Feb 14 2014

Europa a sinistra: Lista Tsipras «social forum»

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di Vittorio Agnoletto

L’esperienza di Genova 2001 può aiutare a costruire una lista senza veti né primogeniture

Final­mente anche in Ita­lia in vista delle ele­zioni euro­pee si affron­tano le grandi que­stioni con­ti­nen­tali e glo­bali.
Tutto ciò è un bene, infatti nelle isti­tu­zioni euro­pee ven­gono assunte, spesso nel più totale silen­zio, molte delle deci­sioni desti­nate ad inci­dere sul nostro futuro.
È il caso del TTIP, il Tran­sa­tlan­tic Trade and Invest­ment Part­ner­ship. L’accordo com­mer­ciale che l’UE sta trat­tando con il Nor­da­me­rica pre­vede la pos­si­bi­lità che una mul­ti­na­zio­nale chieda i danni ad un Paese nel quale ha inve­stito, qua­lora ven­gano appro­vate leggi che impon­gano all’azienda la rea­liz­za­zione di nuove misure ad esem­pio a tutela della salute dei lavo­ra­tori o della sal­va­guar­dia dell’ambiente.

La mul­ti­na­zio­nale avrebbe diritto ad esi­gere un risar­ci­mento per il dimi­nuito gua­da­gno deri­vante dagli obbli­ghi di legge appro­vati. I par­la­menti diven­te­ranno ancor più pru­denti: la volontà popo­lare e la sovra­nità nazio­nale ver­reb­bero così pie­gate al ricatto di risar­ci­menti miliar­dari.
In que­sto stesso periodo l’Unione Euro­pea sta cer­cando di imporre ai Paesi ACP (Africa, Caraibi e Paci­fico) gli EPA, Accordi di par­te­na­riato eco­no­mico, che pre­ve­dono l’ eli­mi­na­zione delle bar­riere pro­te­zio­ni­sti­che in nome del libero scam­bio. Le nazioni afri­cane saranno costrette a togliere i dazi oltre ad aprire i loro mer­cati alla con­cor­renza, men­tre l’UE stan­zia 50 miliardi/anno per soste­nere le grandi mul­ti­na­zio­nali agri­cole euro­pee. Le con­se­guenze saranno dram­ma­ti­che: i con­ta­dini afri­cani, non potranno com­pe­tere con i prezzi sus­si­diati dei grandi agri­col­tori euro­pei. Ma anche migliaia di pic­coli pro­dut­tori agri­coli euro­pei saranno obbli­gati a chiu­dere le loro atti­vità. (cfr. l’appello lan­ciato insieme ad Alex Zano­telli su www.ildialogo.org).

L’illegalità dei capi­tali “legali”

L’Ue è un vero e pro­prio Paese di Ben­godi per le grandi Cor­po­ra­tion: Fiat/Chrysler spo­sterà la pro­pria sede in Olanda e il domi­ci­lio fiscale in Gran Bre­ta­gna per sfrut­tare al meglio le diverse forme di tas­sa­zione esi­stenti all’interno della stessa Europa. Un sistema fiscale unico sarebbe asso­lu­ta­mente neces­sa­rio, ma le oppo­si­zioni sono for­tis­sime a comin­ciare dalla City lon­di­nese, un vero e pro­prio stato indi­pen­dente all’interno dell’Ue. Molti para­disi fiscali, come docu­men­tato da Libera e dal net­work inter­na­zio­nale Flare, sono in Europa o in ter­ri­tori d’oltremare di Paesi euro­pei.
La Troika men­tre impone poli­ti­che di lacrime e san­gue a 500 milioni di per­sone, faci­lita l’evasione fiscale e la fuga di capi­tali, sot­traendo cospi­cue risorse che potreb­bero essere uti­liz­zate per evi­tare i tagli allo stato sociale.

