcolare quanto, visto che i finanziamenti sono disseminati di qua e di là.
Dovrebbe, come tutte le uscite pubbliche, subire forti tagli, ma c’è il sospetto che siano solo dilazioni.
Si consente il lusso di acquistare aerei – gli F-35 – di cui non si riesce neanche a calcolare il prezzo finale perché sta lievitando: per ora siamo sui 15 miliardi di euro.
È il capitolo delle spese militari che ci vede ai primi posti di un mondo che investe sempre di più sulla guerra

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Fregate in arrivo

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DA E – IL MENSILE. Non solo aerei F-35. L’Italia ha stanziato più di cinque miliardi di euro per dieci modernissime navi militari. Un ottimo affare per Finmeccanica e una garanzia per gli operai di Fincantieri. Con l’eterno paradosso che anche i sindacati, come antidoto alla crisi, difendono la scelta del riarmo.

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…(leggi tutto)

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Fonte: E-IL MENSILE  online

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