Anonymous – #Operation Megaupload#

 

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Pochi minuti dopo la notizia del sequestro del sito di Megaupload e dell’arresto, da parte della polizia della Nuova Zelanda,  del fondatore Kim Schmitz e dei suoi soci,  Anonymous è passato all’offensiva.   Il movimento hacktivista silenziosamente si è coordinato ed ha  scagliato contro Washington  il più imponente attacco in rete della sua storia. Il suo primo obiettivo, come risulta da diversi messaggi su Twitter, è stato il sito del Dipartimento di Giustizia che immediatamente e stato reso inaccessibile. L’attacco è continuato e con un comunicato Anonymous ha fatto sapere di aver preso di mira circa 5000 obiettivi. Dopo questa imponente azione sembra che il  Congresso abbia bloccato temporaneamente le proposte di legge  SOPA e PIPA contro la pirateria online.

Qui di seguito un elenco dei siti più importanti neutralizzati dagli hacktivisti:

Department of Justice (Justice.gov)
Motion Picture Association of America (MPAA.org)
Universal Music (UniversalMusic.com)
Belgian Anti-Piracy Federation (Anti-piracy.be/nl/)
Recording Industry Association of America (RIAA.org)
Federal Bureau of Investigation (FBI.gov)
HADOPI law site (HADOPI.fr)
U.S. Copyright Office (Copyright.gov)
Universal Music France (UniversalMusic.fr)
Senator Christopher Dodd (ChrisDodd.com)
Vivendi France (Vivendi.fr)
The White House (Whitehouse.gov)
BMI (BMI.com)
Warner Music Group (WMG.com)
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Nel precedente video-messaggio di Anonymous dell’   #Operation Blackout# contro la censura in Internet,  essi avevano esortato i popoli a protestare e contemporaneamente avevano inviato un avvertimento al Governo USA :

Andate in tutti i network IRC, nei social network, nelle comunità online, a comunicare loro dell’atrocità che si sta commettendo. Se la protesta non sarà sufficiente, allora il Governo degli Stati Uniti dovrà vedersela con noi che siamo una legione e faremo una dura opposizione al tentativo di censurare Internet, opereremo in modo da scoraggiare anche qualsiasi altro paese che voglia utilizzare la censura.

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