Le vio­la­zioni dei diritti

Andreas Fischer Lescano, pro­fes­sore di diritto euro­peo a Brema, ha denun­ciato come i recenti prov­ve­di­menti della Troika vio­lino quanto scritto nella Carta dei diritti fon­da­men­tali dell’UE. Il comi­tato per i diritti sociali del Con­si­glio d’Europa ha iden­ti­fi­cato 180 vio­la­zioni della Carta Sociale Euro­pea.
La Com­mis­sione Euro­pea cerca di ridurre al minimo la pos­si­bi­lità dei par­la­menti nazio­nali di discu­tere le deci­sioni di Bru­xel­les, pro­ce­dendo a colpi di rego­la­menti.
Tutte le deci­sioni in campo economico/finanziario sono state assunte con la bene­di­zione dei gruppi par­la­men­tari dei popo­lari, socia­li­sti e libe­rali, senza alcuna signi­fi­ca­tiva distin­zione. Gli stessi gruppi che hanno appro­vato nel 2008 la diret­tiva che ha auto­riz­zato fino a 18 mesi il trat­te­ni­mento dei migranti nei Cie.
E troppo sem­plice dimen­ti­carsi che a Bru­xel­les i nostri governi, senza distin­zione tra destra e cen­tro­si­ni­stra, sosten­gono simili scelte. .

Lista Tsi­pras da non perdere

È evi­dente la neces­sità di avere, anche in quei luo­ghi, un’efficace e orga­niz­zata pre­senza anti­li­be­ri­sta.
Aumen­tare l’efficacia di que­sta pre­senza deve essere l’obiettivo della lista Tsi­pras.
Ale­xis, in una recente inter­vi­sta, ha ricor­dato come l’esperienza di Genova 2001 sia stata all’origine del per­corso che li ha con­dotti fino a Syriza.
Quando Tsi­pras pone tra le con­di­zioni per for­mare una lista nel suo nome, quella di: «…non esclu­dere nes­suno. Si deve chia­mare a par­te­ci­parvi e a soste­nerla prima di tutto i sem­plici cit­ta­dini, ma anche tutte le asso­cia­zioni e le forze orga­niz­zate che lo vogliono» mi è venuto spon­ta­neo tor­nare con la mente al Genoa Social Forum, all’esperienza più inclu­siva che il movi­mento sia stato capace di costruire negli ultimi decenni nel nostro Paese.
Non un mira­colo, ma la con­sa­pe­vo­lezza che l’unità attorno ad obiet­tivi con­di­visi, era il nostro «bene comune» più pre­zioso, ed infatti il potere si è sen­tito in peri­colo e ha rea­gito con tutta la sua vio­lenza…
L’opportunità è grande e forse anche unica, cer­chiamo di coglierla tutti quanti insieme, senza veti né primogeniture.

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Fonte: controlacrisi.org

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Approfondimento

Elezioni Europee 2014 | Chi è Alexis Tsipras

SYRIZA  (Coalizione della Sinistra Radicale)

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Feb 13 2014

La musica prodotta dal basso: il CD dei Rua Port’Alba

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Il nuovo CD dei Rua Port’Alba sarà prodotto dal basso, con la Marotta&Cafiero Recorder, perché crediamo in questa forma di partecipazione attiva alle produzioni culturali.

Chi siamo:

Il gruppo “Rua Port’Alba” è stato fondato nel ’90 da Massimo Mollo e Marzia Del Giudice e si occupa oramai da 23 anni di uno sviluppo della musica e della poetica tradizionali verso un uso moderno di strumenti classici e popolari.

Attivi dal 1990 i Rua Port’Alba hanno partecipato ad innumerevoli manifestazioni in Italia ed Europa di tipo folkloristico, politico, sociale, tradizionale, tra cui “Incanto 97” per l’Istituto Ernesto De Martino di Sesto Fiorentino e tra i Festival: Suisio 99 – Chiasso 2000 – “Percussionistica” 2000 (PG) – Francoforte 98 – Summonte 2003 e 2004 e Scapoli 2003 e, nel campo della canzone d’autore, sono stati nel 2000 finalisti alla rassegna nazionale dell’Arci “io preferisco cantautore”. Dal 2005 al 2010 Massimo e Marzia, inguaribili organizzatori del sogno, hanno interrotto il loro percorso musicale per fondare una cooperativa sociale (Cantolibre) dedicata soprattutto alla musica (con un piccolo teatro) e all’arte in generale. Questa esperienza, se pur conclusa, ha lasciato un‘idea di organizzazione dell’arte che speriamo qualcuno riprenda: un teatro gestito da musicisti x i musicisti.

