Anonymous Italian Storm # dal 21 giugno 2013 – Roma: assedio al Parlamento #

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“Salve cittadini , siamo Anonymous.

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Governo Italiano, abbiamo notato che nonostante i nostri avvertimenti, hai deciso di ignorare tutte le richieste per aiutare il popolo di questo paese, e avete continuato nella gestione di un sistema che avvantaggia solo voi stessi e i grandi organi sociali.
è stato chiesto in molte occasioni di cambiare il tuo atteggiamento verso la leadership, che tu serva il Paese, piuttosto che controllarlo, di mantenere i diritti e le libertà dei cittadini.
Invece, si è deciso di imporre misure di austerità peggiori sul popolo.

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Avete aumentato le tasse per i cittadini e le piccole imprese, tagli al Servizio Sanitario Nazionale, al sistema di istruzione, le pensioni e alle forze di polizia.
si è detto al popolo che l’unica possibilità per uscire dalla crisi finanziaria è di fare tagli e avete persino chiesto ulteriori sacrifici alla gente, dando contemporaneamente sgravi fiscali per le aziende ricche, enormi bonus per i banchieri che sono responsabili della crisi finanziaria del mondo e infine, non avete ridotto i vostri salari.
È stato creato un sistema che assicura che i “poveri” rimangono poveri, e i “ricchi” restano ricchi. Si continuano a violare i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini. Ora è molto chiaro per noi che non avete intenzione di governare il paese per il popolo, ma che continuerete a farlo funzionare a beneficio di voi stessi.

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Questo sistema ci ha stancato. Ora abbiamo persone senza fissa dimora che muoiono per le strade , le persone non sono più in grado di sostenere le loro famiglie. La gente non può più permettersi l’ istruzione; gli anziani continuano ad occupare un posto di lavoro sfavorendo l’innesto di giovani perchè ormai non si riesce nemmeno più a raggiungere l’età pensionabile.
Il numero dei disoccupati è salito alle stelle.
Quando è troppo è troppo.

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Ed è per questo che abbiamo deciso di scendere in piazza Venerdì 21 Giugno per manifestare il nostro scontento e per protestare contro il sistema. Il tuo peggior nemico è oggi la tua gente.
Noi ci saremo perchè Anonymous è per la libertà, è per un mondo migliore!

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Noi siamo Anonymous,
Noi siamo legione.
Noi non perdoniamo.
Noi non dimentichiamo.
Aspettateci.”

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VIDEO COMUNICATO

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Fonte: Anonymous Italian Storm

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Appello di “Ferite a morte” al Governo: subito Stati Generali contro la violenza sulle donne! Serena Dandini invita a firmare l’Appello!

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A volte le cose sono più semplici di quello che sembrano. Non servono investimenti mastodontici e non c’è bisogno di chiamare l’esercito o invocare la pena di morte. In Italia ci sono già leggi, esempi virtuosi, energie locali e esperienze professionali che lavorano da anni contro la violenza alle donne: vanno ascoltate, coordinate, finanziate e collegate in un nuovo piano nazionale.

Una donna maltrattata, minacciata, molestata, umiliata da violenze fisiche o psicologiche è un dramma e un danno per la società intera, non un trascurabile effetto collaterale di una storia d’amore andata a male.

Siamo tutti coinvolti e responsabili, anche se non direttamente violenti, perché abbiamo comunque ignorato o avallato comportamenti considerati bonariamente scontati, endemici della nostra cultura mediterranea, simpatici machismi che fanno folklore e nessun danno. E invece anche le parole sono delle armi taglienti. Non possiamo più sentire negli articoli di cronaca frasi come «Delitto passionale» o «Raptus improvviso di follia». Che raptus può essere un gesto annunciato da anni di violenze, minacce e ricatti?

Lo sapevano tutti che prima o poi qualcosa sarebbe successo: i vicini, il quartiere intero, persino al pronto soccorso e al commissariato di zona dove fioccano a volte denunce inascoltate. L’Italia è stata severamente redarguita dalle Nazioni Unite nella relazione di Rashida Manjoo, Rapporteur speciale del 2012 che dopo gli insulti al presidente della Camera avrebbe forse rincarato la dose:

«La maggior parte delle manifestazioni di violenza in Italia sono sotto-denunciate nel contesto di una società patriarcale dove la violenza domestica non è sempre vissuta come un crimine… e persiste la percezione che le risposte dello Stato non saranno appropriate o utili».

Parole pesanti, gravissime, che avrebbero dovuto almeno stimolare un dibattito e che invece sono scivolate via nei cestini dei ministeri. Se ci sgridano per il debito pubblico o lo spread che s’innalza, corriamo come bambini impauriti a giustificarci mentre davanti a queste «vergogne» i governi fanno spallucce.

La violenza maschile sulle donne non è una questione privata, ma politica.

Ecco perché vi chiedo di firmare l’appello di «Ferite a morte» che chiede al Governo e al Parlamento di convocare senza indugi gli Stati Generali contro questa violenza. Servono interventi immediati, è necessario riconoscere l’urgenza e istituire finalmente un Osservatorio Nazionale che segua il fenomeno.

Grazie,

Serena Dandini via Change.org

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FIRMA L’APPELLO

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Fonte: change.org   (Appello lanciato da Ferite a morte)

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Biennale di Venezia – Teatro: Romeo Castellucci Leone d’oro alla carriera

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Il riconoscimento è stato proposto dal direttore  Àlex Rigola  e accolto dal Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta.

