Il marketing funerario sul padre di Apple

Jobs ha creato il gruppo più capitalizzato del mondo. Tecnologia alla portata di consumatori in grado di svenarsi. Negli ultimi anni la sua Apple è stata il simbolo più deleterio della globalizzazione: decine di suicidi in Cina per lo sfruttamento crudele. Un grande, ma ricordarlo come uomo della provvidenza è esageratamente esagerato.

.

Il marketing funerario sul padre di Apple: vendeva i prodotti più cari del 30 per cento sfruttando con crudeltà piccoli laboratori cinesi

di Gennaro Carotenuto

I lutti non sono il momento adatto per le puntigliosità ma per la celebrazione del caro estinto. Tuttavia la morte di Jobs si è trasformata nell’ennesimo evento globale. Così il segno encomiastico rischia di impedire una valutazione equanime, sul personaggio, sull’impresa a maggior capitalizzazione al mondo e su un’epopea dove non tutto luccica. Siamo di fronte ad un’operazione di marketing funerario sulla quale è bene riflettere brevemente.

  • 1. Le invenzioni di Steve Jobs, spesso un passo avanti a tutti e a volte dei veri capolavori soprattutto dal punto di vista estetico, sono sempre stati dei prodotti di fascia alta per consumatori in grado di spendere (o svenarsi). Al dunque quel costo di un 20% in più rispetto ad un Sony Vaio o 30% in più rispetto ad un Toshiba Satellite, il surplus che ti garantisce lo status symbol per fare quasi sempre le stesse cose, te lo devi poter permettere.
  • 2. I prodotti simbolo degli ultimi dieci anni, ipod, iphone, ipad, sono stati presentati come una rivoluzione universale. Nonostante le centinaia di milioni di pezzi venduti (e quindi un indiscutibile successo di marketing) la vera innovazione, quella che cambia davvero il mondo, non è quella per chi se la può permettere ma quella per tutti. Tra il notebook da 35$ annunciato dal governo indiano (il prossimo Steve Jobs verrà da lì) e il più fico degli ipad c’è la stessa relazione che c’è tra il vaccino anti-polio e un brevetto contro la caduta dei capelli. (leggi tutto)

.

Fonte: domani.arcoiris.tv

.


Bolivia: gli indios affossano la TAV amazzonica

.

Il presidente boliviano Evo Morales ha annunciato la sospensione del progetto autostradale contro il quale, da circa un mese, protestavano i nativi Guaranì. Il progetto prevedeva un collegamento autostradale che da Manaus, in Brasile, doveva arrivare fino a Manta, porto ecuadoriano sul Pacifico. Un pezzo del tratto boliviano, quello che va dalla città di Cochabamba, alle pendici dell’altopiano andino, fino alla città di San Ignacio de Moxos, in Amazzonia, doveva attraversare l’area del Territorio indigeno e parco naturale Isiboro Sécure (Tipnis), una zona nella quale vivono 16 comunità indigene, per un totale di circa 50 mila persone.

Dalle comunità residenti era partita la protesta contro il governo, accusato di perseguire una politica favorevole alle industrie minerarie e alle grandi opere che contrasta con i principi di difesa della Pachamama (la Madre terra) sanciti anche nella nuova costituzione boliviana, approvata con un referendum promosso dal governo a febbraio del 2009. L’intero progetto, avrebbe avuto un impatto devastante nel territorio amazzone boliviano che avrebbe accusato un enorme disboscamento con la conseguente espropriazione dei terreni alle comunità indigene native.

.

Fonte: Salva le Foreste

.



Anonymous-Analytics: cyberbattaglione pronto a colpire società truffaldine

.

Anonymous contro le aziende cattive

Una squadra di avvocati, esperti di mercato e tecnici informatici: il collettivo inizierà a pubblicare una serie di documenti sulle pratiche fraudolente di società in giro per il mondo. La prima vittima è cinese.

Acquisire informazioni attraverso mezzi non convenzionali. È l’ultima strategia annunciata dal celebre collettivo hacktivista Anonymous, che ha di fatto avviato una nuova crociata contro le attività fraudolente di numerose aziende del Pianeta. Analytics è il nome scelto dal gruppo per un cyberbattaglione di analisti di mercato, ricercatori, avvocati ed esperti in informatica.

Misteriosi combattenti che partiranno a caccia di dati, rivelazioni, statistiche. Il tutto per confezionare una serie di documenti sulla cattiva gestione dei grandi colossi del mercato, sulle poco trasparenti attività di società truffaldine. La prima vittima di Anonymous Analytics è Chaoda Modern Agriculture, azienda cinese già finita nel mirino delle autorità di Hong Kong.

Un documento in formato PDF è così rimbalzato in rete, a raccontare in quasi 40 pagine le oscure pratiche della società asiatica. (leggi tutto)

.

Fonte: Punto Informatico

.