Nov 6 2017

In risposta all’articolo su Libero: “La Val Susa brucia nell’indifferenza di no-Tav e grillini”

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Ecco dove erano i No Tav

di Luigi Casel

 

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Egregio Direttore, mi scuso per il tempo che dovrà perdere se mai deciderà di leggere queste poche righe. Sono un cittadino della Valle di Susa che, come tutti gli altri miei conterranei, non dorme da molti giorni. La mia terra è stata devastata da terribili incendi e non le nascondo che ho pianto e continuo a piangere nell’assistere a tanta devastazione. Quindi mi comprenderà quando Le dico che le parole scritte sul suo quotidiano da tal Filippo Facci mi hanno ferito profondamente, come hanno ferito tutti i Valsusini sia NO TAV che SI TAV.

Purtroppo noi cittadini non abbiamo molti modi per rispondere alle infamie che vengono scritte da certi giornalisti. Ci restano i Social, dove funziona meglio l’insulto che il ragionamento e il confronto, ma certamente non hanno efficacia nel controbattere alle parole (non confortate dall’esercizio di verifica dell’attinenza alla verità) scritte su un quotidiano come il Suo. Ecco io non la faccio più lunga nella premessa. Volevo solo Lei sapesse che, pur comprendendo che un giornale più urla e più vende, ritengo che ci dovrebbero essere dei limiti e che lo sciacallare su una tragedia ambientale e umana che sta colpendo una popolazione e un territorio intero dovrebbe stare molto lontano da un giornale che ha l’ambizione di fare informazione e financo opinione. Di TAV e NO TAV possiamo parlare per cento anni … Parlarne utilizzando una tragedia mi pare davvero immorale e offensivo.

Concludo rispondendo alla domanda che pone (già dando una risposta) il Suo giornalista “dove cazzo erano i NO TAV?”. Dica per cortesia a Facci che i NO TAV non sono un partito o una squadra di calcio, sono dei cittadini che vivono la loro quotidianità opponendosi a un’opera che ritengono antieconomica, dannosa e inutile. E allora i NO TAV in questi lunghi dieci giorni, insieme a tutti i cittadini della Valle, erano a cercare di fermare le fiamme. Chi sotto il casco della protezione civile, chi sotto quello dei vigili del fuoco, chi sotto i berretti di cittadini comuni che hanno lavorato rischiando la vita e respirando PM 10 oltre dieci volte le soglie di sicurezza.

Erano insomma cittadini che insieme ad altri cittadini hanno fatto il possibile per salvare almeno le case e in Valle di Susa non si è soliti fare queste cose mettendosi magliette di riconoscimento o divise. Forse a Facci sembrerà strano ma una collettività vera vive così. Ci si tira su le maniche e tutti insieme si cerca di reagire alle intemperie della vita. Anche al di là dei tanto sbandierati aiuti di Stato che cita Facci e che qui si sono visti con il contagocce e solo dopo sette giorni di fuoco. Il resto lo abbiamo fatto noi valsusini (NO TAV e non), pensando che così dovrebbero fare tutti, senza troppe lamentazioni e senza troppa ricerca di visibilità.

Disponibile a qualsiasi confronto, La ringrazio e La saluto.

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Fonte: comune-info.net

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Nov 4 2017

Anonymous | 2017 #OpSafeWinter – Operazione inverno sicuro per i senza tetto

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[Update] OpSafeWinter 2017

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Anonymous si sta attivando, e non stiamo parlando di oscurare siti web o di evidenziare la corruzione del governo. Anonymous sta continuando la tradizione di una delle operazioni umanitarie più importanti, OpSafeWinter.
Il collettivo continua la sua operazione, lanciata nel 2013, di mobilitazione di tutti i membri per scendere in piazza, questa volta non per protestare, ma per aiutare i senzatetto, offrendo loro bottiglie di acqua e abbigliamento ove necessario.
Gli hashtags quali #opsafewinter e #ophomeless, ogni anno che passa sono sempre più spesso utilizzati sui social media grazie al successo di questa operazione.
In origine, il loro obiettivo era quello di aiutare durante i mesi invernali o il periodo di Natale i senza tetto, tuttavia, i volontari hanno poi continuato ad aiutarli anche nel calore dei mesi estivi. Secondo un documento anonimo rilasciato, l’obiettivo è di organizzare un evento di massa il 29 luglio e l’altro il 10 dicembre dando il via all’operazione safewinter. Gli stessi risultati dovrebbero essere trovati al momento del check su altre fonti, come i canali IRC e i forum.
Questo cambia definitivamente l’idea stereotipata del famigerato gruppo di “hacker” Anonymous. Il nome del gruppo deriva dal fatto che gli utenti potevano postare commenti su 4chan e rapidamente fu trasformato in un’entità diversa, aiutare gli altri nel bisogno è una grande idea a prescindere dal nome dietro il movimento.
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Se volete partecipare all’evento si prega di controllare i link qui sotto :
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Grazie a pixabay per la foto:
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Fonte: anonhq.com
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Anonymous consiglia:
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 Anonymous News Headquarters 
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