Facebook ti spia anche dopo il log-out

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Primo comandamento Facebook, tracciare sempre

Il social network in blu seguirebbe la navigazione degli utenti anche dopo il log-off. Facebook risponde, conferma il tracciamento ma dice di farlo per il bene dei suoi “amici”


Roma – Stando al lavoro di analisi svolto da Nik Cubrilovic, Facebook terrebbe traccia dell’attività online dei suoi utenti anche dopo che questi hanno fatto il log-off dal social network. I cookie di Facebook continuano a scambiare informazioni coi server, rivela l'”imprenditore, hacker e scrittore”, attraverso l’integrazione con una quantità innumerevole di blog e siti web che si appoggiano al social network per coinvolgere attivamente i propri visitatori.

Facebook è dunque sempre al centro del dibattito su privacy e navigazione in Rete, e a quanto pare Cubrilovic aveva provato a contattare la società statunitense diverse volte – senza ricevere risposta – prima di rendere pubblici i risultati delle sue ricerche.

Il fatto che Facebook sia in grado di conoscere i “percorsi” online degli utenti è naturalmente benzina sul fuoco delle polemiche circa le politiche di gestione dei dati sensibili/personali archiviati sul social network, e qualcuno ha ovviamente approfittato della cosa per sviluppare l’immancabile estensione per browser in grado di disabilitare completamente il tracciamento di Facebook tramite i cookie “offline” presenti nella cache.        (leggi tutto)

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Fonte: Punto Informatico

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Napoli capitale dell’acqua pubblica!

 

.A Napoli l’acqua non sarà più una merce, una delibera per ripubblicizzare

 

26 settembre 2011

Dopo i molteplici tentativi – ultimo fra tutti quello della manovra economica del Governo – di sottrarre legittimità alla volontà che 27 milioni di italiani hanno espresso partecipando agli ultimi referendum, arriva una buona notizia dai comitati per l’acqua pubblica.

A Napoli la Giunta comunale ha presentato una delibera per la trasformazione della Società per azioni Arin, che attualmente gestisce il servizio idrico cittadino, in una “azienda speciale” che si chiamerà ABC Napoli (che sta per Acqua Bene Comune Napoli).

In altre parole, se la delibera venisse approvata dal Consiglio comunale, l’acqua non sarebbe più in vendita come una merce e si passerebbe dalla gestione del servizio idrico nelle mani di una Spa all’affidamento del servizio ad un’azienda di diritto pubblico alla cui governance sarebbero chiamati rappresentanti delle associazioni ambientaliste e dei lavoratori stessi dell’ente. Inoltre sarebbero previsti anche il “diritto al minimo vitale idrico” e un “fondo di solidarietà internazionale”. Uno scenario che vedrebbe Napoli come primo comune italiano ad aver dato seguito ai referendum del 2011.

Quella firmata dall’Assessore ai Beni Comuni, Alberto Lucarelli, e dall’Assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo – spiegano i comitati – è una delibera che segue mesi di lavoro durante i quali sono stati consultati esperti di differenti discipline economiche, giuridiche, aziendali, oltre che esponenti della società civile e delle associazioni ambientaliste. Ma quella dei comitati napoletani per la gestione pubblica delle risorse idriche è una battaglia che va avanti dal 2004.   (leggi tutto)

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Fonte: il Cambiamento

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Emergency sulla situazione a Lampedusa

Quello che sta succedendo a Lampedusa è figlio di una politica criminale che da molti anni i governi di questo paese stanno attuando nei confronti dei migranti. Migranti che, oltre a essere privati dei più elementari diritti umani, vengono deliberatamente usati per esasperare gli animi, costruire “diversi” e “nemici”, alimentare guerre tra poveri.

La tensione e la violenza delle ultime ore, a Lampedusa come a Pozzallo, sono l’inevitabile conseguenza della politica di un governo che tratta gli stranieri come criminali, come problema di ordine pubblico, come bestie. Il sovraffollamento delle strutture, la carenza di assistenza di base, la privazione dei diritti fondamentali, oltre a essere una vergogna per un Paese che si vuole definire civile, comportano inevitabilmente l’inasprirsi del disagio e della violenza.
Grave è anche la mancanza di un progetto di accoglienza: migliaia di persone vengono lasciate marcire in condizioni disumane, senza prospettive, senza speranze, senza sapere cosa succederà di loro. A fare le spese di questa situazione, insieme ai migranti, sono ovviamente i cittadini italiani, lasciati pressoché soli a gestire tutti i problemi che una politica miope e disumana ha creato.

Disumana, nella maggior parte dei casi, è anche la situazione dei migranti che visitiamo ogni giorno nel sud Italia, presso le cliniche mobili di EMERGENCY: lavoratori trattati come schiavi, senza accesso all’acqua potabile, senza una casa, senza assistenza medica, senza diritti.

Confidiamo che i cittadini italiani abbiano la ragionevolezza e l’umanità che finora è mancata al governo, quell’umanità che permette di capire che gli “stranieri”, i “clandestini”, i “migranti stagionali” sono, prima che qualsiasi altra cosa, semplicemente “persone”, esseri umani. E come tali devono essere trattati. Ci rifiutiamo di cadere, anche a Lampedusa, nella logica della guerra: ci rifiutiamo di partecipare alla lotta di “quelli che stanno male”
contro ” quelli che stanno peggio”. Siamo dalla parte dei diritti: dei diritti degli italiani e degli stranieri, contro chi ostinatamente li nega.

Per conoscere il Programma di Emergency a favore dei migranti

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