Monthly Archives: Febbraio 2013

Grecia: la fabbrica Vio.Me. parte con l’autogestione

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“Siamo coloro che impastano, eppure non abbiamo pane,
siamo coloro che scavano il carbone, eppure abbiamo freddo.
Siamo coloro che non hanno nulla, e stiamo venendo a prendere il mondo”
Tassos Livaditis (poeta greco, 1922-1988)

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Le macchine dell’autogestione sono state accese!

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Dopo tre giorni di intensa mobilitazione, la fabbrica della Vio.Me. ha iniziato la produzione sotto il controllo operaio! E’ il primo esperimento di autogestione industriale nella Grecia colpita dalla crisi, e i lavoratori della Vio.Me. sono convinti che questo sarà solo il primo di una serie di tentativi simili.
La mobilitazione è iniziata con una grande assemblea dei lavoratori, associazioni solidali e individui in un teatro centrale domenica sera. Qui si è discussa l’evoluzione del movimento di solidarietà, e ognuno ha avuto la possibilità di parlare al microfono e dire la sua rispetto alla lotta dei lavoratori.
Lunedì sera c’è stata una marcia nel centro della città seguita da un enorme concerto in sostegno alla lotta con diversi gruppi folk e famosi cantanti. Tra questi c’era anche Thanassis Papakonstantinou, uno dei più importanti cantautori greci contemporanei che fa “parte del movimento” con il suo appoggio, sia nelle parole che nei fatti, ad una costruzione di una società autorganizzata. La partecipazione ha superato le aspettative di chiunque. Purtroppo circa un migliaio di persone non sono riuscite a entrare, dato che lo stadio era pieno. Il momento migliore della serata è stato quando i lavoratori hanno preso il microfono e spiegato la loro visione di una società diversa, basata sulla giustizia sociale, la solidarietà e l’autorganizzazione. Cinquemila persone hanno applaudito, urlato e cantato canzoni di sostegno. E’ stato in quel momento che ci si è resi conto del fatto che questo lotta è sul punto di vincere!

La mobilitazione è proseguita questa mattina con una vivace marcia verso la fabbrica. Gli operai erano già al loro posto e la produzione è stata avviata in modo trionfante di fronte alle telecamere di media nazionali, internazionali e alternativi. I lavoratori hanno organizzato un tour attraverso la fabbrica spiegando i dettagli del processo produttivo ai giornalisti e ai partecipanti che si trovavano lì in sostegno al movimento. C’è ancora molta strada davanti: i costi della produzione sono alti, l’accesso al credito è impossibile ed entrare nel mercato in tempi di recessione è difficile. I lavoratori sono comunque ottimisti: i ricavati del concerto, le donazioni ricevute da gruppi solidali e da individui che sono state raccolte sul sito dovrebbero permettere alla fabbrica di rimanere a galla nei primi mesi. E il supporto dei movimenti sociali significa anche che molti dei prodotti verranno distribuiti attraverso la rete di economia sociale e solidale. I lavoratori della VIO.ME stanno già cercando di produrre nuovi prodotti puliti, basati su ingredienti non tossici ed ecologici, adatti per l’uso domestico. La fabbrica produce prodotti edili di qualità (malta, intonaco, pasta adesiva per piastrelle, materiali per saldatura, malta liquida…) e gli operai sanno bene come migliorare la qualità anche abbassando i costi di produzione e, quindi, i prezzi dei prodotti. La sfida è ora trovare un mercato per questi materiali, che purtroppo sono troppo voluminosi per essere trasportati lontano e andranno quindi venduti in Grecia o nei vicini Balcani. I 40 lavoratori della VIO.ME. E centinaia di partecipanti al movimento di solidarietà hanno vissuto per tre giorni un’esperienza indimenticabile, che comunque è solo l’inizio di un percorso lungo e difficile. Ora più che mai abbiamo bisogno di essere uniti e forti, determinati a costruire un nuovo mondo basato sulla solidarietà, la giustizia e l’autorganizzazione.

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La lotta per l’autogestione della Vio.Me.

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I lavoratori della Vio.Me, una fabbrica edile di Salonicco, in Grecia, abbandonata dai suoi proprietari, non vengono pagati da maggio 2011. Con una decisione presa nell’assemblea generale, gli operai hanno deciso di occupare la fabbrica e gestirla sotto il controllo democratico degli operai.
Dopo una lotta durata un anno che ha attirato l’attenzione e la solidarietà in Grecia e in tutto il mondo, i lavoratori hanno dato il via alla produzione il 12 febbraio 2013, dopo tre giorni di mobilitazione.

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Cosa puoi fare per sostenere la lotta?

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-Diffondi il messaggio! Inoltra queste informazioni ai tuoi amici, ai tuoi contatti e organizzazioni. La nostra arma contro la repressione è la connessione con la società! Il segreto del nostro successo sono i forti legami con la comunità.

-Contribuisci economicamente! Il costo della produzione è alto e i primi mesi saranno critici. I lavoratori hanno un solido business plan e sono molto ottimisti rispetto al successo di questa impresa, però ci vorrà del tempo per inserirsi nel mercato. Contribuiamo tutti affinchè questo possa accadere! Clicca sul pulsante “Donate”, qualsiasi cifra va bene!

-Organizzati nel tuoi luogo di lavoro, nel tuo quartiere, nella tua città! Promuovi una reale autogestione senza bisogno di intermediari, politici professionisti o burocrati! Costruisci cooperative e assemblee di quartiere, proteggi I beni collettive, promuovi una nuova socialità basata sulla vicinanza, il mutuo soccorso e la solidarietà!

