Mar 29 2020

COVID 19 | App e Privacy: controllo delle persone infette.

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                           (Photo: The Quint)

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Sorveglianza digitale ai tempi del coronavirus

27 Marzo 2020 – by csbruno

Pubblichiamo una riflessione di fixxati – hacklab in merito alla sorveglianza delle persone infette da COVID-19 e i rischi che si presentano per il futuro della privacy.

«Tecnicamente è fattibile, ma sarebbe uno strappo importante alle regole che ispirano il nostro ordinamento sulla tutela della privacy», con queste parole Nunzia Ciardi, direttrice della Polizia Postale, apre alla possibilità di utilizzare un’applicazione sugli smartphone delle persone in quarantena per tracciarne gli spostamenti. Nelle decisioni che il Governo ha da prendere per arginare la diffusione del contagio è inserita, quindi, la migliore strategia per monitorare, ed eventualmente sanzionare, le persone che escono di casa senza un reale motivo di necessità. C’è a chi non sembra vero, ed ecco che Zaia, governatore del Veneto, mette in campo anche i droni.

Moltissimi gli sviluppatori entusiasti che creano applicazioni per il controllo sociale, infatti, le tecnologie alla base di questi programmi permettono di individuare movimenti e interazioni delle persone, raccogliendo un loro diario clinico come l’insorgenza della febbre e altri sintomi, permettendo così di individuare focolai di virus. Tutti i dati, neanche a dirlo, sono raccolti anonimamente. Applicazioni di questo tipo sono state utilizzate massivamente per fronteggiare l’epidemia in Cina. Nonostante il contributo che possono aver dato le fronteggiare l’emergenza rimane l’interrogativo di cosa succederà una volta rientrata. Samuel Woodhams, esperto in diritti digitali per il sito Top10VPN e creatore dell’indice sulla sorveglianza per il COVID-19, avverte che il mondo potrebbe subire un aumento permanente della sorveglianza, anche dopo l’emergenza. Intervistato da Business Insider, afferma che senza un’adeguata regolamentazione c’è il pericolo che queste nuove misure, spesso altamente invasive, diventino la norma in tutto il mondo e che, sebbene alcune soluzioni possano sembrare legittime, rappresenterebbero un rischio per il diritto dei cittadini alla privacy e alla libertà di espressione.

Se però la strada dell’app sembra essere troppo invasiva per gli utenti, nessun problema, si possono tracciare le persone, sempre per il contenimento del coronavirus si intende, anche tramite i gestori telefonici: ne è esempio Vodafone che, con il suo programma di cinque punti per il contrasto alla pandemia, condivide con il governo informazioni sugli spostamenti delle persone delle aree infette.

Altra alternativa è quella di chiedere aiuto alle big tech come Facebook e Google, le quali sono sempre pronte ad aiutare in caso di emergenza, passando da buoni samaritani, quando altro non fanno che guadagnare sulla vendita dei dati personali. Insomma, quello di cui si sta discutendo è se mettere o meno un braccialetto elettronico virtuale a tutti i cittadini, a prescindere dal fatto che abbiano fatto o meno qualcosa di sbagliato.

Si potrebbe obiettare che comunque, utilizzando determinate applicazioni di uso comune, tutti noi effettivamente già condividiamo molti dati sulla nostra posizione, sugli spostamenti e sulle nostre reti sociali e che quindi non sarebbe un grosso cambiamento rispetto ad adesso, bisogna però far notare che in Europa vige il Gdpr, la regolamentazione sul trattamento dei dati personali, e che quindi è richiesto il consenso alla condivisione di questi dati, sarà quindi possibile rifiutarsi di installare l’applicazione del Governo? Secondo Luca Bolognini, presidente dell’Istituto Italiano per la privacy, “L’installazione dell’app potrebbe avvenire se fosse prevista, in base all’art. 14 DL 14/2020 e all’art. 25 del Codice della Protezione Civile (D.Lgs. 1/2018), con ordinanza della protezione civile, per esempio. La norma emergenziale, derivante dai Decreti Legge per il contrasto al coronavirus, prevarrebbe a mio avviso sulla norma speciale di cui all’art. 132 del Codice Privacy.”

