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Napoli: sosteniamo la Freedom Flotilla II

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Presidio permanente per sostenere la Freedom Flottilla II

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IL 27 -28 – 29 GIUGNO DALLE 17 IN POI A PIAZZA DEL GESU’:

FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE CONTRO L’ASSEDIO DI GAZA!

SUPPORTIAMO LA FLOTTILLA!

CON LA PALESTINA NEL CUORE!

A breve partirà la Freedom Flotilla II, che tenterà, esattamente come l’anno scorso, di rompere il criminale blocco che Israele pratica ormai da 5 anni contro la Striscia di Gaza. Si tratta di navi organizzate in diversi stati dai movimenti di solidarietà col popolo palestinese, che cercheranno di portare aiuti umanitari alla popolazione e di internazionalizzare la questione arabo-israeliana, portando all’attenzione di tutti i crimini che lo stato israeliano continua a commettere impunemente contro la popolazione palestinese.

Per seguire la Freedom Flotilla, come Coordinamento Campano di Solidarietà con la Palestina abbiamo organizzato una tre giorni in cui saremo a Piazza del Gesù con gazebo, mostre e materiali di controinformazione per mostrare il vero volto del sionismo e, al contempo, la dignità di un popolo – quello palestinese – che continua a resistere da più di 60 anni con grande determinazione alla potenza occupante.

Puntare il nostro sguardo sulla Palestina si fa ancor più importante in un momento in cui, malgrado le minacce israeliane di un uso della forza contro gli attivisti della Freedom Flotilla (ricordiamo che l’anno scorso i militari di Tel Aviv ne hanno uccisi addirittura 9), l’intera vicenda rischia di essere coperta dal velo di silenzio organizzato dai nostri mass media.

Anche per questo crediamo che sia importante la partecipazione attiva di tutte e tutti per la riuscita delle giornate del 27, 28 e 29 giugno. Chiediamo a chiunque abbia a cuore la causa del popolo palestinese di essere con noi in piazza in quelle giornate, di aiutarci a costruirle ed organizzarle e di farsi portavoce in prima persona della lotta per il diritto all’autodeterminazione di un intero popolo.

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Approfondimento

Freedom Flottilla Italia

Freedom Flottilla II. comunicato stampa

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Vietare è efficiente?

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L’impossibilità di vietare.

Lui ti tradisce?
Ti sei limitata a minacciarlo o hai anche intensificato il numero di agguati orali a sorpresa?

In questi giorni mi sono trovato a discutere su una questione che ritengo sia una spartiacque filosofico: vietare è efficiente?
Si tratta di una questione che divide sia a destra che a sinistra. Ad esempio, si discute molto delle tasse che potrebbero scendere se fossero tutti a pagarle. Si tratta di una proposta sacrosanta. Ma come si fa a ottenere che realmente la maggioranza degli evasori fiscali decida di smettere?
Si inaspriscono le pene per gli evasori?
Si aumentano i controlli?
Li si appende per le parti intime a Piazzale Loreto, tutti i venerdì mattina?
Se si fa così funziona?

Esistono già pene severe per gli assassini ma questo fatto non impedisce che parecchie persone vengano uccise. Alcuni dicono: se ci fosse la pena di morte ci sarebbero meno omicidi. Ma l’esperienza di parecchi stati, gli Usa ad esempio, dimostra che non funziona così. Confrontando il numero di omicidi per ogni milione di abitanti si scopre che negli Usa ce ne sono molti più che in Italia.

Alcuni sostengono che questo dipende dal fatto che ucciderli non basta, ci sarebbero meno omicidi se invece della sedia elettrica si usasse un’affettatrice per il prosciutto, arrugginita. Ma anche qui i dati contraddicono. In epoche nelle quali il trattamento dei criminali era veramente allucinante c’erano molti più omicidi. In Italia nel 1850 c’era una forma di giustizia mediamente sadica e carceri spaventevoli e un numero di omicidi enormemente più grande di quello attuale. Si potrebbe anzi dire che il numero degli omicidi diminuisce via via che le carceri diventano più umane…  (leggi tutto)

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Fonte: Jacopo Fo’s blog

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Giornata del Rifugiato: NO alle misure repressive del Governo Italiano!

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CIR AL GOVERNO: NON GIOCATE CON LA VITA DEI RIFUGIATI

20 giugno 2011- Il CIR, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, invita il Governo Italiano a ripensare le misure repressive annunciate in questi ultimi giorni. “Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una escalation di dichiarazioni e provvedimenti del governo sempre più allarmanti”, dichiara Christopher Hein Direttore del CIR.

In primo luogo l’accordo con il Comitato di Transizione Libico per il rimpatrio degli immigrati irregolari che fuggono dalla Libia. “Sentire dal Governo anche solo l’idea e la prospettiva, che dopo l’accordo sembrerebbe quasi realtà, di rimandare profughi verso un paese in guerra ci ha letteralmente inquietato. Dobbiamo dirlo senza alcuna incertezza: viola esplicitamente ogni convenzione internazionale e mette la vita delle persone ad altissimo rischio”, conclude Christopher Hein Direttore del CIR.

Dall’altra il decreto del Consiglio dei Ministri che prolunga la detenzione nei CIE. “18 mesi senza alcuna libertà per persone che non hanno commesso alcun reato è una vera e propria punizione. Oltretutto inefficace ai fini della gestione della immigrazione irregolare” dichiara Hein.

Vogliamo ricordare che nei CIE possono esserci anche richiedenti asilo, che hanno presentato la loro domanda di protezione dopo aver ricevuto una espulsione, anche se ingiusta.

“L’Italia sinora di fronte alle rivolte nel nord Africa aveva reagito senza chiudere le frontiere, con una giusta accoglienza per quanti fuggivano da aree in pericolo. Non solo, ma la Guardia Costiera e le altre forze impegnate nel pattugliamento e soccorso in mare stanno facendo un lavoro umanitario di fondamentale importanza salvando molte vite. Anche intervenendo nelle acque di competenza maltese.” dichiara Savino Pezzotta Presidente del CIR.”Questo è l’Italia che vogliamo continuare a vedere. Le logiche politiche non possono distruggere i diritti delle persone”.  (leggi tutto)

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FONTE: CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati)

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