Napoli capitale dell’Acqua Pubblica!

Vogliamo che Napoli diventi la capitale dell’acqua pubblica e ripubblicizzi il servizio idrico come ha fatto la città di Parigi


È iniziato oggi e continuerà fino all’11 novembre il presidio sotto il comune di Napoli del Coordinamento Campano per l’Acqua Pubblica. “Vogliamo che Napoli diventi la capitale dell’acqua pubblica e ripubblicizzi il servizio idrico come ha fatto la città di Parigi” hanno detto in conferenza stampa i partecipanti al presidio, circa una trentina in rappresentanza dei comitati campani.La Giunta comunale ha infatti emanato una delibera per la ripubblicizzazione del servizio idrico della città di Napoli, ma i tempi sono stretti: infatti la delibera stabilisce il termine di un mese (il 21 novembre) entro il quale una apposita commissione dovrà esprimersi sulla fattibilità, e poi il provvedimento dovrà essere votato in consiglio comunale.

“Perchè non sia un’azione di facciata, la commissione deve subito formarsi e lavorare affinchè si arrivi subito al voto in Consiglio Comunale” dicono i presidianti “siamo qui per fare pressione al Comune e far capire che dalle parole devono seguire i fatti”.

La battaglia contro la privatizzazione dell’acqua, per la ripubblicizzazione ed un nuovo modello di pubblico, è una battaglia nazionale: in tutta Italia infatti i comitati stanno continuando la mobilitazione per una moratoria delle scadenze della legge Ronchi e verso il referendum abrogativo per il quale sono state raccolte 1.400.000 firme da una vasta coalizione messa in piedi dal Forum Italiano Movimenti per l’acqua.Napoli potrebbe dare una grande contributo a questa battaglia di civiltà, contro la mercificazione dell’acqua e delle nostre vite.

Intanto il 4 dicembre si svolgerà la giornata di mobilitazione nazionale per la moratoria sulle scadenze della Ronchi e per il referendum. Speriamo che per Napoli quella data sia una giornata che sancisca un passo avanti per l’acqua pubblica.

Facciamo appello a tutti/e i/le cittadini/e a venire al presidio allestito dai comitati per far sentire la propria voce, a confrontarsi ed ad informarsi.

L’acqua è un diritto non una merce. Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall’acqua.

Per info. Consiglia 3297745761       Fabio 3333346371

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Fonte: Attac Napoli


Crisi Dimenticate

Napoli – venerdì 12 novembre 2010

Nell’ambito del 3° Festival del Cinema dei Diritti Umani

Una serata con Medici Senza Frontiere


msf

FORUM UNIVERSALE DELLE CULTURE NAPOLI 2013

Napoli – Vico Giuseppe Maffei 18 – traversa di via S. Gregorio Armeno

– 19.00 CRISI UMANITARIE DIMENTICATE
Intervengono:
Sergio Cecchini – Direttore della Comunicazione di MSF Italia
Enzo Nucci – Giornalista, Inviato RAI
Angelo Rusconi – Operatore Umanitario di MSF

– 21.00 Proiezione del film INVISIBLES

Invisibles  è  una  storia  composta  da  cinque  episodi  legati  da  un unico filo conduttore:  il  desiderio di dar voce a chi è rimasto avvolto dal velo  dell’indifferenza e un  modesto tributo  a coloro che non si sono mai voltati indietro. Rappresenta  soprattutto la volontà di cinque famosi registi di presentare storie di vita reale dando visibilità ai protagonisti, vittime di  altrettante crisi tra le più  dimenticate  dai  mezzi  di  comunicazione  e di cui si occupa Medici Senza Frontiere (MSF).

Episodi proposti per il Festival Cinema e Diritti:
Crimini invisibili di Wim Wenders
Il sogno di Bianca di Mariano Barroso

Introduce:

Sergio Cecchini Direttore della Comunicazione di MSF Italia.  Al termine della proiezione ci sarà la testimonianza di Angelo Rusconi,logista e operatore umanitario sull’uso dell’acqua nei contesti dove opera Medici Senza Frontiere.

www.cinenapolidiritti.it

Per informazioni:

info.napoli@rome.msf.org     | 345.4638162
Si ringraziano Enzo Nucci e l’Associazione Cinema e Diritti
per la gentile collaborazione.


Il settimanale Carta esce dalle edicole

La traversata del deserto

Siamo costretti ad annunciarvi che Carta dalla prossima settimana non sarà in edicola. Non possiamo più stampare il giornale. Il governo non ha ripristinato i fondi per l’editoria e questo non ci consente di programmare la vita della cooperativa. Gli abbonati continueranno a ricevere il giornale. È un passo necessario a inventare il futuro.

Il numero di Carta del 22 Ottobre è l’ultimo ad andare in edicola. Almeno per ora. Non avremmo voluto dirvelo così né dirvelo adesso. Perché non avrebbe dovuto essere così, tantomeno ora. Come abbiamo scritto la scorsa settimana, però, nella traversata del deserto che abbiamo iniziato, non tutto dipende dall’ottimismo della nostra volontà.
Abbiamo resistito finora, faticosamente e grazie al vostro incoraggiamento, perché speravamo che nella Legge di stabilità, quella che una volta con meno ipocrisia si chiamava Finanziaria, potessero rientrare dalla porta i finanziamenti all’editoria che Giulio «Mani di forbice» Tremonti ha fatto uscire dalla finestra. I fondi non ci sono, anzi, quelli che ci sono, sono drammaticamente inadeguati. Una beffa, oltre che un danno immediato e concreto. I fondi che il governo ha deciso di lasciare all’editoria, peraltro, non sono legati al diritto soggettivo che – come ormai sapete perché lo abbiamo scritto tante volte – consentirebbe di scontare in banca l’anticipo sui fondi e dunque avere la liquidità necessaria a rimettere in moto la nostra cooperativa, che ha già fatto e continua a fare grossi sacrifici, come aspettare lo stipendio da marzo. (leggi tutto)

Fonte:  Carta