Uno Stato di Polizia vero e proprio, degno dei racconti distopici di Orwell, che però viene mascherato con la necessità di dare risposte forti alla diffusione del virus e al quale ci stiamo rassegnando senza opporre alcuna protesta, anzi accettandolo come unica soluzione per il contrasto del contagio.

Non sta a noi criticare la gestione di questa difficile emergenza, è la prima volta anche che ci troviamo ad avere a che fare con una pandemia, ma la domanda che ci poniamo è: cosa succederà dopo?

Forme di controllo basate sulla sorveglianza costante esistono dalla notte dei tempi, dallo schierare polizia e militari nelle strade, passando per la tecnologia da accesso a modalità sempre più efficienti di sorveglianza. Non è nemmeno la prima volta che vengono invocate forme di sorveglianza massiva in nome della sicurezza: dopo l’attentato dell’11 settembre il congresso degli Stati Uniti approvò infatti il cosiddetto Patriot Act, di fatto inaugurando quello che solo anni dopo Snowden rivelò al mondo come una massiva operazione di sorveglianza dei cittadini americani.

Non c’è dubbio che l’applicazione di queste nuove forme di controllo vada nella direzione di portare investimenti per sistemi di sorveglianza più “Smart” anche nel nostro paese. Sistemi e modalità di sorveglianza massiva come quelli della Cina potrebbero lentamente prendere forma anche qui. Cedere la riservatezza delle nostre attività in cambio di una promessa sicurezza ci rende in realtà deboli di fronte a chi dovrebbe proteggerci.

Per questo motivo pensiamo che l’adozione, in tempi di necessità, di determinate pratiche di sorveglianza non debba essere fatta alla leggera, e che questo controllo debba essere limitato al periodo dell’emergenza assicurando i cittadini che, una volta superata la fase critica, venga dismesso e non impiegato per altre attività al di fuori del contenimento del virus.

Qualcuno definisce il diritto alla privacy come il diritto ad essere imperfetti. L’imperfezione agli occhi di chi ci controlla e ci punisce per questa “imperfezione”. Sta a noi stabilire se e come vogliamo accettare questo controllo sulla nostra quotidianità.

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Fonte: CSA BRUNO

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Mar 10 2020

Anonymous | Videomessaggio: “Anonymous sollecita i leader mondiali a dire la verità sul coronavirus”

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Published on

By Anonymous

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“Salve cittadini del mondo.

Questo è un messaggio importante di Anonymous su come i vostri governi stanno gestendo la crescente pandemia di coronavirus.

Poco più di 100 anni fa, nel mezzo della prima guerra mondiale, il mondo ha vissuto una pandemia che ha ucciso decine di milioni di persone. Gli storici sono divisi per il numero esatto, ma le stime variano da 30 a 55 milioni di persone in circa due anni, che all’epoca rappresentavano circa l’1 o il 2 percento dell’intera popolazione mondiale. Il 27 percento della popolazione mondiale è stata infettata durante l’epidemia. Questo virus influenzale divenne noto come ‘L’influenza spagnola’ perché è lì che si pensava avesse avuto origine.

Tuttavia, è stato in seguito scoperto che i primi pazienti di questa malattia erano soldati degli eserciti francesi, britannici e tedeschi che stavano combattendo in prima linea nella I^ guerra mondiale. I governi di questi paesi fecero di tutto per nascondere l’epidemia, per non rivelare una debolezza strategica ai loro nemici in guerra.

La Spagna, d’altra parte, era un territorio neutrale nella guerra, quindi non aveva alcuna motivazione  a nascondere l’epidemia, quindi la Spagna finì per essere il primo posto in cui i casi furono accuratamente riportati. Quando le notizie sulla situazione in Spagna arrivarono in tutto il mondo, era troppo tardi, il virus si era diffuso altrettanto velocemente quanto le notizie. Purtroppo, quando la pandemia è sfuggita al controllo, i governi di tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti, cercarono di fare del loro meglio per limitare le segnalazioni sulla malattia per prevenire panico o i disordini sociali e per aiutare a mantenere il morale delle truppe.

Molti esperti hanno confrontato il recente coronavirus COVID-19 con l’influenza spagnola. Bill Gates ha affermato che potremmo avere a che fare con una ‘pandemia del secolo‘ che potrebbe essere mortale come il virus che ha spazzato via decine di milioni di persone esattamente un secolo fa.

