Napoli: Condannati i poliziotti per le violenze durante il Global Forum del 2001

Io c’ero! E’ stata una mattanza! Il ricordo di una giornata allucinante, un incubo infinito. Finalmente si è arrivati ad una sentenza. (madu)

 

 

by Ya Basta

venerdì 22 gennaio, 2010 22:25

Dopo una lunga camera di Consiglio il Tribunale di Napoli ha condannato
per sequestro di persona Carlo Solimene e Fabio Ciccimarra per i fatti
avvenuti all’interno della Caserma Raniero durante le contestazioni
contro il Global Forum del Ocse il 17 Marzo del 2001, insieme ad altri
agenti coinvolti nelle violenze

Nonostante le sentenze precedenti per fatti analoghi come per il G8 di
Genova, la storia, non quella scritta nei tribunali, ma quella che è
memoria storica della città e dei movimenti ci dice che nella Caserma
“Raniero”, caserma dei carabinieri nei pressi di Piazza Carlo III,
venne predisposta la “camera delle torture”. I feriti vennero prelevati
dagli ospedali dove erano giunti dopo le cariche. Senza alcun motivo
vennero sottratti alle cure mediche e vennero condotti nella Caserma
Raniero, dove subirono per ore insulti, sputi, percosse, vessazioni di
ogni tipo.

Grazie al libro “Zona Rossa” che la Rete No Global produsse pochi mesi
dopo, quelle violenze e quelle torture sono venute a galla, sono
diventate denuncia pubblica, ed oggi a nove anni di distanza arrivano
le sentenze.

Non possiamo non ricordare la “catena umana” che i poliziotti fecero
intorno alla Questura di Napoli dopo che nel 2003 si avviò l’indagine
per le violenze della Raniero, un senso di impunità che oggi cade
davanti alle loro leggi ed al loro ordinamento giudiziario.

Non possiamo però non ricordare con altrettanto amarezza che Ciccimarra
e Solimene furono promossi e nonostante le inchieste risultano ancora
in servizio.

Non possiamo non ricordare che il Questore dell’epoca Nicola Izzo, oggi
è uno dei principali collaboratori del capo della Polizia Manganelli,
lui che dall’alto dirigeva le operazioni in Piazza Municipio in
elicottero, quando quella piazza divenne una tonnara dove migliaia di
persone vennero manganellate mentre la piazza veniva chiusa da tutti i
lati.

Per noi non c’e’ sete di vendetta, non c’e’ risarcimento, non c’e’ gioia.

Non c’e’, almeno in questo stato di cose.

Ne tantomento può esserci una riscrittura della storia nemmeno nelle
motivazioni del pm Del Gaudio che parla di “"non credo che sia stata
un’azione preordinata ma un momento di follia" affermazione che non
appartiene alle sue competenze, e che dovrebbe invece indagare ed
accertare se i fatti sono o non sono senza entrare in valutazioni che
non gli competono.

Di certo nessuna sentenza potrà però riscrivere la storia e cancellare
il risultato straordinario di quel movimento che ha di fatto riaperto
la partita con il comando svelandone misfatti e aberrazioni. Solo un
decennio prima il Wall Street Journal poteva titolare “Abbiamo vinto!”:
quel movimento ha straordinariamente dimostrato che la ribellione e
l’insubordinazione costituiscono il motore di ogni società.

Centri sociali Napoletani

 

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Approfondimeti:

Napoli
14/17 marzo 2001

 

 


Napoli 22 gennaio 2010: Microcredito al rione Sanità

Cos’è il Microcredito? Il microcredito si basa sulla fiducia che viene data alle persone
prive di garanzie materiali per la restituzione del credito concesso ma
che hanno un’idea buona per guadagnarsi da vivere e non solo. Seguendo
questo principio, oggi piccole esperienze si sono trasformate in una
forma di finanziamento collaudato e replicato in tutto il mondo, con
una certezza in più: la povertà, se c’è la volontà, può essere
sconfitta. Il microcredito si propone come uno strumento di sviluppo
economico che fa fronte all’esclusione finanziaria e favorisce la
democratizzazione del credito. Fa parte della categoria più ampia della
microfinanza che comprende sia i servizi di credito che quelli di
risparmio. (Unimondo)
 
 

 

Microcredito
al rione Sanità

Diamo “credito” al
rione Sanità!

