Manifestazione mondiale di protesta contro la Monsanto – NO! OGM.

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Il mondo in marcia contro la Monsanto

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CHI PROTESTA: Monroe Canal – Occupy Monsanto
CONTRO CHI: multinazionale Monsanto
PER QUALE MOTIVO: contaminazione del cibo-controllo indiscriminato della produzione agricola

Monsanto è un’azienda fondata nel 1901 a St. Louis, Stati Uniti – tuttora sede della società – da John Queeny, dipendente di una casa farmaceutica, con un capitale iniziale di 5.000 dollari. La società, che prende il nome dalla moglie di Queeny, Olga Monsanto, diventò in seguito la prima produttrice statunitense di saccarina. Nel corso della sua storia centenaria, la società si è via via trasformata passando dalla produzione di ingredienti per l’industria farmaceutica e dell’alimentazione nei primi venti anni del secolo a società impegnata nella produzione di prodotti chimici e fosfati, sino all’ingresso negli anni ’60 nel settore dei prodotti per l’agricoltura per poi giungere, a partire dalla fine degli anni ’70, all’impegno nel settore delle biotecnologie applicate all’agricoltura.

Nel 1997 Monsanto ha deciso di scorporare l’attività chimica dalle altre attività dando vita a due società separate: Monsanto, che opera nell’agricoltura, e Solutia, che opera esclusivamente nel settore della chimica tradizionale.

Nel 2000, a seguito della fusione con il gruppo Pharmacia, nasce la nuova Monsanto Company che ha nella divisione agricoltura il suo core business. Le due società si separano definitivamente nel 2002 e Monsanto diventa una società focalizzata al 100% sull’agricoltura.

OccupyMonsanto combatte contro questa innaturale alchimia tra agricoltura ed industria chimica, che fa parte del know how di Monsanto ed organizza per il 25 maggio una manifestazione a livello globale.

Questo è un invito all’azione contro Monsanto in ogni parte del mondo.

Che vi piaccia o no, è probabile che la Monsanto abbia contaminato il cibo che avete mangiato oggi con prodotti chimici e OGM senza dichiararlo in etichetta.

Monsanto controlla gran parte delle forniture alimentari del mondo a scapito del diritto universale al cibo. OccupyMonsanto è dedicato ad invitare i cittadini del mondo ad agire contro la Monsanto ed i suoi protettori come la FDA, USDA, EPA, GMA, BIO, e le aziende alimentari che utilizzano i prodotti della Monsanto.

Vi invitiamo a contribuire ad organizzare e partecipare alla marcia  più vicina a voi contro la Monsanto che si terrà Sabato, 25 maggio 2013 a Roma!

Il 25 maggio in ben 36 Paesi si terranno manifestazioni di protesta contro la multinazionale di biotecnologie agrarie impegnata principalmente nella produzione di sementi transgeniche.

Sulla pagina Facebook dell’evento, che ha già raccolto oltre 78.000 ‘follower’, l’organizzatrice Monroe Canal racconta di aver creato il movimento per proteggere le proprie figlie: “Credo che Monsanto sia una minaccia per la salute, la longevità e la fertilità della loro generazione. Non potevo starmene seduta con le mani in mano, aspettando che qualcun altro si decidesse a far qualcosa.”

Perché marciare?

Le ricerche hanno dimostrato che gli alimenti geneticamente modificati della Monsanto possono portare a gravi condizioni di salute, come lo sviluppo di tumori, infertilità e difetti di nascita.

Negli Stati Uniti, la FDA, l’agenzia con il compito di garantire la sicurezza alimentare della popolazione, è guidata da dirigenti ex-Monsanto, e riteniamo che sia un discutibile conflitto di interessi e spiega la mancanza di ricerca del Governo USA sugli effetti dei prodotti OGM a lungo termine.

Recentemente, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato un provvedimento soprannominato “Monsanto Protection Act“, che tra le altre cose, protegge la vendita di semi geneticamente modificati della Monsanto.

I semi OGM sono dannosi per l’ambiente, ad esempio, gli scienziati hanno indicato che hanno causato il collasso delle colonie tra  le popolazione di api nel mondo. Non pensare che si tratta solo di un insetto. Senza l’impollinazione ad opera delle api anche l’uomo è destinato all’estinzione.

Quali sono le soluzioni che noi difendiamo?

Utilizzare il proprio denaro per comprare solo prodotti biologici e boicottare le società che utilizzano OGM nei loro prodotti.
Imporre l’etichettatura degli OGM in modo che i consumatori possano decidere informati se acquistarli o no.
Abrogare negli Stati Uniti delle disposizioni “Monsanto Protection Act”.
Esigere ulteriori ricerche scientifiche sugli effetti sulla salute degli OGM.
Informare il pubblico sui segreti della Monsanto.
Manifestare in piazza per far conoscere al mondo la Monsanto, e dimostrargli che non sopporteremo queste ingiustizie in silenzio.

Ecco perché abbiamo una marcia contro la Monsanto.

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Fonte: chiprotesta.it

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Napoli 26 maggio 2013: i neonazisti di Alba Dorata ci riprovano

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La bandiera ufficiale di Alba Dorata

La bandiera ufficiale di Alba Dorata

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I neofascisti di Alba dorata sbarcano a Napoli

Il partito neonazista greco, ormai conosciuto ovunque per le sue violente aggressioni xenofobe e razziste in Grecia, prova nuovamente a fare proseliti nel territorio italiano.