In realtà la nostra storia è ben più ampia, la musica fa parte di un modo di vivere la nostra epoca e le nostre possibilità in questo mondo. Il nostro essere dedicati alla trasformazione della società in senso egualitario ci ha portati ad usare la musica come strumento e non come fine. Musica per educare, per trasformare, per raccontare, come diceva la grande artista cilena Violeta Parra, la differenza tra il vero e il falso e non per ottenere un applauso, musica che ci ha portato centinaia di volte tra i folli, i carcerati, i lavoratori in lotta, i disoccupati, i bambini disabili…dovunque, insomma, essa doveva aprire strade e chiudere ferite.

Per la nostra storia, che non è breve, rimandiamo tutti al
nostro sito e alla
nostra pagina facebook

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Il progetto cd

Storia di uno

Questa è una storia come quelle di “c’era una volta….e c’è ancora ora”, una storia normale, di gente normale, di persone che lavorano, quindi una storia eccezionale e fantastica, perché eccezionale è la capacità delle persone “normali” di rimanere dignitose e forti nella nostra epoca e nella nostra città…

Ve la raccontiamo brevemente, poi la vivrete attraverso le parole che riempiono la musica che a sua volta condisce le parole…

Raccontano la storia, come in un coro greco, due voci che potrebbero essere i protagonisti o chi gli è stato vicino: la sorella, un amico, lo stesso interprete principale e i brani musicali sono autonomi e nello stesso tempo facenti parte di un percorso simile a quello di tante persone.

L’apertura è una preghiera laica, che tutti i protagonisti di questa storia rivolgono a una entità, al loro Dio, che sia di qualsiasi religione o che sia la natura stessa.

Da un padre pescatore e dal suo dolore inizia e continua la vita di un bambino, ragazzo, uomo.

Crediamo che sia fondamentale la partecipazione di tutti i coproduttori (voi) nello sviluppo di questo progetto. Quello che chiediamo non è soltanto il pre-acquisto a 10 € del nostro cd, ma visto che metteremo in rete, in tempo reale, tutto il lavoro che stiamo facendo, vi chiediamo anche una vera partecipazione.
Sulla nostra pagina facebook ci sarà lo svolgimento della nostra esperienza, per cui ogni parere, parola e consiglio saranno ascoltati.

Le registrazioni si stanno effettuando presso il TP studio al Parco Comola Ricci (Napoli) a cura di Antonio Esposito e Martina Mollo.

I musicisti del gruppo sono:
Massimo Mollo (testi, musiche, chitarre), Marzia Del Giudice (voce), Martina Mollo (arrangiamenti, pianoforte, fisarmonica, voce), Antonio Esposito (Batteria, percussioni), Caterina Bianco (violino, voce), Roberto Giangrande (basso, contrabbasso), Gianluca Mercurio (percussioni).

Ospiti:
Antonello Paliotti, Gennaro Petrone, Carlo Cerciello, Imma Villa, Daniele Sepe, Charles Ferris, Raffaele Carotenuto, Maurizio Saccone, Leonardo Massa, Edo Notarloberti, Luigi Della Notte, Auli Kokko, Cristina Florio e decine di amici, compagni, bambini.

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Come sostenere il progetto:

Per sostenere questo progetto, diventando a tutti gli effetti coproduttori del cd e partecipando attivamente alla sua realizzazione, basta prenotare il numero di quote/copie desiderate cliccando sul pulsante “SOSTIENI” (in alto a sinistra di questa pagina) e seguendo la procedura guidata di registrazione gratuita al sito e prenotazione.

