Articolo delirante: Jovannotti “diabolico” con le sue canzoni.

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Fate Attenzione! Dietro la musica di Jovanotti c’è un chiaro messaggio subliminale

3 settembre 2013 – Notizievangeliche.com

Ieri sera, in prima serata su Rai 1, è andato in onda il concerto di Jovanotti. Molti dicono di lui che sia un cantante solare, che ama la vita e parla d’amore e dei problemi del mondo, ma non dicono di lui cosa nascondono i testi delle sue canzoni e i messaggi subliminali contenuti dentro. Ripercorriamo brevemente quello che molti non sanno:

1994 –   Il videoclip Penso Positivo di Lorenzo Cherubini, in arte “Jovanotti”, è ambientato in un supermercato. Il testo sostiene la tesi secondo cui la religione sarebbe un fattore di divisione fra gli uomini. Per questo nel video compaiono personaggi vestiti da rabbino, da pastore evangelico e da sacerdote cattolico (Luca Carboni). Dunque, meglio ricercare l’unione nella menzogna, meglio ricercare la “grande chiesa”, laica e buonista di Lorenzo Cherubini, “che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa, passando da Malcom X attraverso Gandhi e San Patrignano, arriva da un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano”.

Il messaggio di Cherubini diventa subliminale, quando, si vedono diversi prodotti sugli scaffali, tutti marcati con il titolo della canzone. Ad un tratto però, durante la ripresa, si vede, per una frazione di secondo, un fustino di una nota marca di detersivo, il Dixan, appunto. Evidentemente,  le religioni dividono, i soldi no…

1997 – Il discorso introduttivo di Jovanotti presente nel video della canzone ‘Il muratore’ da lui cantata al concerto Live di Roma, “L’albero” Tour 1997 contiene inquietanti sorprese:

‘..un pezzo sempre dalla ritmica dura, un pezzo da ballare, con un testo che parla di barriere, che insomma sono un argomento attuale, barriere di ogni tipo, prima di tutto le barriere mentali, quelle che uno da quando nasci così ti costruiscono intorno, poi ad un certo punto ti trovi pieno di barriere, fatte spesso di pregiudizi, di pensieri pensati da altri, allora quando ho scritto questo pezzo pensavo proprio al fatto che spesso violando delle regole che sembrano mandate da Dio queste regole e invece sono fatte dagli uomini per preservare il privilegio e gli interessi di pochi e escludere tutti gli altri da questo privilegio, violando queste regole si buttano giù dei muri, è difficile c. , è difficilissimo, però si può fare, si può fare insomma, e allora questo pezzo è dedicato a quelli che spostano le idee, a quelli che.., allo spostamento delle idee alla migrazione del pensiero, e anche alla migrazione degli uomini e delle persone in questa palla che si chiama mondo, si chiama ‘il muratore’ questo pezzo!’

Ecco dunque l’obbiettivo di Jovanotti: buttare giù i muri o le barriere che secondo lui sono costituiti dai comandamenti di Dio, e quindi violare e far violare i comandamenti di Dio. Ecco, invece, il testo della canzone Il Muratore:

La gente si muove la musica cresce e ancora un altro muro viene giù!
Muratore muratore costruisce muri il muratore (4v)
muri da dipingere e da colorare muri da fare crollare da fare crollare (2v)
Babylon Jerico Porta Pia il Colosseo il muro di Berlino Machu Picchu
le torri gemelle le piramidi d’Egitto il muro di cinta il muro del pianto
le case popolari di ferro e cemento mura che delimitano il territorio
mura che sorreggono torri d’avorio mura di parole mura di potere
mura da fare crollare fare crollare mura per nascondere e per dividere
fragili da fare ridere
butta la palla di là ! (4v)
non c’è muro che mi tenga non c’è buio che mi spenga (4v)
muratore muratore costruisce muri il muratore (2v)
muri da dipingere e da colorare muri da fare crollare da fare crollare (2v)
butta la palla di là ! (4v)
armato di cemento armato costruisce un nuovo muro con i pezzi di quello crollato da poco il muratore va e non si fermerà a creare nuovi muri di disparità e mura la natura e mura la cultura e mura tutto ciò che fa paura ma il pensiero non lo puoi murare perché il pensiero è duro è cielo puro e sta di qua e di là dal muro La gente si muove la musica cresce e ancora un altro muro viene giù !

Fonte:http://www.airdave.it/j/jovanotti/canzoni/testo_il_muratore.htm#ixzz2dYlNtrqR

Notate un particolare, nel ritornello ‘non c’è muro che mi tenga non c’è buio che mi spenga’ si c’è un messaggio chiaro lanciato contro i comandamenti di Dio. Questa è l’ennesima prova che l’industria musicale è in mano alle multinazionali che vogliono fare i soldi attraverso i messaggi subliminali e che và segretamente a braccetto con la Massoneria e che mediante i cantanti ‘muratori’ come Jovanotti, nella fattispecie, promuove in mezzo ai giovani la ribellione contro Cristo Gesù per demolire il Cristianesimo e costruire una umanità ‘libera’ come la intende la Massoneria. La libertà massonica  non è altro che la schiavitù del peccato, dalla quale gli uomini possono essere affrancati solo se si ravvedono e credono nel Vangelo della grazia di Dio. Ma gli uomini (compresi i massoni) questo non lo sanno, e noi siamo qui proprio per annunciarglielo: “Ravvedetevi e credete nell’Evangelo”.

