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Religione: “L’avvenire di un’illusione”

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L’avvenire di un’illusione”  –  (Sigmund Freud)

Scritto nel 1927, L’avvenire di un’illusione affronta esplicitamente la religione nelle sue dimensioni culturali e inconsce. Per Freud la religione sorge dai desideri piú antichi e dalle inquietudini piú pressanti dell’umanità, ed è quindi inevitabile che essa assuma le sembianze del sogno e dell’illusione.

Tutte le dottrine religiose sono pertanto per Freud, sulla scia dei Lumi, illusioni indimostrabili, ma anche inconfutabili. Freud non si occupa però qui del loro eventuale contenuto di verità, a lui interessa averne riconosciuto la natura psicologica di illusioni. Le credenze religiose sono da considerarsi pertanto come l’inevitabile risultato della dipendenza e del timore infantile nei confronti dell’autorità parentale: il sentimento religioso ha fondamentalmente origine nel bisogno infantile di protezione e si proietta in un Dio trascendente che protegge le creature da ogni tipo di pericolo. Tuttavia Freud ritiene che sia possibile per l’umanità progredire, superando le paure e i conflitti delle origini: lo studio dell’uomo, la ricognizione dell’essenza umana in tutta la sua complessità, a cominciare dall’intreccio tra la mente e il cuore, offrirà l’antidoto indispensabile all’alienazione religiosa

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Piccola Biblioteca Einaudi.
Classici
pp. XCII – 68
€ 18,00
ISBN 9788806222352
A cura di
Traduzione di

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Fonte: einaudi.it

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La tazza di caffè

 

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“Se tu lo vuoi tutto può accadere… anche dinanzi ad una tazza di caffè”

(Anonimo)

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L’ultimo breve incontro

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Ti ho cercata, ti ho scritto ma… invano. Sapevi che quel venerdì sarebbe stata l’ultima volta che avrei visto il tuo viso. Ho fissato i tuoi occhi sperando che mi dicessero qualcosa ma ho trovato solo vuoto ed indifferenza. Anche il tempo, intanto, rallentava fermandosi poi in un attimo morto di vita. Un attimo in cui il silenzio, come una fredda lama, calava sulla scena ed un saluto di cortesia chiudeva la storia di un’amicizia antica.

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(आखिरी छोटी बैठक Bharadwaj Sabhal)

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