Alla scadenza del progetto, se sarà raggiunto il numero di quote necessario a finanziarlo, vi sarà chiesto di anticipare il pagamento delle quote prenotate.
Avremo così modo di recuperare la somma necessaria a stampare cd, copertina e booklet.

Appena ultimata la fase di produzione, verosimilmente a fine marzo-aprile 2014, riceverete le vostre copie del cd che avete coprodotto nelle modalità da voi scelte: spedizione a casa o ritiro a Napoli presso i punti di distribuzione che vi segnaleremo.

Questo non è dunque un semplice acquisto, bensì una partecipazione più consapevole all’intera produzione del nostro lavoro discografico.
Vi terremo informati sul procedere delle varie fasi del progetto coinvolgendovi anche in alcuni passaggi.

Grazie in anticipo a tutti quelli che vorranno sostenerci.

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Perché la Marotta&Cafiero Recorder:

Tutta la nostra storia è attraversata dall’impegno sociale e politico. Molto di questo è stato svolto a Secondigliano e Scampia (periferia nord di Napoli), lì dove ha vissuto e lavorato Felice Pignataro, dove ancora lotta Mirella, la sua compagna, dove lavora il Gridas e la splendida famiglia di Felice. Da dove sono ripartiti la Marotta&Cafiero, innovatrice e coraggiosa casa editrice, i Vodisca teatro e dove parte della storia che presentiamo nel cd è ambientata.

Tutta la nostra esperienza artistica e di impegno ci ha portati quindi naturalmente a scegliere di produrre in condivisione e appunto “dal basso” il nostro lavoro, la stessa squadra di lavoro è formata, oltre che dalla stessa casa editrice, da amici e da compagni di viaggio come i finti-illimani.

La Marotta&Cafiero è da poco anche casa discografica e inaugurerà con noi un nuovo esperimento: l’inserimento nella custodia, insieme al cd del nostro lavoro, di un cd vuoto che ognuno potrà masterizzare per moltiplicarne così la diffusione.

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Contatti:

Massimo Mollo, Marzia Del Giudice, Martina Mollo:
081.445453 / 331.3361948 / 347.5700701 / 345.3473190
ruaportalba1@alice.it
sito: http://ruaportalba.wix.com/ruaportalba

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Fonte: produzionidalbasso

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Feb 11 2014

Il Governatore di Washington sospende la pena di morte

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Olympia 11 febbraio 2014, Wash. — Il governatore di Washington, Jay Inslee, martedì  ha annunciato che nello Stato sarebbe stato sopeso l’uso della pena di morte, tale annuncio dovrebbe spingere tutti  i funzionari a “partecipare ad un crescente dibattito nazionale sulla pena di morte.”

Il Governatore Inslee, democratico, ha detto che questa decisione è stata presa dopo mesi di approfondimento ed analisi, incontri con i familiari delle vittime, magistrati e forze dell’ordine.

“Ci sono stati troppi dubbi sollevati sulla pena di morte, ci sono troppe falle nel sistema di oggi”, ha riferito in una conferenza stampa. “C’è troppo in gioco per accettare un sistema imperfetto.”

Il governatore Inslee ha continuato dicendo: “L’uso della pena di morte è  incoerente e ineguale”.

La moratoria significa che se un caso di pena di morte arriverà alla scrivania del governatore, egli sospenderà l’esecuzione, che non significa grazia e non un commutare le sentenze dei condannati a morte.

Il governatore Inslee ha anche precisato che “Nessuno sta uscendo di prigione”.

L’anno scorso, il Maryland ha abolito la pena di morte, il 18 ° Stato a farlo e il sesto negli ultimi sei anni.

