La Rete contro i narcotrafficanti. Ucciso attivista per una denuncia sul Social Network.

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Messico, postare costa la vita

di Elsa Pili

Quarto assassinio in due mesi ad opera del gruppo di narcotrafficanti Los Zetas. Anche questa volta la vittima è un attivista che lavorava in Rete per denunciare le loro attività criminali

Dopo i blogger uccisi all’inizio di settembre e dopo il presunto rapimento di un membro di Anonymous che ha comportato le minacce del gruppo di hacktivisti, Los Zetas tornano a colpire.

Giovedì Anonymous IberoAmerica aveva dichiarato di voler abbandonare l’operazione antinarcos OpCartel poiché il fantomatico membro rapito sarebbe stato rilasciato, accompagnato da un messaggio: “10 persone saranno assassinate per ogni nome di collaboratore di Los Zetas rivelato”. La “guerra” tra i nacrotrafficanti e gli attivisti del web sembrava essersi placata e invece mercoledì 9 novembre il gruppo criminale ha compiuto un altro assassinio.

Pare si tratti di un collaboratore – e co-moderatore – di Nuevo Laredo en Vivo, lo stesso network dove lavorava Marisol Macias Castaneda, anche lei brutalmente assassinata poco più di un mese fa. Il corpo di “Rascatripas” – questo il suo nickname sul sito – è stato trovato senza vita e decapitato dietro una statua di Cristoforo Colombo a un miglio dal confine col Texas. Accanto al corpo un messaggio: “Ciao, sono Rascatripas e questo mi è accaduto perché non avevo capito che non avrei dovuto pubblicare cose sui social network”. (leggi tutto)

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Fonte: Punto Informatico

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Attacco di Anonymous al governo d’Israele

    

 

           

7 novembre 2011

Azione significativa e dura da parte del gruppo hacktivist Anonymous.

Venerdì con un video su Youtube, Anonymous  ha minacciato di entrare in azione contro il  governo d’Israele se avesse bloccato le 2 navi con gli aiuti umanitari per Gaza.

Nel video le motivazioni degli hacktivist:

“Le vostre azioni sono illegali, sono contro la democrazia, contro i diritti umani internazionali e le leggi marittime…Giustificare, come copertura di difesa, la guerra, gli omicidi, le intercettazioni illegali ed azioni di pirateria, sono scelte queste che non possono essere accettate da noi e da tutti i popoli del mondo…Se continua il blocco degli aiuti umanitari a Gaza, o peggio ripeterete le terribili azioni del 31 maggio 2010 contro la Flotilla Freedom, allora saremmo costretti ad agire. Ancora, … e ancora finché non vi fermerete!”

Nella giornata di domenica, dopo l’abbordaggio (4 novembre) delle 2 navi Saoirse e Tharir da parte delle unità da guerra israeliane, i siti web dell’esercito, del servizio interno di sicurezza Shin Bet e del Mossad (agenzia di spionaggio) sono stati oscurati (offline).

Naturalmente, Israele smentisce l’attacco di Anonymous, dichiarando che si è trattato solo di una “strana coincidenza” e specificando che si sono riscontrati dei problemi ai server.

(madu)

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Tutti al ristorante

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di stefano galieni

Ristoranti sempre pieni ed aerei in overbooking per le vacanze, questo il Paese immaginato e raccontato senza pudore dal premier al termine del G20. Spandere ottimismo a tutto spiano, raccontando fandonie da cretino medio è una scelta comunicativa ben precisa. Quella che gli ha permesso e gli permette di godere ancora di un discreto successo in patria ma che poco funziona fra i gelidi analisti del mercato. Ma nei mezzi di informazione italiani questo ottimismo piace, alimenta il circuiti pubblicitario in una eterna reiterazione tale che la distanza fra realtà e percezione della stessa resta incolmabile. Affermare che il premier stia dicendo una minchiata pazzesca di fatto corrisponderebbe ad un boicottaggio dell’economia che deve ancora sopravvivere nella illusione di poter continuare a comperare anche se i soldi non ci sono. Un messaggio negativo crea 1000 consumatori in meno, si comincia a pensare – chi ancora può farlo – che è meglio risparmiare in attesa di un periodo ancora più duro. Perché non provare a smontare parola per parola le parole del grande venditore utilizzando semplici dati materiali? Intanto ad essere pieni, chissà come mai, sono i ristoranti frequentati dal Cavaliere e dai suoi sodali, posti in cui il conto è tranquillamente a 4 zeri e non ci si scandalizza per il costo di una bottiglia di buon vino. Sono tante e tante le piccole trattorie, spesso a conduzione familiare che invece chiudono i battenti, in cui non occorre più neanche prenotare un posto il venerdì. Si tratta di un’altra dimostrazione di come la forbice si si stia allargando. Nel frattempo è cresciuta a dismisura non solo l’utilizzo delle mense Caritas, da parte di insospettabili impiegati, ma anche il frugare nei cassonetti vicini ai mercati alla ricerca di verdure ancora mangiabili. Non a caso sono molti i Comuni da “legge e ordine” in cui i sindaci hanno emanato ordinanze anti rovistaggio. (leggi tutto)

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Fonte:  Controlacrisi.org

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