Conserviamo la mente di Cristo, e rifiutatevi di conformarvi alle idee di questa generazione storta e perversa, che è sulla via della perdizione.

2000 – Ascoltando la canzone “Baciami ancora” al contrario troviamo frasi inquietanti: sembra che dica: al 1:07  “My name Terror”,  al  1:10 ”Meymo Kne Ollen Sab” al 1:16 Sembra: “Alexei messed up” o “Arocnei mess up”.

Fonte: http://youtu.be/ijQwjgeNMeI

Fratelli e sorelle vi esortiamo ad aprire gli occhi e le orecchie, preghiamo e vigiliamo affinchè il mondo non entri dentro le nostre case, dentro la nostra vita e dentro il nostro cuore!

Proietto Pietro

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Anonymous #OpHumanRight – Sensibilità Chimica Multipla (MCS)

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Anoalt

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Siamo nati nudi, ci hanno dato colonie, pannolini profumati, vestiti lavati con ammorbidenti, creme con ogni possibile profumo, ci hanno trasportato dentro passeggini di plastica mentre respiravamo una fine aria inquinata.
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Siamo cresciuti e ci hanno fatto credere di poter ottenere qualsiasi cosa volessimo, che potessimo scrivere il nostro futuro, che la felicità fosse basata sul comprare qualsiasi cosa e che lo Stato fosse lì a proteggerci e vegliare su di noi, anche se io avevo dei dubbi.
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Un giorno ti alzi e nulla ha senso. Accendi la lampada sul tavolo e i tuoi occhi iniziano a bruciare; apri la finestra e senti nuovi odori che non ti fanno respirare. Accendi la radio e la musica rimbomba nella tua testa, così tanto che hai paura che ti esploda. Non si tratta di una sbornia, è peggio. Si chiama Sensibilità Chimica Multipla (MCS) ed è venuta per restare. Il tuo corpo ha detto “è troppo”, si è come rotto e ha cominciato a rigettare tutto quello che ti avevano che era essenziale per la tua felicità. La tua vita ha preso una direzione inaspettata, la tua mente cambia, il tuo futuro svanisce, non hai energia né fisica né mentale. La malattia ti costringe a vivere dietro ad una maschera e a restare isolata dal mondo esterno.
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La Sensibilità Chimica Multipla non è una bizzarria, un fatto che riguarda una minoranza. Colpisce il 5% della popolazione. E’ una malattia cronica, non psicologica, con sintomi di reazione alle minime esposizioni a prodotti chimici d’uso comune che non sono indispensabili come candeggina, deodoranti ambientali, profumi, ecc. Viviamo recluse nelle nostre case ma non è necessario uscire per avere una crisi. Gli indumenti stesi dai vicini ti soffocano, ti rendono stanco al punto che puoi perdere coscienza, grazie a quei meravigliosi ammorbidenti tossici.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non riconosce ancora la MCS come una malattia, pur essendo a conoscenza di numerosi studi che provano la sua esistenza e il Parlamento Europeo la include tra le patologie in aumento che dipendono da fattori ambientali. Questo si deve alla pressione che le industrie chimiche e farmaceutiche esercitano affinché non venga riconosciuta, perché la MCS è causata dai prodotti chimici che usiamo di solito. Gli interessi economici vengono prima della nostra salute. Nei paesi in cui questa malattia è riconosciuta, come in Germania, sono garantiti l’assistenza medica e un aiuto economico, mentre alcuni altri paesi la stanno riconoscendo.
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Per il nostro governo paterno non esistiamo. All’apice della sofferenza per la MCS, ci abbandonano, senza assistenza medica e senza alcun diritto all’invalidità se non riusciamo più a lavorare. Ci lasciano nudi e sprotetti, come cittadini di seconda classe, perché rappresentiamo la prova che il modello della società moderna è fallito, anche se nessuno vuole ammetterlo o prendere le misure necessarie per uscirne.
Uccidono anche qualsiasi speranza possiamo avere di sentirci meglio. Si fa ricerca farmaceutica solo se c’è un guadagno. Il risultato è che le malattie rare non fanno ricerca, nemmeno la MCS, che riguarda il 5% della popolazione. L’industria chimica e quella farmaceutica sanno che siamo malati perché siamo intossicati e che la soluzione non sarà certo una medicina che possa renderli ricchi.
La soluzione al problema è cambiare il modello di questa società, diminuire l’enorme quantità di prodotti chimici a cui siamo esposti tutti i giorni. Ovviamente questo non si deve sapere e tenteranno di negare l’esistenza della MCS perché il riconoscimento metterebbe a rischio i loro interessi economici.
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L’industria chimica, sostenuta dal governo, non ha il diritto di costringere la popolazione ad esposizioni involontarie a sostanze chimiche, che hanno spesso effetti sconosciuti. Quando ci sia ammala di MCS, dobbiamo gettare via profumi, ammorbidenti, plastiche, ecc. per tornare ad essere nudi. Nasciamo di nuovo, ma è una nuova vita che non scegliamo. Sappiamo da studi scientifici che la MCS ha basi genetiche, perciò non tutti si ammalano, anche se questo non protegge nessuno dall’accumulo di sostanze tossiche fino a quando si scopre un cancro o una qualsiasi altra malattia dovuta a fattori ambientali.
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Chi soffre di MCS vuole che questa malattia sia riconosciuta; vogliamo avere gli stessi diritti degli altri malati cronici; vogliamo che la società sappia a quali rischi va incontro; vogliamo che il governo protegga i suoi cittadini e li tenga lontani dalle malattie senza alcun costo per loro.
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Vogliamo che nessuno si senta nudo di nuovo perché scopre di essersi ammalato di MCS.
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La miracolosa “luce bianca” osservata in stati di pre-morte non è il paradiso.

