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Suggerimenti per una RAI democratica

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Come si fa una Rai democratica?

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di Jacopo Fo

Il problema della Rai non è solo che è in mano a partiti e lobby di potere. Anche se finalmente i partiti mollassero l’osso, anche se la direzione andasse nelle mani di stimati professionisti, non otterremo ancora una tv al servizio della gente.
Oggi molti sono i professionisti dello spettacolo e dell’informazione che sono stati messi all’indice nonostante fossero capaci di ottenere grandi ascolti. Ma anche se questa censura immorale finisse non otterremo ancora una Rai democratica.
La questione fondamentale è quella dell’accesso: in che modo vengono selezionati i programmi?
Oggi abbiamo la possibilità, grazie a internet, di immaginare una tv che funzioni in  modo completamente diverso e che permetta a chi ha idee di dimostrarne la validità rompendo il sistema di controllo basato su funzionari più o meno capaci, sensibili, aperti.

Una tv che volesse essere veramente servizio pubblico e che volesse riconquistare spettatori, che vanno altrove a cercare quel che gli interessa, dovrebbe iniziare finalmente a chiedere alla gente cosa vuole vedere. Con questo non voglio azzerare i funzionari. L’apporto di professionisti dell’organizzazione dell’offerta televisiva è importante, perché se sono bravi possono avere idee eccellenti e costruire programmi grandiosi. Ma almeno una parte delle trasmissioni dovrebbe essere decisa con una selezione popolare.

Il sistema ci sarebbe, è già utilizzato altrove ed è anche molto semplice.
Si crea un sito web dove sia possibile pubblicare video di una quindicina di minuti e si permette alle persone di votare quel che preferiscono.
I prodotti che raggiungono un minimo di approvazione ottengono un finanziamento minimo (10.000 euro) per realizzare una puntata, che viene trasmessa in terza serata. Si dà di nuovo al pubblico la possibilità di votare e incrociando il voto con il risultato dell’audience, si può determinare quali sono le trasmissioni di maggior successo e quindi finanziarne la realizzazione in serie.
Chi lo va a dire alla Rai? (Io già ci provai…)

Articolo della serie: Per uscire dalla crisi servono idee nuove

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Fonte: jacopofo.com

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Roma 17 maggio 2013: Movem09 promuove il “Progetto Presidi Culturali”. La cultura nei territori crea sviluppo e occupazione.

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PROGETTO PRESIDI CULTURALI

DEL MOVEM09

Venerdì 17 maggio 2013 ore 18:00

Centro Culturale ELSA MORANTE

Piazza Elsa Morante (Eur-Laurentino)

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PER UNA CULTURA SUL TERRITORIO: RIVOLUZIONIAMO IL SISTEMA 

La cultura nei territori crea sviluppo e occupazione

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I  PRESIDI  CULTURALI.

Non può esistere democrazia se non esiste crescita culturale. Non può esistere crescita culturale se non si insegna alle persone a conoscere, capire, apprezzare la Cultura in tutte le sue forme.

Il Movem09 (Movimento Emergenza Cultura Spettacolo Lavoro) nasce nel 2009 quando numerose associazioni delle industrie dello spettacolo si uniscono in difesa del Fondo Unico dello Spettacolo che stava per essere soppresso.  In seguito il Movimento, a fronte del progressivo deteriorarsi di tutti gli aspetti della Cultura, si dà obiettivi più ampi, giungendo ad aggregare oltre 40 associazioni in azioni di difesa a tutto campo del mondo della produzione culturale e dei suoi lavoratori.

Le associazioni del Movem09 che promuovono la presente proposta per i Presìdi Culturali sono:

ANAC – Ass. Nazionale Autori Cinematografici; ANART -Ass. Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali; ApTI – Ass. per il Teatro Italiano; ARCI; ARTICOLO 21 – Associazione giornalisti; ASC – Ass.  Italiana Scenografi Costumisti e Arredatori; ASST- Associazione Sindacale Scrittori Teatro;  FIDAC  – Federazione Italiana Associazioni Cineaudiovisivo; FEDERAZIONE CEMAT – Ente di Promozione Musicale; FED.IT.ART; NUOVA CONSONANZA; RITMO – Rete Italiana Musicisti Organizzati;  SAI – Sindacato Attori Italiani;   SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici;  TAM TAM; UFFICIO SINDACALE TROUPE SLCCGIL;  Beppe Gaudino – regista; Viviana Girani – sceneggiatrice.

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LE RAGIONI DELLA PROPOSTA

Le associazioni del Movem09 da anni affermano con decisione che la Cultura, in tutte le sue forme, appartiene al patrimonio genetico dell’Italia e che da questo patrimonio dobbiamo ripartire per uscire dalla crisi.
Diamo dunque per scontate alcune nostre posizioni che nel tempo sono state riprese e rilanciate da più parti, ad es. che la Cultura può essere il volano della ripresa economica nazionale, ma anche che, senza Cultura, non possono esserci libertà e democrazia. Diamo dunque per acquisite queste consapevolezze e, rivolgendoci a chi le condivide, spostiamo lo sguardo sul come concretizzare questa centralità della Cultura, senza pretendere di dare una risposta globale ma suggerendo un passo verso la direzione giusta.

Una breve considerazione: in Italia ci sono talenti individuali straordinari in tutti i campi artistici ma la sensibilità media alla Cultura, alla sua fruizione e al rispetto del patrimonio comune, è molto bassa. I Presidi Culturali hanno questo scopo: educare i cittadini alla Cultura, alla partecipazione attiva e consapevole, alla legalità e agli aspetti interculturali della nostra società.

Un’educazione che, anche avvalendosi dell’innovazione tecnologica digitale, aiuti ad apprezzare arte e sapere, cambia sicuramente la valutazione che il singolo ha di se stesso, dell’ “altro” e del mondo.

15 maggio 2013

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per info e adesioni: Cristina Santilli <movem09@gmail.com>

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Fonte: Articolo 21

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