Monthly Archives: Gennaio 2010

Uzbekistan: Petizione a difesa di Umida Akhmedova

Un’altra allucinante storia. Difendiamo questa coraggiosa fotoreporter che non ha fatto altro che ritrarre con delle foto le usanze e i costumi della propria gente. (madu)

 

 Uzbekistan: blogger a difesa della fotografa Umida Akhmedova

 

 

Global Voices ha già affrontato la storia della fotografa-documentarista uzbeca Umida Akhmedova
[in], accusata di avere insultato e diffamato i cittadini e le
tradizioni del Paese. La vicenda ha provocato indignazione tra
giornalisti locali e stranieri, fotografi e utenti di Internet.

Attualmente oltre 700 persone di diversi Paesi ha firmato la petizione online
[in] “Protest and Anger” [Protesta e Rabbia] promossa dalla Coalizione
Internazionale di Giornalisti “Caucasia”. Anche tra i blogger la
discussione appare vibrante.

 

FIRMA LA PETIZIONE

 

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Approfondimento:

17.12.2009

Uzbekistan:
Fotografa Umida Akhmedov accusata di diffamazione

 

Da:
"Fergana.Ru

In Uzbekistan a Tashkent la
famosa fotoreporter e documentarista Umida Akhmedova è stata inquisita per
aver infranto gli articoli 139 (diffamazione) e 140 (insulto),
potrebbe essere condannata alla detenzione fino a sei mesi o da
due a tre anni di lavoro rieducativo.


Il capitano Nodir
Akhmadzhan, giudice istruttore, del Dipartimento Regionale degli Affari Interni (RDIA) del
quartiere Mirabad di Tashkent informa che contro Umida Akhmedova sono state depositate denuncie per diffamazione e ingiuria. La
causa era stata avviata dall’Agenzia uzbeka per la Stampa e
Informazione contro la fotografa e gli autori che con l’Ambasciata
svizzera hanno collaborato alla realizzazione di una serie di libri e
film. Il reato più grave è legato alla raccolta di fotografie
pubblicate nel 2007 dal titolo “Donne
e uomini: dall’alba al tramonto
”.

L’album è composto da
110 fotografie che ritraggono i diversi aspetti della vita quotidiana
in Uzbekistan.


Il caso di
Umida Akhmedova è nato solo dal parere espresso da alcuni esperti della
Procura della città di Tashkent. L’album fotografico ha "insultato
e diffamato il popolo uzbeko". Al tempo stesso, non è chiaro
come una fotografia (nessun fotomontaggio, nessuna forzatura) possa
essere considerata "un insulto" o una "diffamazione".
Così come non è ancora chiaro, chi e quando, l’Agenzia uzbeka
Stampa e Informazione o la struttura dello Stato, rappresenteranno
l’onore offeso del popolo uzbeko.

Umida Akhmedova ha detto
che è stata convocata dalla polizia per la prima volta il 17
novembre. Il giudice istruttore  Akhmadzhan per telefono la invitò al
dipartimento (RDIA) di Mirabad per spiegazioni in merito
all’album "Donne e uomini: dall’alba al tramonto”. L’interrogatorio è durato 2 ore, sull’album e sui
film-documentari "Uomini e donne: nei riti e rituali" e
"L’onere della verginità".

Umida Akhmedova ha riferito  al “Fergane.Ru":  "Mi ha detto che insultavo il mio popolo – ha raccontato – ed è rimasto
molto perplesso davanti al termine etnografia. Probabilmente non sa
nemmeno che cos’è. Gli ho detto che mi limito a fotografare le usanze,
i costumi popolari, che non c’è una sola foto preparata prima. Ma
continuava a dire che io calunniavo la mia gente".

Questa è la
conversazione con il capitano della milizia Nodir Ahmadzhan
tenutasi il 16 dicembre. Il giudice dopo il colloquio ha
concluso che, Umida Akhmedova autore dell’album di foto, da
testimone passa va ad indagata e che quindi doveva cercarsi un avvocato.

NOTA: Umida Akhmedova è nata nella città di Parkent,
l’Oblast di Tashkent in Uzbekistan. Nel 1986 si è laureata al
dipartimento di fotografia di All-Sovietica Istituto Statale di
Cinematografia (Assic) a Mosca, diventando il primo operatore di
sesso femminile in Uzbekistan. Come regista cameraman ha prodotto
almeno 10 film. Dalla metà del 1990 si è dedicata solo alla
fotografia. Nel periodo 2003-2005, a Tbilisi ha presentato una
mostra personale durante la Conferenza Internazionale "Genere e
mass media”. Nel 2004, Umida Akhmedov ha vinto il Gran Premio nella
categoria "Fotografia Contemporanea in Asia centrale", al
Concorso Inter-Press Photo Russia. Nel 2006 la sua mostra personale
si è tenuta a Copenaghen. Ha partecipato alla realizzazione del film
documentario "L’uomo e la donna nei riti e rituali" e
"L’onere della verginità", quest’ultimo è stato
considerato molto controverso e ha creato una vera e propria tempesta
in Uzbekistan.

 

05/01/2010

 

Attualmente la coraggiosa fotoreporter è ricercata come una latitante dalla stessa milizia speciale che da’ la caccia ai terroristi.

 

 


Greenpeace: No al Nucleare! Entra in azione!

Mobilitiamoci prima che sia troppo tardi! Questi signori non si fanno scrupoli e non scherzano. (madu)

 

La delega nucleare al Governo prevista dalla Legge 99/2009
cerca di imporre la localizzazione delle centrali, schiacciando le
competenze delle Regioni e ignorando le scelte dei cittadini.

 

 

GREENPEACE Campagna contro il nucleare.

 


Internet: Autoregolamentazione o battaglia

 

di F.Sarzana di S.Ippolito (www.lidis.it) –

Il ministro Maroni nelle
scorse settimane ha chiamato a raccolta gli operatori della rete per
discutere di incitazioni alla violenza mediate dalla rete. Ecco cos’è
successo.

 

 

Roma – Come noto, lo scorso 22 dicembre si è svolto un incontro preliminare
presso il Ministero dell’Interno sul tema ordine pubblico e social
network. Dall’incontro è emersa una decisa tendenza verso
l’autoregolamentazione con la proposta di redigere urgentemente un
codice condiviso che consenta di porre fine all’apologia di reato e
istigazione a delinquere online. In caso contrario il Governo è deciso
a presentare un disegno di legge.

All’incontro sono stati
invitati i maggiori fornitori di accesso (di connettività, secondo la
lezione dominante) su rete fissa e mobile (Telecom, Fastweb, BT, Wind,
Vodafone, Tre), di servizi (Google, Facebook, Microsoft) e le
principali associazioni di categoria (Confindustria Servizi Innovativi
e Tecnologici, Asstel e AIIP). Non sono stati invitati invece le
organizzazioni facenti capo al sistema Confcommercio e Confapi.

Nel corso dell’incontro il Ministro ha ripetuto, in sintesi che:
– la libertà di espressione del pensiero è inviolabile;
– solo l’autorità giudiziaria può decidere di limitare l’espressione del pensiero nel caso in cui costituisca un illecito;

è quindi impensabile l’attribuzione all’autorità amministrativa di
qualsiasi iniziativa diretta a sequestrare le manifestazioni del
pensiero (come invece sembrava in qualche misura prefigurare il disegno di legge D’Alia);

date le caratteristiche di Internet, una volta che l’autorità
giudiziaria abbia identificato un contenuto come illecito, bisogna
impedirne l’ulteriore diffusione.  

(leggi tutto)

 

 Fonte: PuntoInformatico