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La morte del paradiso

Tante religioni attestano l’esistenza di miracoli, ma nessuna di esse – a quanto ci consta – basa la propria fede su di essi. Almeno ufficialmente. Perché poi l’uso dei miracoli per accreditarsi è assolutamente generalizzato, sia a fini economici, sia a fini di evangelizzazione. L’avvento del metodo scientifico, del pensiero critico, dell’uso della ragione su scala sempre più ampia è andato di pari passo con la riduzione delle (pseudo)spiegazioni basate sul sovrannaturale. La miracolistica e i suoi seguaci si sono pertanto progressivamente rifugiati in alcune ridotte: una di queste, le esperienze di pre-morte, così difficili da analizzare. Almeno fino a qualche giorno fa.

Non è probabilmente l’aldilà, quella luce bianca che diversi sopravvissuti a un infarto dicono di aver visto, una volta “tornati” nell’aldiqua. Lo smentisce uno studio condotto da ricercatori dell’università del Michigan, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Hanno anestetizzato dei ratti e hanno indotto loro un arresto cardiaco. Altri ratti sono stati invece asfissiati. L’elettroencefalogramma avviato in parallelo ha rilevato che nei trenta secondi successivi, anche se il sangue non fluiva più al cervello, l’attività cerebrale era intensa. Anzi, l’organo risultava addirittura sovraeccitato. Come dire: in qualche modo è un trip, ma non è certo un viaggio nell’aldilà.

Soltanto pochi giorni fa è peraltro caduto in disgrazia anche il dottor Eben Alexander. Un neurochirurgo (quindi, nell’immaginario collettivo, “uno scienziato”) che asserisce di aver vissuto esperienze mistiche durante alcuni giorni di coma provocato da una meningite, tanto da poter sostenere di aver avuto le prove che un’eternità di eterno splendore attende gli esseri umani dopo la loro morte. Il suo libro, Milioni di farfalle, (Proof of Heaven, “Prova del paradiso” nell’originale inglese), pubblicato nell’autunno 2012 è diventato in fretta un bestseller mondiale, anche grazie all’enfasi che gli hanno dato i mass media. Cinque mesi fa ne abbiamo scritto anche noi, dando conto delle repliche razionalistiche che aveva ricevuto. Ad aprile si era aggiunto anche Michael Shermer, che sul Scientific American ha sostenuto che il libro era la “prova di un’allucinazione”, piuttosto che del paradiso. Un’inchiesta della rivista Esquire pubblicata questo mese ha invece rivelato che Alexander è stato sospeso o licenziato da numerosi ospedali, ed è stato anche oggetto di numerose denunce – una delle quali per aver alterato i referti per coprire un errore medico. Esistono inoltre diverse discrepanze tra quanto contenute nel libro e sue precedenti testimonianze. Alexander si è limitato a replicare “difendendo ogni parola” del suo volume, ma la sua credibilità sembra ormai decisamente compromessa.

L’avvenire dell’illusione dell’aldilà, per dirla con Freud, sembra dunque incerto. Come per le altre illusioni dello stesso tipo, beninteso. Con buona pace di Stephen J. Gould, che riteneva scienza e religione magisteri non sovrapponibili, vi sono fenomeni che sono realmente sovrapponibili, e quindi indagabili. E dati alla mano, tutti i fenomeni religiosi che la scienza ha potuto indagare hanno visto cadere le pretese di sovrannaturalità. Ma non traiamo conclusioni affrettate, almeno noi: la fabbrica delle illusioni non ha ancora chiuso i battenti, e non ha nessuna intenzione di farlo.

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Fonte: Uaar

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