Messaggi da Obungos: don Aristide ed il volo

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Da: don Aristide
a: maribù duniverse

Questo profumo e questi colori mi ricordano un luogo di singolare bellezza, che scoprii quando ormai ero troppo vecchio.
Ricordo che quando percorrevo il sentiero e avvertivo sul viso quella leggera brezza, capivo di esser giunto a destinazione ed il mio sguardo poteva unirsi a quei colori, a quelle sinuosità, a quei dolci ritmi. Esso era finalmente libero! Gioiosamente libero! Allora, si lanciava giù a strapiombo sfiorando le onde del mare. Risaliva rapidamente attraversando, con rispetto, i secolari alberi d’olivo; e correva, ancora, sfiorando quelle casette bianche per poi sparire, rapito dall’immaginazione, dietro le isolette sparse sul mare. Alcuni istanti ed ecco che ricompariva eccitato, accompagnato in volo dai gabbiani.
Credo che quella visione e quelle sensazioni racchiudano il senso di tutta un’esistenza.
Un giorno, proprio in quel luogo, mi accadde qualcosa di straordinario. Dopo aver liberato il mio sguardo, come sempre, in quel panorama stupendo, mi accorsi che dietro di me cominciarono a raggrupparsi dei gabbiani. Erano tanti, immobili, come incantati osservavano il vuoto dinanzi, così come facevo io.
Quelle creature poi d’improvviso cominciarono a danzare ed emettere suoni che sembravano creare una musica irreale. Si strinsero tutte intorno a me: affascinato le lasciai fare. Sollevarono il mio corpo ed io sentii nascere dai piedi qualcosa d’indescrivibile che iniziò ad investirmi tutto.
Qualcosa stava accadendo: un attimo ed i gabbiani mi lasciarono cadere nel vuoto!
Fu allora che io ebbi paura, ma tutto svanì quando capii di abbandonare per sempre il mio corpo. Ebbi la sensazione di abbracciare tutto lo spazio intorno, poi la Terra ed infine l’Universo intero.
Fu, in quell’istante, che realizzai: stavo volando!
I gabbiani mi guidarono delicatamente e mi portarono a sfiorare la superficie del mare.
Attraversammo gli olivi secolari, passammo dinanzi alle case bianche e dietro le isolette, dove poi sparimmo per sempre. Questa è l’ultima ed unica cosa che io ricordo della mia vita da umano: l’ultima e sola splendida esperienza.
Ma prima di allora cosa era stata la mia vita? Era esistita realmente? Avevo amato? Avevo sofferto? Avevo gioito?
Sono domande che non potranno mai avere risposta. Ma non m’interessa, quel giorno per me fu un giorno speciale! L’Universo mi donò una nuova vita le ali e la libertà.
Da allora, ogni giorno è semplicemente meraviglioso, perché penso che da qualche parte sulla Terra, qualcun altro aspetterà di volare.

E, ascolteremo così, un nuovo e silenzioso battito d’ali.

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