Queste due malattie non provengono dalla stessa famiglia di agenti patogeni, ma ci sono alcune importanti somiglianze tra questi due focolai e potremmo commettere alcuni degli stessi errori di quelli che ci hanno preceduto. In Cina, medici, attivisti e cittadini comuni sono stati minacciati di arresto per aver pubblicato informazioni sul virus, informazioni che creano allarme o contraddicono le dichiarazioni ufficiali. Il medico informatore Li Wenliang ha affermato che il governo cinese sapeva che la trasmissione da uomo a uomo era avvenuta nelle settimane precedenti e questo prima che il popolo sapesse cosa stava succedendo.

Kristian Andersen, un biologo evoluzionista dello Scripps Research Institute ha stimato che il virus avrebbe potuto infettare la sua prima vittima già dal 1 ° ottobre, sulla base di uno studio di 27 genomi di pazienti in fase iniziale. Ciò significa che il virus si è diffuso in tutta Wuhan e nel mondo negli ultimi mesi. Se questa ricerca è corretta, ciò significa che probabilmente questo virus si era già fatto strada in ogni angolo del mondo quando il governo cinese decise di chiudere Wuhan.

Questo può sembrare un’esagerazione perché adesso stiamo finalmente iniziando a vedere alcuni casi confermati negli Stati Uniti e in Europa, ma prendiamoci un minuto per esaminare cosa sia realmente un ‘caso confermato’.

Un caso confermato è una persona che si è dimostrata positiva al virus, ma il numero di kit per il test è limitato e il CDC ha rifiutato di autorizzare kit di test per molti dei casi sospetti. Questo perché chi viene inviato al test viene scelto con criteri molto rigidi. A peggiorare le cose è il fatto che alcuni dei kit per il test sono risultati esserei essere difettosi e i funzionari hanno ammesso che una delle strutture incaricate ad analizzare i kit era ‘contaminata‘.

I test sono iniziati negli Stati Uniti e in Europa, quando sono stati segnalati i primi decessi, e gli esperti sanitari hanno iniziato a trovare gruppi di virus senza un chiaro collegamento con l’epicentro, il che significa che la diffusione nella comunità era già iniziata in precedenza. A Seattle, che sembra uno dei primi epicentri negli Stati Uniti, gli esperti ritengono che il virus si era diffuso silenziosamente tra la popolazione da almeno 6 settimane.

Ciò suggerisce fortemente che c’è stata una trasmissione criptica nello stato di Washington nelle ultime 6 settimane. 3/9

  • Trevor Bedford (@trvrb) 1 marzo 2020

Questo tipo di diffusione silenziosa è possibile a causa del massiccio periodo di incubazione del virus. Alcuni studi hanno suggerito che il tempo di incubazione per questo nuovo virus potrebbe durare fino a 24 o addirittura 27 giorni, il che significa che un paziente infetto potrebbe essere in giro per un mese infettando altre persone senza nemmeno sapere che sono malati, il che aumenta notevolmente la capacità del patogeno di diffondersi inosservato. Niente a che vedere con il periodo di incubazione dell’influenza, che è da uno a quattro giorni.

A proposito di influenza, l’epidemia di coronavirus potrebbe non essere stata rilevata per questi primi mesi perché è stata scambiata per una influenza stagionale particolarmente grave. A Washington, dove ora sappiamo che c’è stato un focolaio di coronavirus attivo da mesi, il Dipartimento di Sanità dello Stato ha recentemente pubblicato alcune interessanti statistiche sulle visite in ospedale per sintomi simil-influenzali.

Le tabelle seguenti mostrano come quest’anno ci sia stato un numero insolito di persone che hanno manifestato sintomi simil-influenzali ma non sono risultate positive  all’influenza.

La Figura 9 mostra la percentuale di persone che si sono dimostrate positive per l’influenza, mentre la Figura 10 mostra la percentuale di casi di ‘malattia simil-influenzale’ (ILI) in cui si è verificato un risultato negativo sul test dell’influenza. La Figura 9 mostra un’influenza stagionale relativamente normale, se non relativamente mite, ma la Figura 10 mostra casi di una misteriosa malattia simil-influenzale al di sopra della soglia epidemica.