La cerimonia di consegna del Leone d’oro alla carriera avrà luogo venerdì 2 agosto (Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian nell’ambito del 42. Festival Internazionale del Teatro (1 > 11 agosto 2013).

In passato il riconoscimento per il Teatro era stato attribuito a Ferruccio Soleri (2006), Ariane Mnouschkine (2007), Roger Assaf (2008), Irene Papas (2009), Thomas Ostermeier (2011) e Luca Ronconi (2012) mentre quello per la Musica era stato attribuito a Goffredo Petrassi (1994), Luciano Berio (1995), Friedrich Cerha (2006), Giacomo Manzoni (2007), Helmut Lachenmann (2008), György Kurtág (2009), Wolfgang Rihm (2010), Peter Eötvös (2011) e Pierre Boulez (2012).

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Il Direttore Àlex Rigola stila un incisivo elenco delle motivazioni del Leone d’oro a Romeo Castellucci:

“Per la sua capacità di creare un nuovo linguaggio scenico in cui si mescolano il teatro, la musica e le arti plastiche. Per aver creato mondi in cui si arriva all’eccellenza della rappresentazione di stati onirici, che è forse la più bella affermazione che si può fare del fatto teatrale. Per aver fatto una rappresentazione scenica di una cosa impossibile da rappresentare come l’incubo. Per averci fatto dubitare, interrogandoci con scene apparentemente inoffensive, e poi farci scoprire che dietro ogni pelle di pecora c’è un lupo o cento lupi o mille. Per averci trasportato in mondi paralleli per poi riportarci indietro e rivedere i nostri stessi mondi e trovarli differenti. Per averci saputo elevare e rapire all’interno dei suoi racconti spesso dimenticando che eravamo seduti nella platea di un teatro. Per aver unito strettamente il suo nome alla parola Arte. Per aver fatto dell’Italia un riferimento internazionale attraverso la creazione e la rappresentazione delle sue opere alla fine del XX secolo e all’inizio del XXI. Per esser rimasto scenicamente vivo dopo tutti questi anni di lavoro, continuando con la stessa freschezza con cui ha iniziato 30 anni fa. E per essere stato una grande fonte di ispirazione per le generazioni successive a cui ha regalato un magma di nuovi linguaggi scenici”.

Più volte invitato con i suoi spettacoli al Festival del Teatro della Biennale di Venezia, Romeo Castellucci ne è stato anche direttore nel 2005, realizzando una edizione intitolata Pompei, il romanzo della cenere premiata con un Ubu del Teatro.
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Romeo Castellucci (Cesena – Italia, 1960)
Fondatore della Socìetas Raffaello Sanzio, la compagnia italiana in assoluto più rappresentata all’estero e contesa dai più importanti festival del mondo, Romeo Castellucci è autore di un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale. Le sue regie propongono linee drammatiche non soggette al primato della letteratura, facendo del teatro un’arte plastica, complessa, ricca di visioni. Questo ha sviluppato un linguaggio comprensibile in tutto il mondo, come possono esserlo la musica, la scultura, la pittura e l’architettura.
Romeo Castellucci si diploma in Scenografia e in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna. A vent’anni compie le sue prime esperienze di regia teatrale; assieme a Claudia Castellucci e a Chiara Guidi fonda la Socìetas Raffaello Sanzio nel 1981. Nei primi anni ’80 condivide l’interesse per il teatro con la pittura, facendo anche alcune mostre. Da allora realizza numerosi spettacoli come autore, regista, e creatore delle scene, delle luci, dei suoni e dei costumi: Santa Sofia-Teatro Khmer (1986), La discesa di Inanna (1989), Gilgamesh (1990) e Iside e Osiride (1990). Segue il ciclo classico con Amleto. La veemente esteriorità della morte di un mollusco (1992) da Shakespeare, Orestea (una commedia organica?) (1995) da Eschilo, Giulio Cesare (1997) da Shakespeare. Dopo Genesi. From the museum of sleep (1999), il suo interesse si volge verso il teatro musicale: con il concerto per voci e strumenti sonori Voyage au bout de la nuit (1999) tratto da Céline e con Il Combattimento (2000) di Monteverdi e Scott Gibbons, presentato alla Biennale Teatro del 2000.
Nel 2002, Romeo Castellucci concepisce la Tragedia Endogonidia, un ciclo di dieci episodi che prevede una serie di “basi” corrispondenti ad altrettante città europee. Nello stesso anno è insignito del titolo di “Chevalier dans l’ordre des Arts et des Lettres” dal Ministero della Cultura della Repubblica Francese. Nel 2005 è direttore della 37. Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia, intitolato “Pompei. Il romanzo della Cenere”, caratterizzato da una ridefinizione del problema della rappresentazione, una riconsiderazione del ruolo dello spettatore e un’apertura verso le forme di teatro nascenti e opere non incluse nel quadro tradizionale del teatro. Nel 2007 è nominato “artiste associé”, insieme a Valérie Dréville, dalla Direzione artistica del Festival d’Avignon per la 62a edizione del Festival (2008). È in questo ambito che Castellucci ha presentato la trilogia Inferno, Purgatorio, Paradiso ispirata alla Divina Commedia di Dante.
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Fonte: labiennale
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Approfondimento (madu)
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