Author Archives: maribù duniverse

Anonymous attacca il gruppo terroristico ISIS

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Anonymous

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“Per i cittadini del mondo,
Noi siamo Anonymous.

Gli ultimi eventi  accaduti in Iraq ci hanno costretto, come collettivo, a rivedere le nostre priorità per le prossime operazioni. Il popolo dell’Iraq ha attraversato quasi due settimane di assoluto terrore, un terrore che la maggior parte di noi non conoscerà né proverà mai. Noi siamo tenuti a rispettare un codice d’onore per proteggere coloro che sono indifesi, sia nel mondo cibernetico che nel mondo reale.

Prima della nostra nascita, era già in atto la guerra in Iraq con crimini contro l’umanità senza limiti. Gli Stati Uniti in tutto questo hanno avuto una parte importante. Quando il governo degli Stati Uniti ha deciso di iniziare una guerra inutile con la promessa di petrolio e fondi per il complesso militare industriale, non è riuscito a rendersi conto della gravità di eliminare un capo che controllava un delicato equilibrio capace di mantenere la sicurezza interna. La sua cattura ha portato ad un vuoto di potere. Sì, Saddam Hussein era spietato e violento, ma con questa guerra, gli Stati Uniti sono colpevoli degli stessi reati (ad esempio Blackwater, Abu Ghraib, ecc).

Oggi, ancora una volta l’ Iraq è nel caos a causa del vile e spietato gruppo che vuole creare uno stato “islamico” con l’Iraq e la Siria, riportando i confini post-prima guerra mondiale. Si fanno chiamare ISIS. Questi selvaggi che non hanno religione e morale sono decisi a distruggere ogni cosa che incontrano sul loro cammino, uccidendo e saccheggiando. Devono essere fermati.

Alcuni giorni fa, la loro divisione informatica ha assunto il controllo di uno dei nostri account su twitter “@TheAnonMessage” rivendicando e rilasciando diverse foto della loro aggressione nei pressi di Baghdad. Questi tweet sono stati cancellati. Ci scusiamo per i seguaci di Twitter che hanno dovuto assistere a questa intrusione violenta senza preavviso. Questi sono segnali senza precedenti, comunque sono stati presi provvedimenti per proteggere ulteriormente questo account da qualsiasi futuro tentativo di hack.

Vorremmo anche commentare i media mainstream che stanno spingendo ancora di più alla divisione il popolo iracheno. Il popolo iracheno è costituito da due sette islamiche: sunniti e sciiti. Ci sono anche altri gruppi che comprendono curdi, turcomanni, assiri, cristiani e altri. I media vorrebbero farci credere che ISIS è composto rigorosamente da sunniti e invece l’esercito iracheno è una maggioranza controllata e gestita dalla parte sciita. Questo è falso. I gruppi che sono stati elencati COMPRESI sunniti sono arruolati nell’esercito iracheno e i religiosi sunniti in Iraq hanno chiamato anche i loro seguaci ad unirsi con i loro fratelli sciiti per difendere le loro terre d’origine.

ISIS è un gruppo formato da una setta Takfiri che è considerata da molti prestigiosi chierici ed organizzazioni tra cui Al-Azhar, come non islamici. In realtà, essi li hanno denunciati come “Khawarij” ed hanno dichiarato che devono essere sterminati nelle terre islamiche. È per questo che invitiamo i media mainstream americani a non rilasciare false informazioni che esasperano ulteriormente e che incitano ad altra violenza.

In conclusione, pensiamo di essere nel giusto quando dichiariamo guerra contro coloro che si sono affiliati con l’ISIS e con quelli che li controllano.
Aljazeera hai diffuso bugie allo scopo di sostenere l’Isis, macchiando la tua reputazione. Non ci sfuggirai.
Per lo stato del Qatar, Turchia e Arabia Saudita non sarà possibile sfuggire alla nostra collera. Le prove dimostrano il vostro continuo sostegno all’ISIS. Se ciò non si fermerà subito, saremo costretti a scatenare tutta la nostra legione contro la tua patetica imitazione di cyber-sicurezza.
E agli Stati Uniti: un altro tentativo di foraggiare il vostro complesso industriale militare con il pretesto della sicurezza e della democrazia farà scattare il nostro attacco totale verso le vostre infrastrutture virtuali di governo. Siete stati avvisati.