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Washington State Department of Health, Communicable Disease Epidemiology

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Mentre questo si sta svolgendo, i governi in Cina, Iran e Italia, alcune delle aree più colpite dall’epidemia, stanno dicendo ai loro cittadini che la situazione è sotto controllo e che il virus non è qualcosa di cui dovrebbero preoccuparsi. In Iran, le persone stanno diventando meno sicure di queste affermazioni, poiché più membri del governo si sono ora ammalati. In Italia, almeno un governatore, Attilio Fontana, è stato messo in quarantena dopo essere entrato in contatto con un membro dello staff infetto, e il Papa ha cancellato tutte le sue apparizioni per quasi una settimana dopo essersi ammalato di una malattia che il Vaticano rifiuta di rivelare. I governi del Giappone e della Corea del Sud sembrano essere un po’ più onesti con i loro cittadini  e sembrano testare più a fondo la situazione.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il paese è in ‘ottima forma’ per l’imminente pandemia, ma ha fornito ai cittadini americani pochissima informazione durante le sue recenti conferenze stampa sull’argomento, oltre alle assicurazioni che tutto andrà bene. L’amministrazione Trump sta cercando di controllare il flusso di informazioni sul virus per mantenere le persone ottimiste, proprio come stanno facendo i governi di Cina e Iran, ma questo approccio sta mettendo le persone in grave pericolo, proprio come le amministrazioni del secolo precedente avevano fatto con l’influenza spagnola.

Per comprendere la gravità della situazione, le persone devono conoscere gli alti tassi di mortalità e ricovero per questa malattia. Inoltre, per proteggersi adeguatamente, le persone devono sapere che questa malattia ha un periodo di incubazione significativamente più lungo ed è molto più facile infettarsi rispetto all’influenza stagionale. Questi sono ora risultati accertati che dovrebbero essere in cima a ogni bollettino e conferenza stampa, ma vengono lasciati nelle note a piè di pagina o completamente ignorati.

Test e rapporti adeguati avrebbero dovuto iniziare mesi fa e, purtroppo, le persone potenti che si sono nominate come nostri leader ci stanno effettivamente trattenendo, invece di ‘guidare’.

Fate la cosa giusta e raccontate alle persone di tutto il mondo con cosa abbiamo effettivamente a che fare.

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Noi siamo Anonymous!

Noi siamo una legione!

Non perdoniamo!

Non dimentichiamo!

Aspettateci. “

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VIDEOMESSAGGIO

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Fonte: anewspost.com

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Feb 6 2020

Wuhan Corona Virus | La denuncia di Anonymous sui dati dell’epidemia – #CORONAVIRUS

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“Salve cittadini del mondo,

il governo cinese ha messo in pericolo la vita di milioni di persone e potrebbe aver già innescato una pandemia mortale nel mondo. Non è un segreto che il governo cinese controlli attivamente il flusso di informazioni all’interno e all’esterno dei suoi confini.

La Cina è diventata anche molto più ricca e influente nel corso degli anni, il che ha permesso loro di controllare la segnalazione di eventi nel Paese e nel resto del mondo, come abbiamo riportato sulle recenti proteste a Hong Kong.

Lo stesso apparato di censura in Cina sta lavorando per sopprimere le informazioni sulla diffusione del coronavirus mortale e sulle condizioni che possono essere osservate nelle aree di quarantena. Decine di milioni di persone nel Paese, forse anche di più, sono state messe in quarantena e hanno ordinato di non lasciare la regione per paura della diffusione dell’epidemia. Tuttavia, è evidente che il governo ha aspettato troppo a lungo prima di prendere misure serie per contenere il virus. Forse per prevenire il panico o evitare sanzioni o quarantene imposte a livello internazionale, ma alcuni ricercatori hanno sollevato domande sulla causa della malattia e hanno suggerito che potrebbe provenire da un bio-laboratorio nelle vicinanze.

Negli ultimi anni è stato aperto un nuovo laboratorio biologico a Wuhan, in cui sono stati studiati i patogeni più pericolosi al mondo. Dal 2018 il laboratorio ha funzionato ufficialmente con vari ceppi del coronavirus e con altre malattie mortali come l’Ebola.

Questo laboratorio dista solo 20 miglia dal mercato del pesce di Huanan, che si ritiene sia il primo caso del virus corona. Dall’apertura del laboratorio, gli scienziati di tutto il mondo hanno sollevato preoccupazioni sui potenziali pericoli.

