Category Archives: diritti_lotte

Diffondete: Non vogliamo il condannato per frode fiscale sulle reti Rai

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di Vincenzo Pisciscelli

La televisione ha un’enorme influenza sui telespettatori pertanto l’uso positivo o negativo che se ne fa, determina o quanto meno influenza le decisioni della vita quotidiana, la cultura e le nostre scelte anche in chiave elettorale. Pubblicizzare e consentire ai condannati in via definitiva con sentenza della Corte di Cassazione di poter fare comizi elettorali è diseducativo.

I condannati con sentenza in via definitiva con sentenza della Corte di Cassazione devono solo rispettare la legge, le sentenze, il popolo e pagare il proprio conto con la Giustizia.

In questo contesto riteniamo che la presenza del Silvio Berlusconi condannato in via definitiva con sentenza della Corte di Cassazione per frode fiscale: Silvio Berlusconi fu ”ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo”. – Silvio Berlusconi: le motivazioni della sentenza di condanna inerente i diritti Mediaset. alla trasmissione Porta a Porta trasmessa da RAIUNO in prima serata e condotta da Bruno Vespa è diseducativa, offensiva ed umiliante per i cittadini onesti che pagano il canone RAI.

mploriamo, pertanto, l’intervento delle Istituzioni competenti che prendano atto di dette gravi anomalie del servizio pubblico ed impediscano la pubblicità gratuita e la partecipazione sulle reti pubbliche al condannato per frode fiscale con sentenza della Corte di Cassazione.

Ricordiamo il precedente episodio che ancora aspetta giustizia: Grave, che RAINEWS24 abbia trasmesso la diretta del comizio elettorale di un condannato per frode fiscale.

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Fonte:  donnemanagerdinapoli.com

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Clare’s Law: la legge che permette alle donne d’informarsi prima che sia troppo tardi

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Il paese dove le donne possono sapere se si stanno mettendo con un violento

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Inghilterra e Galles adottano la Clare’s Law

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Da oggi, tutte le donne di Inghilterra e Galles potranno avvalersi della Clare’s Law, una legge che permette alle donne di controllare presso gli archivi della polizia se il proprio partner ha avuto, in passato, problemi con la giustizia.

LA LEGGE DI CLARE – La legge è stata chiamata in questo modo in ricordo di Clare Wood, una donna di 36 anni che nel febbraio 2009 è stata uccisa dal suo ex fidanzato, George Appleton, che non accettava il fatto che lei lo avesse lasciato. Clare non sapeva che George, conosciuto su Facebook, era stato denunciato dalla sua precedente compagna co l’accusa di essere stata molestata, minacciata e addirittura rapita da quell’uomo. Da qui, quindi, la sperimentazione della Legge Clare, che permetterà a ogni donna di controllare che il proprio partner non abbia precedenti per questo tipo di reati contro la persona.

UNA LEGGE PER SCAPPARE «PRIMA CHE FINISCA IN TRAGEDIA» – Il segretario di Stato per gli Affari Interni del Regno Unito Theresa May ha spiegato che questa legge può aiutare le donne a fuggire da una situazione fatta di violenza e abusi «prima che finisca in tragedia». Soltanto nell’ultimo anno, infatti, sono state più di ottanta, in tutto il Regno Unito, le donne che sono morte per mano del proprio compagno o di un ex partner e, come ha sottolineato la May, si crea spesso «parecchia confusione» quando la polizia rende noti gli eventuali precedenti dell’assassino. Dopo una sperimentazione avviata presso le contee di Manchester, Gwent, Wiltshire e Nottingham, la legge è stata ora adottata a livello nazionale e diventerà effettiva il prossimo marzo. «Questa legge permetterà a molte donne di decidere in modo consapevole della propria relazione con un uomo – ha spiegato la May – Si tratta di un importante passo avanti per evitare che ci siano altre Clare Wood in futuro».

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Fonte: Giornalettismo

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Varsavia – Conferenza sul Clima COP19: Greenpeace e WWF abbandonano i lavori del negoziato

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Greenpeace e altre associazioni della società civile abbandonano COP19

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Ieri i nostri delegati, insieme a quelli di molte altre ONG, hanno abbandonato in segno di protesta i lavori del negoziato sul Clima COP19 che si sta tenendo a Varsavia in questi giorni.

Riteniamo che la condotta assunta dai governi che hanno partecipato a questa Conferenza prenda a schiaffi coloro che stanno soffrendo per le pericolose conseguenze del cambiamento climatico.

Il governo padrone di casa, per esempio, ha fatto del suo meglio per trasformare il negoziato in una vetrina per l’industria del carbone. Paesi che potrebbero avere un ruolo chiave come la Cina, non stanno ancora mettendo a frutto il proprio potenziale. Assieme al cedimento di Giappone, Australia e Canada, a destarci particolare preoccupazione è l’Unione Europea, ostaggio del governo della Polonia e dei suoi amici dell’industria del carbone; l’UE deve svincolarsi da questa morsa, per tornare a guidare l’agenda sul clima se a Parigi, nel 2015, vogliamo che si dia vita a un accordo significativo.

Il 2014 è un anno di importanza critica, un anno in cui devono essere espresse e realizzate ambizioni e azioni in vista dell’accordo di Parigi. Ogni singolo Paese deve presentare adesso i suoi nuovi impegni alla riduzione delle emissioni, ovviamente impegnandosi a mantenere quanto già promesso.

Noi non ci arrenderemo, perché i cittadini del Pianeta hanno un bisogno disperato di un trattato globale sul cambiamento climatico. Ma un nuovo trattato deve essere efficace. Come società civile torneremo il prossimo anno con un peso ancora maggiore, con più determinazione e più ambizione. Ci aspettiamo che i governi facciano lo stesso.

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Fonte: Greenpeace

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Approfondimento (madu)

Lo scienziato Werner: “per salvare il pianeta, necessaria resistenza contro la cultura capitalista”

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