Anonymous è per la libertà

Siamo anonymous.
Siamo Legione.
Noi non perdoniamo.
Noi non dimentichiamo.
Aspettateci.

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Fonte: Geek Rep

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La piazza come centro sociale e culturale del vicinato

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Il piccolo cinema di vicinato

Hanno preso i tavoli e le sedie della nuova sede del collettivo di giovani che due anni fa occupò il Cinema America e hanno riempito lo spazio del mercato rionale. È l“ottobrata trasteverina”: come ricomporre le relazioni sociali

Piazza San Cosimato, ora di cena di una fredda giornata autunnale. Al contrario del solito, la piazza trasteverina non si è svuotata: alle grida dei bambini si è sostituito il vociare diffuso di trecento persone che, accomodate ai tavoli che hanno riempito lo spazio del mercato rionale, chiacchierano e gridano aspettando la prima ronda di amatriciana. Persone che si incontrano, famiglie che ritornano al rione della loro vita, dal quale si sono allontanate ma che resta sempre nel cuore. È la prima “ottobrata trasteverina”: grazie all’utilizzo intelligente di facebook, un gruppo di trasteverini ha deciso di riportare in piazza “le tavolate de ‘na vorta”, con un’iniziativa totalmente autofinanziata. La prima ronda di pasta arriva, cucinata da un ristorante sulla piazza. Ne seguiranno una seconda e una terza, mentre la quarta e la quinta si sovrapporranno alla prima di pollo arrosto che proviene da un’altra trattoria. Abbondanza alla romana.

Dal piccolo palco montato in piazza si susseguono fra gli applausi stornelli, poesie e canzoni composte per l’occasione, così come lo splendido omaggio al trasteverino Stefano Rosso. Tra le famiglie, gli anziani, i bambini e i gruppi di amici scaldati dal vino, spicca una tavolata ben più lunga delle altre che risalta per l’età al di sotto della media. Sono i ragazzi del Cinema America. Nonostante in larga parte non siano di Trastevere, hanno avuto il privilegio non solo di partecipare, ma anche di collaborare all’organizzazione di un evento i cui biglietti sono volati via in un attimo e al quale in molti non sono riusciti a partecipare. A dirla tutta, molti tavoli e molte sedie sono stati prestati e trasportati proprio dall’ex forno in Va Natale del Grande, la nuova sede del collettivo di giovani che due anni fa occupò il Cinema America. Le stesse sedie che, al principio e alla fine dell’estate, sono servite sempre su quella piazza ad accogliere l’arena gratuita, un Cinema America outdoor che ha acceso San Cosimato con film ed ospiti di prima scelta.

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Il recupero della piazza come centro sociale e culturale del vicinato è un tema caro al collettivo degli occupanti, che ben un anno prima dell’ingresso nell’America avevano già iniziato a fare iniziative in Piazza San Cosimato, Piazza San Calisto e altri luoghi che conservano l’anima di un rione in cui un tempo si viveva più per strada che a casa. Nei due anni di occupazione hanno intrecciato un rapporto strettissimo con tutto il vicinato, fatto di condivisione, collaborazione e presenza giornaliera. Adesso questo rapporto ha raggiunto il suo apice: anche i residenti di Trastevere si stanno attivando per non farsi strappare queste strade e queste piazze dal consumo mordi-e-fuggi, per non lasciar scivolare via quella parte di Trastevere, piccola ma preziosa, che ancora non ha ceduto all’invasione dei locali notturni e del turismo.

Gli organizzatori dell’evento ci tengono a dirlo: questa è solo la prima iniziativa in piazza.  Con il freddo probabilmente sarà più arduo replicare, ma da qualche giorno ogni trasteverino sa che può contare ogni sera su un piccolo e accogliente cineclub per l’inverno.