Dopo il flop dello scorso dicembre, quando in un hotel romano poco meno di trenta persone, giornalisti compresi, si erano radunati per dare vita ad Alba Dorata Italia, un nuovo appuntamento chiama a raccolta tutti coloro che vorrebbero riprodurre le azioni e il pensiero della formazione neonazista greca. A Roma si parlava di un evento epocale, che avrebbe radunato oltre 400 persone, tutte volenterose di dare vita ad un soggetto politico che avrebbe rivoluzionato un’Italia mafiosa, corrotta e multiculturale, senza però voler utilizzare le rappresaglie violente dei loro cugini greci contro stranieri, omosessuali ed esponenti di movimenti di sinistra. A coordinare i lavori quel giorno, oltre ad Alessandro Gardossi, ex Lega Nord ed ex Forza Nuova, anche Vincenzo Maresca, considerato il fondatore ed ispiratore del movimento dorato italiano. Di origine napoletana, attualmente ricopre la carica di Presidente Nazionale di Alba Dorata Europea, così come si legge al link dell’organigramma sul sito del movimento.

Europea si, perché se a dicembre l’intenzione era quella di costituire una costola esclusivamente italiana del partito greco, pochi mesi dopo l’obiettivo è quello di dare vita ad una formazione di carattere europeo.
Domenica 26 maggio alle ore 15 è, infatti, prevista la costituente di Alba Dorata Europea presso il Teatro Palapartenope di Napoli, nel quartiere di Fuorigrotta. Un convengo, quindi, che vuole dare vita ad un soggetto politico nazionalista, sovranista, europeo federale e tradizionalista, così come si legge in un blog linkato sotto il manifesto che pubblicizza il raduno. Un movimento che ha come primo nemico l’euro e che vuole “ridare libertà e dignità al popolo italiano”. L’invito è chiaro “Dobbiamo attivarci tutti insieme per ridare lustro alla nostra Madre Patria Italia”, “per non essere più schiavi dell’Unione Europea” e per riavere “la nostra polizia, l’arma dei carabinieri e non un corpo di polizia militare europea”.
Come facilmente si può notare da questi brevissimi passaggi ripresi dal documento che introduce l’appuntamento di domenica, anch’esso consultabile sul sito del movimento, se da un lato l’obiettivo è quello di dare vita ad un soggetto europeo, le basi su cui si fonda l’incontro napoletano sono tutte o quasi puramente anti europeiste.
Quante persone sono attese per questa costituente non è ancora dato saperlo. Gli organizzatori sperano vivamente di non replicare la giornata di dicembre e così, per ogni evenienza, la segreteria organizzatrice dell’evento ha anche pubblicato un elenco con quattro Hotel della zona convenzionati per l’occasione. Insomma, tutto sembra pronto ed organizzato nei minimi dettagli per domenica.

Ma la costituente di Alba Dorata Europea, che propone inoltre uno slancio verso un “Rinascimento Spirituale”, riprendendo tale concetto addirittura da un discorso di Mahmoud Ahmadinejad, attuale presidente dell’Iran, non è certo passata inosservata nella città Medaglia d’oro alla Resistenza. Tutte le forze democratiche ed antifasciste napoletane si sono, infatti, già date appuntamento per lo stesso giorno presso la Cumana di Agnano alle ore 10 per dare vita ad una contro manifestazione che ribadisca ancora una volta che nella città di Napoli chi tenta di propagandare ideologie xenofobe e naziste non ha certamente vita facile. Inoltre, è stata già inoltrata una lettera al Prefetto, al Sindaco di Napoli e a tutti gli amministratori locali per chiedere l’immediato divieto del raduno neonazista a Fuorigrotta.

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Fonte: news.you-ng.it

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Don Andrea Gallo, il prete di strada, ci ha lasciato

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Angelicamente anarchico

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“Alle ore 17.45 il cuore di Don Andrea Gallo ha cessato di battere, la comunità S.Benedetto e idealmente voi tutti siamo stretti intorno a lui.”

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Dalla Official Fan Page di Facebook:

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* I miei vangeli non sono quattro… Noi seguiamo da anni e anni il vangelo secondo De Andrè, un cammino cioè in direzione ostinata e contraria. E possiamo confermarlo, constatarlo: dai diamanti non nasce niente, dal letame sbocciano i fiori.

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* Chi riconosce l’appartenenza alla famiglia umana, come fa a non aprire le porte? Poi io, come cristiano, come faccio a non essere accogliente? E io ti accolgo come sei, come persona, perché ancora prima di essere maschio, femmina, omosessuale o straniero, uno è persona, cioè un soggetto di autonomia.

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* Io vedo che, quando allargo le braccia, i muri cadono. Accoglienza vuol dire costruire dei ponti e non dei muri.

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* È difficile tener sempre la porta aperta, non è facile. C’è anche la paura, ma noi non rimuoviamo la paura, la affrontiamo. Quante volte in questo ufficio mi han puntato una rivoltella… Ma solo attraverso l’accoglienza, attraverso l’ascolto, attraverso la disponibilità, la generosità, si supera la paura.

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* A me l’unico titolo che piace è: “prete di strada”. Tanto è vero che quando vado ai dibattiti e si presentano i relatori delle università di Bologna, Genova, Palo Alto, Cambridge… A me piace quando dicono: “don Andrea Gallo dell’università della strada”.

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* La strada mi arricchisce, continuamente. Lì avvengono gli incontri più significativi, l’incontro della vera sofferenza, l’incontro di chi però ha ancora tanta speranza e allora guarda, attende. Per la strada nascono le alternative, nasce il voler conquistare dei diritti.

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* L’unico mio rimpianto è che sono stato a volte troppo dolce con tutte le istituzioni, con tutti i poteri.

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[Intervista nel documentario Preti di strada messo in onda nella trasmissione La storia siamo noi di Rai 3 nell’agosto 2007.]

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Approfondimento

Andrea Gallo

“Un prete che si è scoperto uomo”

Don Gallo un prete da marciapiede

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