Category Archives: diritti_lotte

USA e UE vogliono distruggere Internet! L’ultima arma nelle mani dei popoli. Firma l’appello!!

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Esiste il pericolo reale che nel 2014 il colore viola diventi predominante…

“L’informazione è potere! L’informazione deve essere libera!”

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L’apocalisse della Rete?

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I ricchi del mondo, l’1% della popolazione, potrebbero essere sul punto di controllare i siti web e i servizi a cui possiamo accedere su internet per sempre. E’ l’apocalisse del Web così come lo conosciamo, che spazzerà via il sogno di un’autostrada dell’informazione libera per tutti che avevano avuto i fondatori della Rete.

La nostra comunità è cresciuta incredibilmente intorno a quel sogno, usando il Web per combattere la corruzione, salvare delle vite e portare aiuti umanitari ai civili nei paesi nel mezzo di crisi e guerre civili. Ma gli Stati Uniti e l’Unione Europea stanno per dare a potenti multinazionali il diritto di scegliere a quali contenuti possiamo accedere rapidamente su Internet, rallentando o addirittura facendoci pagare per tutto il resto. La possibilità, per Avaaz, di mostrare al mondo le immagini girate dai cittadini-giornalisti siriani, o di lanciare campagne per salvare il nostro pianeta, è in assoluto pericolo.

Da entrambe le parti dell’Atlantico si stanno prendendo decisioni cruciali in questo momento. E molti esperti di nuove tecnologie, attivisti per la libertà di espressione e le aziende più lungimiranti del web hanno deciso di opporsi a questa possibilità. Se ci uniamo a loro a milioni, e subito, possiamo creare la più grande mobilitazione di sempre in difesa della libertà e della democrazia di Internet.

Firma ora e diffondi ovunque puoi questo appello

Fino ad oggi, ogni passo in avanti della Rete era un beneficio per tutti – se aumentava la velocità di trasmissione dei video in streaming per le reti TV ultraconservatrici della Fox di proprietà del magnate Rupert Murdoch, lo stesso miglioramento era a disposizione dei mezzi di informazione indipendente per trasmettere quanto accadeva per le strade in Ucraina, Siria o Palestina. Per i politici, questa era la neutralità della rete, e negli Stati Uniti esistevano leggi fatte per proteggerla: fino a che, qualche settimana fa, un tribunale le ha stroncate. Ora il Parlamento Europeo minaccia di approvare un regolamento che consentirebbe ai fornitori di accesso ad Internet il diritto di chiudere in recinti il web e controllare quello che vediamo, rallentando o addirittura facendoci pagare per l’accesso ai siti da cui non possono trarre profitti.

Ma noi possiamo fermare tutto questo. Innanzitutto, presentandoci con un numero impressionante di firme da tutto il mondo all’incontro pubblico che si terrà oggi negli Stati Uniti per decidere se ristabilire le leggi in difesa della libertà di Internet. Dopodiché, scatenando un team di esperti lobbisti sul Parlamento Europeo, per garantire che le sue commissioni ascoltino la richiesta di noi cittadini. Questo sarà il primo grande passo di cui abbiamo bisogno per vincere le importanti battaglie che ci aspettano nei prossimi mesi.

Grandi fornitori di accesso ad Internet come Verizon e Vodafone stanno facendo forti pressioni per creare un “Internet dei ricchi”. E senza una imponente reazione dei cittadini, potrebbero farcela, e mettere così in pericolo tutto il lavoro della nostra comunità. La maggior parte di quello che è “Internet” si trova negli USA o in Europa, quindi questa battaglia interessa tutti noi. Non c’è tempo da perdere. Clicca qui sotto per far sentire la tua voce:

FIRMA L’APPELLO !!

Quando la nostra comunità era grande meno della metà di quello che è oggi, ci siamo ribellati e abbiamo contribuito ad affossare il trattato ACTA e abbiamo fermato le leggi bavaglio ad Internet SOPA/PIPA. Ora siamo ancora più forti. Tutti insieme possiamo farci ascoltare e far sì che quello che ci permette di comunicare e lottare assieme rimanga libero e aperto.