Nove uomini attendono l’esecuzione presso il Washington State Penitentiary in Walla Walla. La Corte Suprema di Stato solo il mese scorso ha respinto una petizione per il rilascio di un detenuto nel braccio della morte, Jonathan Lee Gentry, che è stato condannato per l’omicidio di una ragazza di 12 anni nel 1988. Mr. Gentry potrebbe essere la prima esecuzione nello stato dal settembre 2010, quando Cal Coburn Brown morì per iniezione letale nel 1991 per l’omicidio di una donna di Seattle. Una sospensione federale era stata recentemente chiesta nel caso Gentry, e questo mese  prima della sua esecuzione era stato previsto un dibattimento.

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Fonte: The Washington post

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Feb 8 2014

il Film: “A proposito di Davis” di Joel e Ethan Coen

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A proposito di Davis

 di Joel e Ethan Coen

(USA/Francia – 2013)

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di Marcello Polizzi

Dall’interno di una metropolitana, che viaggia su sonorità tipicamente sixties, un gatto osserva disorientato le luci delle varie fermate che all’esterno velocemente si susseguono: il genio irriverente dei fratelli Coen ci conduce così dentro Llewyn Davis. Potrebbe essere infatti questa breve scena a racchiudere il punto di vista del protagonista della storia, musicista talentuoso ma incompreso e senza fissa dimora nel mondo in perenne mutamento del Greenwich Village dei primi anni ’60. E così come le stazioni di una metro segnano un percorso circolare destinato a ripetersi, anche il film presenta una struttura simile, svolgendosi nell’arco di un’intera settimana. Ma partenza ed arrivo non per forza coincidono e spesso il tragitto è guidato dalla sorte, alle volte cattiva.

Spinto in un vagabondaggio dai rimandi omerici, Llewyn aspira ad affermare la sua musica. Desiderio questo condiviso da molti altri attorno a lui, nel delicato periodo di passaggio dal sogno americano ai conflitti del Vietnam e di tutto il decennio a venire, in cui i giovani non vedranno certezze. L’abilità dei registi di Minneapolis sta proprio nel mostrare un vivido ritratto di quest’epoca non cedendo mai alla mera celebrazione, ma suggerendo attraverso dettagli e rimandi l’atmosfera di quegli anni.E fulcro di quest’operazione non poteva che essere la musica, vero mezzo di ribellione giovanile nell’America di allora. Lontani però da una nostalgia all’AmericanGraffiti, i Coen si ispirano alla vita del misconosciuto cantante folk ed intimo amico di Bob Dylan, Dave Van Ronk e mostrando così l’altra faccia della medaglia, portano sullo schermo una nuova storia di outsider, aggiungendo un volto nuovo alla loro galleria, ed uno dei più belli.

Pur costituendo una sorta di summa della poetica coeniana, A proposito di Davis presenta una vena fortemente intimista rispetto alle pellicole precedenti, facendo di una storia individuale una sorta di cassa di risonanza per il mondo in cui essa è calata. Sarà il folk di Llewyn a farsi portavoce di quel disagio generazionale e così esso non piacerà agli amanti di musica antica né tantomeno al vecchio jazzista Turner, ma non sarà neppure vendibile, come le canzoni di Jim o Troy. Il conflitto interiore che ne consegue tratteggia così la figura dell’artista che crede intimamente nel suo lavoro e rifiuta di piegarsi del tutto all’industria discografica, che di lì a poco avrebbe comunque sfruttato la nuova ondata culturale. Da tutto ciò deriva forse il suo insuccesso, frutto semplicemente di un destino sbagliato di cui i Coen si fanno implacabili artefici e che rende Llewyn Davis vittima dei suoi tempi, quei tempi che, come pochi anni dopo qualcuno cantava, stavano cambiando.

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TRAILER

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SCHEDA DEL FILM

Titolo originale: Inside Llewyn Davis
Regia: Ethan Coen, Joel Coen
Interpreti: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, John Goodman, F. Murray Abraham
Origine: Usa 2013
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 105′

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Feb 8 2014

Io non ho bisogno di denaro

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Alda Merini

Alda Merini

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Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all’orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

(Alda Merini)

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