Nel 2017, è stato persino pubblicato un articolo sulla rivista scientifica Nature che descriveva i piani per il laboratorio. Scambiava, inoltre, opinioni di esperti su come agenti patogeni pericolosi potessero sfuggire alla struttura. In effetti, il virus SARS è sfuggito più volte da strutture di sicurezza di alto livello a Pechino. Stranamente, solo tre mesi fa, la simulazione di una pandemia ha mostrato che un focolaio potrebbe provocare 65 milioni di morti. La simulazione è stata effettuata presso il Johns Hopkins Center for Health Security. Con la partecipazione del World Economic Forum e della Bill and Melinda Gates Foundation.

È troppo presto per dire esattamente cosa sta succedendo a questo punto. Ma Anonymous ha ricevuto messaggi da tutta la Cina sulla gravità dell’epidemia e sul grande insabbiamento che sta avvenendo dietro le quinte.

Per diffondere queste importanti notizie nel mondo, dobbiamo fare abbastanza rumore per superare la grande censura cinese.

Noi siamo Anonymous.
Noi siamo legione.
Noi non perdoniamo.
Noi non dimentichiamo.
Aspettateci! ”

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Tweet di Anonymous con i dati “reali” relativi alla diffusione del virus nella Cina continentale:

— Anonymous (@YourAnonNews) February 3, 2020

I nostri dati attuali sono più aggiornati rispetto a quelli presenti sulla maggior parte dei siti web e mappe, e tutte le informazioni sono affidabili e confermate al 100% da fonti certificate:

       23 gennaio: 830 casi

  • 24 gennaio: 1.287
  • 25 gennaio: 1.975
  • 26 gennaio: 2.744
  • 27 gennaio: 4515
  • 28 gennaio: 5974
  • 29 gennaio: 7711
  • 30 gennaio: 9692
  • 31 gennaio: 11.791
  • 1 febbraio: 14.380
  • 2 febbraio: 17.238
  • 3 febbraio: 19.701 casi

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VIDEOMESSAGGIO

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Nov 30 2019

Anonymous | La risposta alla rimozione del loro blog anon-italy.blogspot.it

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“Salve popolo italiano,

ci troviamo quest’oggi a scrivere un comunicato riguardo la chiusura del nostro blog anon-italy.blogspot.it da parte di “Amico Google”.

Sappiamo che la colpa non è di Google, ma di quei subdoli individui che hanno segnalato all’Amico le cose da noi pubblicate il 5 Novembre.

Ci sono persone così miseramente incompetenti, che non sono capaci di accettare la sconfitta di una battaglia.
Sarà perchè non gli è andata giù di essere stati messi in ridicolo da questo gruppo, che riempendosi la bocca, chiamano terrorista.
Una battaglia, sì, perchè la guerra contro loro luridi mangiasoldi a tradimento, non è finita.
Sono buoni solo ad ingannare il popolo, che su di loro, purtroppo, fa affidamento mettendo nelle loro “mani pulite” non solo i loro dati, ma per assurdo anche le loro vite, che voi considerate miserabili, ma che per noi contano MOLTISSIMO.

Perchè anche se può sembrarvi strano, facciamo e siamo anche noi parte di quel popolo che a loro sta tanto a cuore, sarcasticamente parlando!

Siamo e sempre saremo quella parte del popolo pronta a combattere, a vigilare ed a contrastare i vostri interessi a nostro discapito, mettendo in campo ogni giorno le nostre capacità, nonchè la nostra libertà, per portare alla luce le bugie di quelle persone “potenti”, condite con quel finto buonismo che solo loro sanno usare.

E allora forse vi chiederete perchè Anonymous.
Anonymous perchè non è un partito, tantomeno un gruppo di terroristi.
Per quello che ci riguarda, Anonymous non ha mai ucciso nessuno, non ha mai venduto armi per guerre di interessi.

Anonymous perchè è un movimento mondiale, fatto di persone comuni che si mettono insieme per combattere soprusi di governi totalitari, che cercano ogni giorno di occultare la verità.

Anonymous perchè ci vuole coraggio per fare quel che facciamo, ci vogliono ideali saldi che non si dissolvono con un blog cancellato o con un arresto.