-Inviaci ogni domanda o qualsiasi dichiarazione di solidarietà all’iniziativa di solidarietà aperta di Salonicco all’indirizzo protbiometal@gmail.com. I lavoratori saranno felici di sentire il calore della solidarietà dall’estero!

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Fonte:  Vio.Me

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Anonymous # Hacked by LndTm 2013 Italian crew # – Attaccato il sito del Tribunale di Milano e della Polizia Penitenziaria

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Hacked by LndTm 2013 Italian crew

Preparatevi ha inizio l’apocalisse!
E’ la fine per un nuovo inizio.

Sta arrivando come l’ira di DIO il vero cambiamento per i giovani del popolo italiano.
La giovane Italia degli italiani che lavorano e sono stufi di essere presi per il culo, derubati,

maltrattati dai quei delinquenti che ci governano e da tutte le lobby che li supportano.
Da adesso pagheranno per tutto quello che hanno fatto

RIVOLUZIONE DIGITALE

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Il sito del tribunale di Milano sotto attacco.
Il 16 febbraio, al posto della classica home page, all’indirizzo Tribunale.milano.it è apparsa la scritta «Hacked by LndTm 2013 Italian crew», che riporta al gruppo italiano degli hacktivisti di Anonymous.

Nella mattinata di sabato 16 febbraio, sono stati segnalati problemi anche al sito del Dipartimento amministrazione penitenziaria nazionale (Dap). La home page del sito è risultata irraggiungibile. Il problema è stato risolto solo verso le 14.00.

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Cinema: “Viva la libertà” – Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua

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Viva la libertà

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A chi esita

Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.

E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze.

Ha preso
una apparenza invincibile.

E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può più mentire.

Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha travolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?

Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

Bertold Brecht

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L’idea, nonostante la notorietà cinematografica del tema del doppio, è fresca e originale. Due fratelli, gemelli, e un cambio di ruoli. Uno, il segretario del principale partito d’opposizione italiano, l’altro, uno scrittore e filosofo con trascorsi in manicomio. Entrambi interpretati dall’ennesimo Toni Servillo «in stato di grazia», o qualsiasi altro tipo di elogi sotto forma di frasi lampo che scrivono i giornali “veri” e che vengono sempre incollati in bella vista con 4 stelle accanto, sulle locandine o negli intervalli di nero tra una scena e l’altra dei trailer. Ma torniamo a noi, anzi a loro: Enrico Olivieri, il politico, e Giovanni Ernani, il fratello filosofo che firma i suoi libri con tale pseudonimo, ispirato forse dal romantico “Hernani” di Victor Hugo.

E’ certamente tanto provocatoria quanto irresistibile la decisione di Roberto Andò di far ritrovare da un giorno all’altro un “matto” ad un soffio dal governare il Paese, ma è anche vero che l’assistente del segretario di partito, Andrea Bottini (un “abbottonato” Valerio Mastrandrea), sussurrerà a Giovanni Ernani un’illuminante e comica confidenza: «Sa cosa mi spaventa? Che io uno come lei lo voterei». E’ proprio qui che Roberto Andò sembra riuscire a farci capire meglio di qualsiasi altro momento del film, quanto l’Italia si trovi in una condizione disperata, dove in un mare di finzione, di discorsi privi di senso perché preparati da altri, di ipocrisia, di illegalità legalizzata è forse l’aspetto puramente umano, vero e reale che manca completamente del tutto, trasformando la politica in una sottoforma di reality incomprensibile, e soprattutto finto.

E non è infatti assolutamente un caso il parallelo accostamento tra cinema e politica che si sussegue per tutto il film. Non è ovviamente un caso che Enrico Olivieri si ritroverà sul set di un film, mentre il fratello risponderà alle domande dei giornalisti increduli di fronte al suo cambio di condotta politica. Viva la libertà per quanto sia evidente trovi ispirazione al governo Berlusconi e all’inesistenza di un’opposizione concreta di sinistra, riesce ad essere attuale ancor di più oggi, con un Grillo (un comico per l’appunto, che non pochi chiamano o hanno chiamato “pazzo”) urlante alle piazze piene, mentre nel backstage di chissà quale studio televisivo i politici dei partiti “veri” rileggono i fogli con i loro discorsi mentre qualcuno gli trucca la faccia. Non è certo questa la sede per parlare di politica, e d’altronde con i miei 21 anni e ammetto, un interesse esponenzialmente inferiore rispetto alla mia cinefilia, non avverto nemmeno di avere la maturità per parlarne approfonditamente, avendo inoltre vissuto in un Paese in cui dalla mia nascita (o quasi) è esistito sempre e solo il nome di Silvio Berlusconi, eppure è abbastanza evidente che l’unico che in questo momento in Italia stia facendo una vera campagna elettorale, girando le piazze dell’Italia è Beppe Grillo, un comico, un “pazzo”, ma che riesce a creare un dialogo perché capace di farsi capire, proprio come il Giovanni Ernani camuffato da suo fratello gemello Enrico Olivieri.

«Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua» dice Toni Servillo per bocca di Giovanni Ernani usando le parole dell’ode “A chi esita” di Bertold Brecht e lo spettatore, passo dopo passo, finisce anche lui per sognare e credere in quest’uomo uscito dal nulla e conosciuto da tutti, riuscendo a convincersi, forse anche solo per un secondo, che il cambiamento è possibile. Ma poi, nell’ultima scena del film, tra un “ta-ra-ri” e un’inquadratura alle scarpe, la delusione si confonde alla presa di coscienza, lasciandoci immobili sulle poltrone, ancora per qualche secondo, prima che le luci si riaccendano e si possa ridere di gusto confrontandosi sul film.   ( Alessia Paris )

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Fonte: CINEMA BENDATO

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