In Via Natale del Grande 7, alla porta affianco al Cinema America, c’è ora il “Piccolo Cinema America”: uno spazio che qualche giorno dopo lo sgombero è stato lasciato in comodato d’uso per sei mesi dai proprietari ai ragazzi dell’America. Nel giro di qualche settimana è stato tirato a lucido, e fra i macchinari del panificio hanno preso vita una sala cinematografica da cinquanta posti, una sala studio e un cortiletto. L’associazione culturale è la forma che è stata scelta dal collettivo per poter rimanere lì, accanto all’America, in maniera del tutto legale. Con i 2 euro della tessera si ha accesso a tutte le proiezioni ad offerta libera, grandi classici del cinema proposti ogni giorno in doppia proiezione, alle 19 e alle 21,30.

Il Piccolo America, come si legge dal comunicato di inaugurazione, “diverrà uno spazio di diffusione culturale e di condivisione sociale per il rione di Trastevere, i suoi residenti e tutti i ragazzi delle scuole e delle università. Un luogo aperto per le riunioni delle associazioni di quartiere e un centro di aggregazione giovanile. Diventerà anche un osservatorio permanente sulla speculazione edilizia nel mondo delle sale cinematografiche ed in generale degli edifici a destinazione d’uso socio-culturale”. Ai ragazzi dell’America non poteva andare meglio: poter continuare l’attività cinematografica spostandosi solo di qualche metro, mettendo allo stesso tempo pressione sulla proprietà del cinema e sul Comune per risolvere la situazione del “Grande America”.

A proposito, che fine farà il Cinema America? Una domanda che da inizio settembre, quando uno spiegamento spropositato di forze e reparti speciali ha effettuato lo sgombero dell’occupazione, circola incessantemente a Trastevere. “Resterà di nuovo abbandonato per anni” dicono i più scettici, “ci faranno un multisala” affermano i più disillusi, “diventerà una palazzina di mini-appartamenti” sentenziano quelli che non hanno mai creduto che la speculazione edilizia si potesse fermare. Attualmente, nessuno può rispondere con certezza a questa domanda.

Il collettivo dell’America ha fatto la sua proposta. In sinergia con i trasteverini, con gli attori e gli autori del cinema che hanno dato il loro appoggio incondizionato, l’obiettivo dichiarato è quello dell’acquisizione partecipata. In concreto, diverse case produttrici di cinema d’autore si sono dette interessate a salvare un’esperienza così preziosa: una sala da settecento posti che si riempie di giovani, strappati alla pirateria e allo streaming, che hanno riscoperto il piacere di andare al cinema. E così, da settembre ad oggi si è messa su una cordata che unisce il mondo del cinema al territorio di Trastevere: quote di case di produzione, attori ed autori affiancheranno un progetto di partecipazione popolare che prevede quote individuali dei residenti, dei giovani e di tutti gli amici del Cinema America.

Proprio in queste settimane in Comune si svolgeranno degli incontri per valutare la fattibilità di questa proposta, anche in relazione all’apposizione dei vincoli di destinazione d’uso e di tutela dei mosaici che saranno definitivi a partire da fine novembre. La partita è ancora aperta ma a Trastevere tutti sono fiduciosi: dallo sgombero ad oggi già si già è compiuto un piccolo miracolo, con l’inaugurazione del Piccolo Cinema America, perciò nulla esclude che si riesca anche a salvare la storica sala e assieme a lei l’esperienza che negli ultimi due anni ha concretamente impedito che venisse abbattuta.

Per chi volesse partecipare alle proiezioni, oltre alla programmazione completa disponibile sul sito e sui social network, l’evento consigliato è quello di venerdì 31 ottobre: Paolo Virzì e Francesco Bruni presentano “Il capitale umano”, vincitore di 7 David di Donatello e candidato italiano agli Oscar. Intanto, il collettivo dell’America ha appena siglato un accordo di collaborazione con la Cineteca di Bologna e con i vicini Cinema Alcazar e Nuovo Sacher, per cui si proietteranno film classici restaurati dalla Cineteca scontati a 3 euro invece che 6 per tutti soci del Piccolo America e per le classi delle scuole superiori: da qui a gennaio “I 400 colpi”, “Gioventù bruciata”, “Tempi moderni” e “Le mani sulla città”. Perché Cinema America non è più solo il nome di una sala, ma è ormai sinonimo di una determinata maniera di vivere il cinema.

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Fonte: comune info

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Romantica foglia

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Anne Barnes, photo

Anne Barnes, photo

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Il dolce bacio di una foglia…

splendido omaggio della Natura.

(madu)

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