 

 

Presentazione
del progetto

 

Sala Maria Cristina di
Savoia del complesso monumentale di S. Chiara, Napoli

( adiacente al chiostro
di S. Chiara )

22 gennaio 2010 ore
17,30


Saluti

Paolo Attanasio,
Presidente del Comitato per il microcredito
al rione Sanità

Fabio Salviato,
Presidente di Banca Popolare Etica


Testimonianza

Luigi Marsano,
coordinatore Rete Sanità

Francesco Valenti,
associazione Marco Mascagna onlus

Riccardo Dalisi,
architetto e artista


Presentazione
del progetto

Luigi Vivese,
commissione tecnica microcredito al rione
Sanità


Tavola
rotonda

Fabio Salviato,
Presidente di Banca Popolare Etica

Luigi Saccenti,
Referente dei Soci Area Sud di Banca Popolare
Etica

Castellaccio Tania,
associazione Caracoles

Renato Briganti,
Università di Napoli Federico II

 

 
 

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Approfondimenti:

Microcredito e microfinanza di Unimondo:

www.unimondo.org/Temi/Economia/Microcredito e microfinanza

 
 

Castel Volturno: Appello per il rientro di p. Giorgio Poletti

Partecipiamo tutti a questa importante iniziativa! La presenza di un uomo, come padre Giorgio, in una località come  Castelvolturno ed ancor di più in una situazione esplosiva come quella di oggi, è indispensabile!  (madu)

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APPELLO

La presenza e l’attività ultra decennale di padre Giorgio Poletti nella Comunità di Castel Volturno (CE) merita un momento di riflessione ed approfondimento.

Questo territorio accoglie da due decenni una moltitudine di disperati in cerca di lavoro che purtroppo molto spesso cade nella rete della malavita organizzata
in cerca di manovalanza per lo spaccio di droga e di reclute per la prostituzione. Questo flusso migratorio proveniente principalmente dalla Nigeria ha sconvolto il tessuto sociale della cittadina creando tensioni e fratture, sfociate più volte in aperte manifestazioni d’intolleranza se non addirittura, alcune volte, in fatti di sangue. In questo contesto la presenza di una figura carismatica come quella di padre Giorgio è indispensabile!

La sua attività nella tutela e nella promozione dei diritti degli immigrati e nell’accoglienza di persone in difficoltà ha dato, in parte della popolazione locale, un notevole contributo allo sviluppo di una coscienza e sensibilità per il rispetto e l’integrazione dei migranti.

E’ bene ricordare tutte le lotte portate avanti da padre Giorgio negli anni, come ad esempio l’opera quotidiana di persuasione e aiuto alle prostitute, la denuncia di ogni forma di sfruttamento e di emarginazione, la lotta contro le gabbie dei “Centri di permanenza temporanea (CPT),ora denominati Centri di identificazione ed espulsione (CIE)” e quella contro tutte le difficoltà incontrate dai migranti per l’integrazione, come il permesso di soggiorno. E, ancora, non possiamo dimenticare i progetti da lui ideati e realizzati come la “Casa di Accoglienza” per le donne in difficoltà e la “La Casa del Bambino” luogo di  accoglienza per i piccoli. Quest’ultimo progetto nato e portato avanti con grande forza da padre Giorgio è un sogno realizzatosi per tutte le donne immigrate che non potendo mantenere i loro figli durante tutto l’arco della giornata, li lasciano in questa struttura dove due operatori sociali ed alcuni volontari si occupano dell’animazione, del pranzo, dell’assistenza dei piccoli ospiti dalle ore 8 alle ore 17.

Il suo trasferimento, per altra destinazione, ha lasciato un vuoto incolmabile nella Comunità dei migranti di Castel Volturno, negli operatori ed in tutti quelli che hanno collaborato e collaborano come volontari.

Pertanto noi tutti, che abbiamo creduto e crediamo nell’operato di padre Giorgio, chiediamo che sia presa in considerazione la possibilità di un suo rientro nella terra dei disperati per poter continuare il percorso da lui tracciato e affrontare insieme l’attuale gravissima emergenza che investe Castel Volturno.

Castel Volturno, sabato 16 gennaio 2010

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I promotori:

mario polizzi (volontario), maribù duniverse (volontario), mario di cesare (volontario-pediatra).

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La raccolta firme si è conclusa il 20 marzo 2010.

(Elenco firme raccolte)

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Clicca per leggere la Risposta all’Appello

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Approfondimenti:

Castelvolturno: Via il parroco che difendeva gli immigrati

Croce della Pace a P.Giorgio

Le nuove leggi razziste

Preti di frontiera

Tra gli africani di Castelvolturno

Castel
Volturno, l’altra polveriera

Un “padre” per le prostitute di Castel Volturno

Permessi ai clandestini in “nome di Dio”

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