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Fonte: AVAAZ

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Approfondimento

La sentenza Usa contro la neutralità della rete: un terremoto (Corriere della Sera)
Save the Internet
Neutralità della Rete, cosa cambierà per gli Usa (Wired)
USA, la neutralità della Rete decade in tribunale (La Stampa)
Telecomunicazioni, il mercato unico europeo cancella la neutralità della Rete? (Wired)

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Messico – EZLN: 30 anni di esperienze umane più ricche e radicali degli ultimi secoli

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Messico – EZLN: trent’anni del più sensato dei deliri

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di Angel Luis Lara

Nel novembre 1983 un piccolo gruppo di uomini che si conta sulle dita di una mano atterrò nella fitta Selva Lacandona, nello stato messicano del Chiapas. Avevano deciso di chiamarsi in maniera roboante come Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN). La maggior parte, del tutto abituati alla realtà della città, portava nello zaino un proposito che risuonava nelle loro conversazioni come qualcosa di delirante: fare la rivoluzione. Senza dubbio, visto le condizioni di estrema povertà e emergenza sociale in Chiapas, tale delirio risultava certamente sensato. Inoltre, le montagne e le selve chiapaneche non solo ospitavano gente in resistenza da quasi 500 anni, ma anche alla fine del diciannovesimo secolo alcuni degli esuli protagonisti della Comune di Parigi avevano concluso la loro esistenza in Chiapas; in queste terre non avevano mai smesso di fiorire antagonismi e dissensi sotterranei.

Armato di linguaggi quadrati e triti artefatti ideologici, questo piccolo gruppo iniziale non ha tardato a scontrarsi con i sentimenti comuni dei popoli indigeni originari e che abitano questi territori.

Ed è stato allora che il Subcomandante Marcos, il più conosciuto partecipante di questa primigenia e delirante monade zapatista, ha deciso che le forze non gli bastavano per andare avanti e che era meglio scendere da questa barca beccheggiante e incerta. “Dov’è l’uscita?” chiese. “Non c’è uscita”, gli hanno risposto i popoli indigeni. “E allora? Che cosa facciamo?” rispose un’interdetto Marcos. “Restate e imparate”, dissero i popoli maya. E questo è quello che hanno fatto. Hanno ascoltato e imparato dai popoli indigeni fino al punto di diventare loro stessi indigeni. Una sorte di possessione a base di bevande di realismo magico che ha disarmato l’arroganza e i cliché tradizionali della sinistra, per attivare un meraviglioso ibrido rivoluzionario fatto di saperi e della cosmo visione indigena, capace di partorire un arte del cambiamento sociale rivoluzionario pieno di paradossi e di ponti verso fuori. Così, armati di domande, gli zapatisti sono nati come un ossimoro: il più sensato dei deliri.

Oggi questo meraviglioso delirio non solo è abitato da migliaia di donne, uomini, bambini e bambine, anziani ed anziane in Chiapas. E’ stato inoltre capace di costruire la materialità toccabile e respirabile di una vita altra. Con infinite difficoltà, errori e strade contorte. In questo mondo però con altre mappe e in altre coordinate. Trent’anni dopo la sua nascita, l’EZLN è protagonista di una delle esperienze umane più ricche e radicali di libertà ed emancipazione umana che gli ultimi secoli di storia hanno conosciuto. Da quando si sono sollevati in armi nel gennaio 1994, gli zapatisti abitano in una quotidiana restituzione del senso vero della parola democrazia e in una faticosa liberazione della vita dalle tenaglie della sopravvivenza. Migliaia e migliaia di persone che stanno vivendo in un’altra maniera. Qui, ora e adesso.

Nel suo trentesimo compleanno, la disutopia zapatista ha deciso di aprire le sue porte e le sue finestre per condividere le forme di vita che hanno creato tre decadi di delirio sensato. Per questo hanno creato una scuola che hanno chiamato “la libertà secondo gli zapatist@””. Si tratta, soprattutto, di “una escuelita”, così nel suo diminutivo, che serve per disimparare. Non offre piste come modelli e tanto meno regala un manuale di istruzioni. Come in Blade Runner di Ridley Scott, gli zapatisti sanno che i replicanti non amano né hanno emozioni. Per questo non interessa loro né le copie né le ricette. Semplicemente cercano con perseveranza e infinita pazienza di condividere soltanto una mappa del tesoro di un mondo altro. In questa mappa si staglia una coordinata in cima alle altre: un’imperiosa necessità di decolonizzare l’esistenza.

