Via a Craxi, una proposta indecente!

Con la targa a Craxi tentano di riscrivere la storia del paese. Dopo lo sdoganamento dei fascisti e della pericolosa Lega ora cercano di sdoganare anche Craxi.  (madu)

 

Mio zio e mio nonno, uccisi dalla mafia,

non avranno mai una via!

 

 

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di
Benny Calasanzio, giornalista e nipote di Paolo e Giuseppe Borsellino

 

di Benny Calasanzio

Gentile Presidente della Repubblica,

le scrivo da semplice
cittadino che ha alle spalle un’infanzia segnata, come purtroppo tanti
siciliani, dagli omicidi del nonno e dello zio, ammazzati l’uno dopo
l’altro per mano mafiosa, per non aver ceduto la loro azienda alle
richieste di cosa nostra, pur sapendo che questo sarebbe costato loro
ciò che di più prezioso avevano: la vita.

Senza timore essi
decisero di barattarla con qualcosa che forse allora valeva di più, la
dignità, la capacità di poter guardare negli occhi fino in fondo noi,
piccoli nipoti che crescevamo in cattività, lontano dai mostri che
attanagliavano la Sicilia. Decisero di morire ma di farlo liberi e
portando con loro l’onore, la certezza di aver vissuto a testa alta, e
di non averla abbassata mai, nemmeno di fronte alla grande e solenne
cosa nostra, che all’epoca, come oggi, decideva su ogni cosa,
dall’assegnazione dei lavori pubblici alle nomine ministeriali.

Avevano
32 e 56 anni. Mio zio Paolo Borsellino, omonimo del giudice, aveva due
figli, uno di 2 e l’altro di 5 anni. Fu ucciso il 21 aprile del 1992.
Mio nonno, Giuseppe Borsellino, di anni ne aveva 52 e di voglia di
vivere tanta. Dopo essere riusciti con sacrifici indicibili a mettere
in piedi il loro impianto di calcestruzzo a Lucca Sicula (AG), e dopo
aver suscitato gli appetiti delle cosche locali, che li minacciarono
ripetutamente di morte, incendiando i loro mezzi e i loro frutteti,
decisero di non mollare. (leggi tutto)

 

Fonte: MicroMega

 

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Approfondimento:

Bettino Craxi