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Anonymous attacca Wikileaks

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Anonymous, scontro sulle donazioni di Wikileaks

Il gruppo hacktivista contro una finestra pop-up affiancata all’ultimo pacchetto di file sulle presidenziali statunitensi. Il sito si difende: non costringiamo alle donazioni

di Mauro Vecchio

È aperta la battaglia del paywall, scatenata dal celebre collettivo hacker Anonymous contro gli amici delle soffiate, accusati di aver inserito una finestra pop-up per chiedere donazioni agli utenti del web. Uno scontro che ha fatto molto rumore, dati gli ottimi rapporti finora mantenuti con la piattaforma di Julian Assange. Gli Anonimi hanno infatti chiesto ai netizen di non versare nemmeno un soldo per il sostentamento di Wikileaks.

Nella giornata di ieri, il sito delle soffiate pubblicava i cosiddetti Global Intelligence Files (GI Files), un pacchetto contenente svariate migliaia di email scambiate nella sfida elettorale tra i democratici di Barack Obama e i repubblicani di Mitt Romney. Nei GI Files, oltre 5 milioni di messaggi di posta elettronica della società d’intelligence privata Stratfor, già al servizio di grandi multinazionali e dello stesso governo statunitense.

A scatenare la furia degli hacktivisti, una finestra pop-up impossibile da rimuovere, attivata ad ogni tentativo di visualizzazione del nuovo pacchetto di file. Una campagna contenente un video YouTube per “votare Wikileaks”, ovviamente mettendo mano al portafogli per una donazione tra i 15 e i 100 dollari. Per Anonymous, un vero e proprio paywall, un attacco alla libera informazione che corre sul web.

Immediata la risposta del sito di Assange, che ha sottolineato come una condivisione social non rappresenti affatto un paywall. L’attesa imposta agli utenti per la visualizzazione dei file non andrebbe a minare la libera informazione. Per gli hacktivisti, l’immediato reindirizzamento degli utenti verso la pagina delle donazioni non rappresenta la giusta strategia per il sostentamento della piattaforma delle soffiate.

È chiaro che Wikileaks ha un disperato bisogno di finanziamenti, soprattutto dopo il blocco dei canali di pagamento imposto da giganti del credito come Visa e Mastercard. Gli stessi Anonimi erano intervenuti con violenti attacchi DDoS per difendere il sito delle soffiate. Pare che gli stessi responsabili di Wikileaks abbiano deciso di rimuovere la finestra pop-up, lasciando i link per la visione del video e dell’intera campagna per le donazioni al sito.

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Fonte:  Punto Informatico

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