Andate a leggere la definizione della parola ‘terrorista’ su wikipedia, ne riportiamo qui alcune righe:

(Il termine terrorismo, come consuetudine nel diritto penale internazionale, indica azioni criminali violente premeditate a suscitare paura nella popolazione come attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, dirottamenti a danno di collettività o enti quali istituzioni statali e/o pubbliche, governi, esponenti politici o pubblici, gruppi politici, etnici o religiosi.
Sebbene di efferati eventi contro le popolazioni inermi siano stati costellati i conflitti dell’umanità , è solo dopo la seconda guerra mondiale che il termine è tornato in auge in occasione di vari movimenti di liberazione dai gioghi coloniali soprattutto in Algeria, Kenya, Palestina, durante i quali lo stesso tipo di evento veniva definito o terroristico o legittimo a seconda della fazione in causa.
Le organizzazioni dedite a tale pratica vengono definite “organizzazioni terroristiche”, mentre l’individuo è definito come “terrorista”, termine che originariamente indicava un membro del governo in Francia durante il Regime del Terrore (1793-1794).

Come potete leggere dalla descrizione, vedrete che la parola ‘terrorista’ deriva da uno stato ove vige un regime di terrore, cosa che sembra ripetersi anche con governi odierni.

Non vogliamo dilungarci oltre, chiunque leggerà queste parole potrà trarne le proprie conclusioni!

Noi siamo Anonymous.
Noi siamo legione.
Noi non perdoniamo.
Noi non dimentichiamo.
Aspettateci! ”

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Mag 21 2019

Elezioni Europee | La grave minaccia della disinformazione

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Informazioni utili:

La grave minaccia della disinformazione

e come possiamo

difenderci

Tra pochi giorni, i gruppi di estrema destra potrebbero dirottare le elezioni europee, riempiendo il Parlamento europeo di razzisti, estremisti e negazionisti del clima.

Questi partiti sembrano spuntati dal nulla. Eppure in alcuni paesi europei sono in testa ai sondaggi! Qual è la loro arma segreta?

La disinformazione.

A pochi giorni dalle elezioni europee, l’Europa è sommersa dalla disinformazione, tipo che la guglia crollata della cattedrale di Notre Dame sarà sostituita da un minareto, o che squadroni di migranti attaccano la polizia! Sono mesi che il nostro team analizza questo tsunami di notizie false e quel che abbiamo scoperto è sconvolgente: i contenuti di disinformazione sui social sono stati visti centinaia di milioni di volte, forse addirittura miliardi!

Studio dopo studio si sta dimostrando che nessuno è immune a queste bugie tossiche, quindi se capiamo meglio a cosa stare attenti, sapremo anche difenderci meglio. Avaaz ha preparato questa sintesi di informazioni utili per aiutare gli europei a comprendere meglio il problema della disinformazione prima di andare a votare. Leggila ora e condividila.

5 cose che tutti dovrebbero sapere sulla disinformazione
1. Si nutre delle nostre paure e viaggia veloce.
Le persone tendono a ricordare le informazioni negative più che le positive, ciò si deve a strutture di apprendimento del cervello. Gli spacciatori di notizie false ne sono coscienti e fanno leva su emozioni profonde, che ci spingono a condividere queste notizie sui social, che infatti si diffondono fino a sei volte più velocemente delle notizie reali!

2. Prospera sui social media e raggiunge miliardi di utenti.
Più tempo passiamo sui social più queste aziende guadagnano. Sanno che sono i contenuti più esagerati e scioccanti quelli che più attraggono la nostra attenzione, quindi programmano le loro pagine per promuoverli. E raggiungono miliardi di persone. Le più grandi testate giornalistiche vendono appena qualche milione di copie, mentre le notizie su Facebook raggiungono quasi un MILIARDO di utenti al giorno.

3. Si ritorce contro di noi.
L’autoritarismo, dal Brasile alla Cina, sta affilando sempre più l’arma della disinformazione usandola come strumento per l’antichissimo divide et impera. Ma la Russia sta avanti a tutti — le sue enormi “fabbriche di troll” impiegano legioni di scrittori per creare milioni di account falsi e diffondere disinformazione. RT, il canale di propaganda del Cremlino, è uno dei canali d’informazione più visto di YouTube con più di 2 miliardi di visualizzazioni stimate!