Lo zapatismo, lontano dai riflettori, mode e consensi, non solo gode di un eccellente salute a trent’anni dalla sua nascita, ma costituisce una potentissima radice decoloniale. Nei territori chiapanechi in cui gli zapatisti sono governo, l’umanità ha aperto un varco irreparabile nella modernità, nella matrice abissale del pensiero occidentale e nella razionalità della dominazione.

Una decolonizzazione del potere, ben più in là della dominazione del privato e del pubblico, nel tessuto democratico di un comune nel quale tutte le persone sono chiamate ad essere e fare governo. Una decolonizzazione delle passioni ben più in là della viltà e degli egoismi con i quali l’imposizione neoliberale ci assoggetta alle passioni tristi che la costituiscono. Senza chiedere permesso. Migliaia e migliaia di donne, uomini, bambini, bambine, anziane ed anziani. Un presente e non un futuro. Qui, ora e adesso. E un messaggio a volte angosciato, a quelli che stiamo dall’altro lato dello specchio: “ORGANIZZATEVI”. Perché non basta desiderarlo.

A suo modo gli zapatisti hanno chiamato tutto questo autonomia. Una esperienza di autogoverno partecipato da migliaia e migliaia di persone e nella quale il cambiamento decoloniale si traduce nel territorio zapatista in istituzioni, scuole, ospedali, leggi, amministrazioni locali, relazioni sociali, sistemi produttivi, economie, sessualità ed un profondo cambiamento culturale pieno di punti di sospensione. Concreto e tangibile. Per e verso le persone. Non è stato per il desiderio di qualcosa come questo, quello in cui ci siamo riconosciuti nelle piazze in un maggio di due anni fa in Spagna, New York, Tunisia o Cairo?

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Fonte: Cooperazione Rebelde Napoli

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Anonymous – #OpKillingBay – Stop al massacro dei delfini a Taiji in Giappone!

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Anonymous ha nel mirino il governo Giapponese.
Dopo l'OpTorosSiTorerosNo Anonymous continua le campagne animaliste. 
Questa volta il bersaglio è il Governo Giapponese che ha dichiarato 
legale la caccia ai delfini.
Sono 20 i siti nella "black list" Anonymous. Alcuni tra quelli attaccati:

Prime minister’s office 

The Ministry of Agriculture 

The Ministry of Forestry The Ministry of Fisheries 

The Ministry of Internal Affairs Ministry of Communications

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Directaction.info
08/012014 cyberspazio


Anonymous attacca il sito dell'Associazione mondiale degli zoo e acquari, 
preleva i dati e le carte di credito degli utenti e dei gestori e con le loro 
carte di credito e conti bancari fa una donazione alla Sea Shepherd e ai Guardiani 
della Baia..

Dicembre 2013 Anonymous attacca l'Associazione mondiale degli zoo e degli acquari 
(Associazione giapponese degli zoo e degli acquari, di cui ne è membro WAZA che è 
legato al massacro dei delfini a Taiji). 

"Saluti Internet & SeaWorld ... 
Noi siamo Anonymous 
Vi avevamo avvisati ... 
Anonymous Operation KillingBay non ha molta pazienza con voi abitanti di Taiji e 
nemmeno con voi della SeaWorld assassini malati senza cuore. Forse volete unirvi 
ai delfini di Taiji ... Nella morte? 

Siamo tutti Anonymous ... 
Aspettatevi di più ...

Un lavoro di: @ YourAnonPriest & @ Anon19anon - # OpKillingBay 

Nota (s): SeaWorld, grazie per la vostra notevole donazione alla SeaShepherd & 
ai Guardiani della Baia ... 
Siamo sicuri che hanno apprezzato ".  
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Fonte: A.L.F. Fronte Liberazione Animale
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