Wikileaks – Napoli: base Us Navy divieto cibi campani

Napoli, i militari Usa non mangiavano cibo campano. “Produzione in mano alla camorra”

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...Dopo l’ennesima emergenza rifiuti, il Console generale degli Stati Uniti a Napoli, John Patrick Truhn, allarmato scrive a Washington: “L’impatto ambientale del crimine organizzato si estende alle frodi alimentari. E la Campania è la regione leader in Italia in questo settore”. Parole contenuto in un cablo diffuso nelle scorse settimane da Wikileaks. Per questo i cibi campani sono stati messi al bando, come racconta nel documentario di Rainews Sandra Jontz, giornalista di Stars and Stripes, la rivista delle truppe a stelle e strisce: “Per un periodo hanno smesso di vendere alla base Us Navy cibo cresciuto in Campania. Invece che mangiare pomodori campani, li si faceva arrivare dalla Sicilia. Per qualche tempo – ha spiegato – non sono state vendute verdure cresciute in Campania”. Stars and Stripes aveva già raccontato delle operazioni di monitoraggio di terra, aria e acqua che le autorità militari statunitensi avevano avviato in gran segreto in Campania. Per precauzione, ai marines e ai loro familiari erano state pure distribuite centinaia di migliaia di bottiglie di acqua minerale. Ma fino ad adesso nulla si sapeva della temporanea moratoria dei cibi campani.. (leggi tutto)

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Fonte: il Fatto Quotidiano

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Io sono di sinistra – Ascanio Celestini

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sinistrasocialista

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La realtà raccontata dal grande Ascanio che usa la parola come una lama!   (madu)

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Il Bel Paese e l’intolleranza quotidiana.

Il rapporto di Human Rights Watchun sulla violenza razzista e xenofoba in Italia.

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21 marzo 2011

Il rapporto di Human Rights Watch dal titolo “L’intolleranza quotidiana. La violenza razzista e xenofoba in Italia” arriva nel momento di massima crisi sul fronte dell’immigrazione. Si tratta di  un documento che non risparmia dure critiche a un paese che ha da poco festeggiato i suoi 150 anni di storia, documentando in 81 pagine le mancanze dello Stato italiano nel prendere misure efficaci contro i crimini imputabili all’odio discriminatorio. Sono infatti rari i casi in cui l’aggravante razzista viene contestata nelle azioni penali per violenze, e le autorità italiane tendono a sminuire la portata del problema e non condannano con la necessaria forza tali attacchi.

L’inadeguata formazione delle forze dell’ordine e del personale giudiziario, nonché l’incompletezza della raccolta dati, aggravano la situazione. Allo stesso tempo, la retorica dei politici, le misure del governo e la cronaca mediatica creano un filo diretto tra gli immigrati e la criminalità, contribuendo ad alimentare un clima di intolleranza. Negli ultimi anni si è creata una sorta di ossessione per gli immigrati e gli stranieri, un “odio razziale” che ha prodotto 147 crimini nel 2007, 112 nel 2008, e 142 nel 2009. Nonostante gli studi condotti dalla Banca d’Italia e dal CNEL escludano la correlazione tra immigrazione e livelli di criminalità, il 60% degli italiani teme gli stranieri.

La televisione, il mezzo più potente di formazione delle opinioni nel nostro paese, è stato determinante nell’alimentare tale immagine: secondo un’indagine condotta dalla Sapienza nel 2008, su 5.684 notizie riguardanti gli immigrati solo 26 non facevano riferimento a temi di criminalità o sicurezza. L’accusa di Human Rights Watch a Berlusconi e Lega Nord è esplicita: “La volontà del governo di mettere da parte il rispetto dei diritti umani per far avanzare politiche populiste anti-immigrati si manifesta anche con la collaborazione con la Libia in materia di migrazioni”.

Oggi la storia la raccontano le bombe.

Clicca qui per leggere il rapporto.

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Fonte: Un ponte per

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