4. Ha già ucciso, e avvelena la democrazia.
La disinformazione ha scatenato linciaggi pubblici in India e Brasile, e ha causato una brutale pulizia etnica in Birmania. Inoltre avvelena la nostra politica. Le notizie false ci hanno lasciato in regalo Brexit, Bolsonaro, e Trump. Stanno distruggendo la fiducia nei mezzi di comunicazioni tradizionali, nelle istituzioni democratiche, e nei leader politici, preparando il terreno per far prendere il potere a degli “uomini forti anti-sistema”. A causa della disinformazione i social media sono diventati una minaccia alla democrazia.

5. Nessuno è immune.
Persone di ogni credo politico sono bersagliate in nome di un piano strategico che vuole separare ed erodere la nostra società. Negli Stati Uniti, l’esercito dei troll russi ha creato una pagina falsa di attivisti afroamericani che ha generato più follower delle pagine ufficiali del vero movimento contro la discriminazione razziale Black Lives Matter! Si pensa che non si cadrà mai in tali inganni, ma ci sono studi che dimostrano che anche le persone più scaltre tendono a credere alle notizie false, e che le persone con più di 65 anni le diffondono con maggior facilità.

La disinformazione semina sfiducia, paura e bugie. Ma conoscendola meglio, sarà più facile fermarla. Condividi queste informazioni con amici e familiari per metterli al corrente della minaccia della disinformazione e continua a leggere per capire come proteggerti.

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5 modi per proteggerci dalla disinformazione1. Se vedi qualcosa, di’ qualcosa!
Non credere a tutto quel che vedi su internet. Hai visto su Facebook un post qualunque con informazioni scioccanti su un candidato politico? Non ti fidare! Confronta i fatti cercando fonti attendibili e se credi che si tratti di un caso di disinformazione, segnalalo qui.

2. Continua a sostenere il giornalismo reale.
La maggior parte dei mezzi di comunicazione tradizionali deve rispettare delle regole che li rende più degni di fiducia di un tizio qualunque con un blog su internet. Non sono perfetti e possono essere di parte, ma si basano nella maggior parte dei casi su fatti reali e possono considerarsi attendibili. Abbonarsi a un giornale di qualità che fa un buon giornalismo è un’ottima mossa per sostenere l’informazione.

3. Sostieni la campagna per ripulire i social media.
Avaaz ha un piano semplice ed efficace per spingere i giganti della tecnologia a curare l’epidemia di disinformazione sui social media: pubblicare una rettifica alle notizie false che siano state verificate da organizzazioni indipendenti. Sostieni la campagna.

4. Non smettere di credere nella democrazia!
L’obiettivo dei troll è quello di creare un clima di sfiducia per far allontanare i cittadini normali dalla democrazia. Quando ciò accade i fanatici e gli estremisti possono prendere il sopravvento. Dobbiamo rimanere presenti, prendere posizione e votare, invitando i nostri amici e parenti a fare altrettanto e responsabilizzare i politici per i quali votiamo.

5. Riponi la tua speranza nell’umanità.
La disinformazione fa leva sulle nostre paure più profonde, appoggiandosi sulla naturale negatività dei nostri pregiudizi, tirando fuori i nostri lati più irascibili e cinici. Ma se impariamo a confrontarci con chi non la pensa come noi, empatizzando, in ascolto e con saggezza possiamo trovare una connessione che supera le nostre differenze. Abbiamo molte più cose in comune di quanto le nostre paure vogliamo farci credere. Se confidiamo in questo, vedremo accadere cose straordinarie.

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La nostra civiltà è la più fruttuosa della storia dell’umanità su molti fronti, dai diritti umani alla democrazia. Siamo sulla buona strada per porre fine alla povertà entro una generazione, e scolarizzare ogni bambino. Non c’è dubbio che questo sia il frutto di democrazia, validi giornalisti, politici responsabili e solidarietà tra le persone. Ma le forze sottese alla disinformazione sono potenti e minacciano di distruggere tutto questo. Non lasciamole vincere, non arrendiamoci!

Con speranza e fiducia,

Ricken, con Iain, Nell, Risalat, Sarah, e tutto il team di Avaaz

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Fonte: AVAAZ

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