Nucleare, la Cassazione dice sì al referendum del 12 e 13 giugno

Dopo la decisione dei giudici di mantenere l’atomo tra i quesiti, la battaglia elettorale entra nel vivo. Con le opposizioni unite per il 12 e 13 giugno. Caccia a 8 milioni di schede oltre a quelle delle amministrative. Bersani: “Togliamo l’ultima macchietta”

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La Corte di Cassazione ha deciso: all’interno della tornata referendaria del 12 e 13 giugno ci sarà anche il quesito che chiede di bloccare per sempre i piani nucleari del governo. Nonostante la fiducia posta al decreto Omnibus, con cui il governo ha fatto marcia indietro rispetto alla decisione di costruire nuove centrali, il collegio – composto da 17 giudici e presieduto da Antonino Elefante – ha accolto l’istanza presentata dall’Idv. L’opposizione chiedeva di votare le nuove norme appena inserite nel decreto. Insomma, al posto del vecchio quesito, agli italiani sarà chiesto di esprimersi sulle leggi appena varate dal Parlamento che congelano per 12 mesi il programma governativo per tornare all’energia prodotta dall’atomo. E, intanto, dall’Autorità garante per le Comunicazioni è arrivato il richiamo alla tv di Stato affinché collochi i messaggi autogestiti sulla tornata in fasce orarie di maggior ascolto.

Nonostante la decisione della suprema Corte, la sfida per raggiungere il quorum non sarà facile. Con l’attuale legge, servirebbero tutti i voti che le opposizioni hanno preso alle elezioni più – almeno – altre otto milioni di schede. E considerate le date, gli italiani potrebbero essere indotti ad andare al mare. Anche perché, come è stato dall’inizio, c’è un unico quesito che fa realmente paura a Berlusconi, quello sul legittimo impedimento. Nonostante ieri lo stesso presidente del Consiglio avesse messo le mani avanti: “Non mi sono mai occupato dei referendum – ha detto il premier – ma se la gente non lo vuole, non è che il governo può decidere, non possiamo obbligare nessuno a costruire centrali. Con molto dispiacere il governo si adeguerà”. “Berlusconi fa il gioco delle tre carte”, ribattono i Comitati.

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Fonte: il Fatto Quotidiano

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Orwell e Don Milani ed i risultati delle elezioni

Dopo la grande gioia e il sapore della vittoria proporrei un attimo di riflessione leggendo l’articolo di Carlo Gubitosa. (madu)

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A Milano e Napoli perde la destra, ma chi vince?

Scusatemi, ma io non mi unisco ai festeggiamenti

Orwell e Don Milani mi hanno insegnato a guardare dalla parte degli ultimi
30 maggio 2011 – Carlo Gubitosa
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Mi fa piacere che a Milano e Napoli sia stato rovesciato il potere dei partiti di governo, ma per me questo non e’ ancora abbastanza per stappare lo champagne. Non dimentico di cosa e’ stato capace il potere della cosiddetta “sinistra”: hanno inventato i lager di stato chiamandoli CPT, hanno fatto “guerre umanitarie”, hanno fatto consigli comunali con maggioranze Lega-PDS, hanno permesso a Berlusconi di candidarsi nonostante fosse titolare di concessioni pubbliche.
La destra ha perso, la sinistra crede di aver vinto scambiando per consenso reale un voto di protesta esasperato, e il popolo della sinistra pensa di aver vinto assieme ai suoi nuovi governanti.
Come antidoto ai facili entusiasmi, mi rimetto a leggere Orwell e Don Milani. In “1984” Orwell ha raccontato che i “medi” si fanno sostenere dai “bassi” solo fino a quando gli servono per rovesciare gli “alti”, e che dal punto di vista degli ultimi cambia solo il nome dei padroni.
Don Milani, invece, spiega che nel giorno della “vittoria” dei partiti popolari bisogna smettere di dar loro ragione quando si saranno insediati nella “reggia del ricco”, e ritornare nelle casucce puzzolenti dei poveri.
E io, che cerco umilmente di seguire i loro insegnamenti, non festeggero’ un bel niente fino a quando non sara’ stata garantita uguaglianza di diritti, di opportunita’ e di prospettive per il futuro a tutti i migranti, precari, poveri, disoccupati, cervelli in fuga, gay, lesbiche, anarchici e disadattati che mandano avanti questo paese.
Ma se voi proprio ci tenete a far festa, vi ripropongo questi testi da degustare tra un brindisi e l’altro.
Buona lettura. (leggi tutto)
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Finalmente si è alzato il vento! Alla Vittoria e alla Speranza!

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