Category Archives: diritti_lotte

Buon compleanno Alessandro Benetton! Fai un regalo alle vittime del Rana Plaza

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(2014) Rana Plaza: per i marchi della moda è ora di pagare! Al via la campagna Pay up!

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Oggi mancano esattamente due mesi al primo anniversario del crollo del Rana Plaza, il peggior disastro industriale che ha colpito l’industria tessile, con 1.138 morti e più di 2.000 feriti

Per ricordare quel giorno, la Clean Clothes Campaign e i suoi partners in Bangladesh e in tutto il mondo lanciano la campagna PAY UP! per chiedere a tutti i marchi collegati al Rana Plaza o che si riforniscono in Bangladesh di pagare immediatamente i risarcimenti alle vittime attraverso dei versamenti nel Rana Plaza Arrangement’s Donor Trust Fund

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Che cos’è il Rana Plaza Arrangement?

Il Rana Plaza Arrangement è un meccanismo innovativo per garantire ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime del Rana Plaza il supporto per la perdita del reddito e per le spese mediche di cui hanno disperatamente bisogno.

L’impegno congiunto del Ministero del Lavoro del Governo bengalese, dell’industria tessile locale e internazionale, dei sindacati locali e internazionali e delle organizzazioni non governative, con l’International Labour Organization (ILO) come attore indipendente e neutrale, ha portato all’istituzione di un Donor Trust Fund e ad una gestione centralizzata delle richieste di risarcimento.

Tali richieste saranno inserite in un processo implementato da organizzazioni locali e esperti internazionali che supporterà le vittime e i loro familiari nell’elaborare le richieste, valutare il livello dei pagamenti da effettuare a ciascun beneficiario, intraprendere valutazioni mediche e fornire ulteriore sostegno dove necessario.

Il Donor Trust Fund volontario previsto dall’Arrangement sta raccogliendo le donazioni e inizierà ad erogare i primi pagamenti, non appena sarà stato versato denaro sufficiente.

Servono 40 milioni di dollari entro il primo anniversario del terribile crollo del Rana Plaza, il 24 Aprile.

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Cosa chiediamo?

I sopravvissuti e i familiari delle vittime hanno sofferto abbastanza e non dovrebbero rivivere quell’orribile giorno senza essere certi che le loro perdite finanziarie possano almeno essere coperte.

Hanno sofferto ferite terrificanti, perso mariti e mogli, figli e genitori, fratelli e sorelle; ne porteranno i segni fisici e psichici per tutta la vita. Questo non potrà mai essere risarcito. Ma almeno le perdite finanziarie e le spese mediche si.

E ciò deve prima di quell’anniversario.

Chiediamo ai marchi di versare significativi contributi nel Donor Trust Fund, proporzionati ai loro rapporti commerciali col Rana Plaza, con il Bangladesh e alle loro capacità economiche.

Porteremo la campagna di pressione pubblica in piazza, nei centri commerciali, nelle strade di Dhaka e in tutta Europa nei prossimi due mesi per garantire ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime che non debbano aspettare ancora per avere i loro risarcimenti.

Aspettano da troppo tempo

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Cosa puoi fare tu?

Il nostro primo passo sarà di chiedere a Benetton di contribuire al fondo.

Se sei sui social networks:

          posta il logo Pay up! (link) sul tuo profilo facebook citando Benetton e chiedendogli di effettuare un versamento: “@Benetton PAY UP! Paga i risarcimenti alle vittime del Rana Plaza!”

          Twitta: @Benetton sei pregato di pagare per le vittime del Rana Plaza. Aspettano da troppo tempo #payup

Hai un negozio Benetton vicino?

– Se sei vicino a un negozio Benetton, scarica la lettera QUI allegata e portala al responsabile del punto vendita, fai sentire la tua voce!

Manderemo aggiornamenti costanti sulla situazione.

Grazie per il tuo supporto prezioso e costante!

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Fonte: Campagna Abiti Puliti

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Emergency compie 20 anni!

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Quest’anno Emergency compie vent’anni. Siamo nati il 15 maggio 1994 attorno a un tavolo di cucina e in questi anni abbiamo fatto molta strada: abbiamo curato bene e gratis più di 6 milioni di persone, persone che non avrebbero avuto altra possibilità di ricevere le cure di cui avevano bisogno.

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A marzo, vogliamo “rimetterci a tavola” per festeggiare questo nostro compleanno, organizzando cene dedicate a Emergency in tutta Italia. Ti invitiamo a partecipare, per condividere con noi questo evento a sostegno dei nostri progetti umanitari; se vuoi, puoi organizzare anche tu una cena (o un pranzo, un aperitivo, un brunch…) per Emergency, invitando i tuoi amici per un momento di convivialità e di sostegno: i fondi raccolti nel corso di ogni cena, infatti, verranno destinati ai nostri ospedali.

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Qui trovi l’elenco delle cene previste al momento e le modalità per partecipare; se invece vuoi darci una mano organizzandone una, puoi farlo attraverso gnammo.com, nostro partner in questa iniziativa.

Grazie e… buon appetito!

 

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Fonte: Emergency

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Europa a sinistra: Lista Tsipras «social forum»

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di Vittorio Agnoletto

L’esperienza di Genova 2001 può aiutare a costruire una lista senza veti né primogeniture

Final­mente anche in Ita­lia in vista delle ele­zioni euro­pee si affron­tano le grandi que­stioni con­ti­nen­tali e glo­bali.
Tutto ciò è un bene, infatti nelle isti­tu­zioni euro­pee ven­gono assunte, spesso nel più totale silen­zio, molte delle deci­sioni desti­nate ad inci­dere sul nostro futuro.
È il caso del TTIP, il Tran­sa­tlan­tic Trade and Invest­ment Part­ner­ship. L’accordo com­mer­ciale che l’UE sta trat­tando con il Nor­da­me­rica pre­vede la pos­si­bi­lità che una mul­ti­na­zio­nale chieda i danni ad un Paese nel quale ha inve­stito, qua­lora ven­gano appro­vate leggi che impon­gano all’azienda la rea­liz­za­zione di nuove misure ad esem­pio a tutela della salute dei lavo­ra­tori o della sal­va­guar­dia dell’ambiente.

La mul­ti­na­zio­nale avrebbe diritto ad esi­gere un risar­ci­mento per il dimi­nuito gua­da­gno deri­vante dagli obbli­ghi di legge appro­vati. I par­la­menti diven­te­ranno ancor più pru­denti: la volontà popo­lare e la sovra­nità nazio­nale ver­reb­bero così pie­gate al ricatto di risar­ci­menti miliar­dari.
In que­sto stesso periodo l’Unione Euro­pea sta cer­cando di imporre ai Paesi ACP (Africa, Caraibi e Paci­fico) gli EPA, Accordi di par­te­na­riato eco­no­mico, che pre­ve­dono l’ eli­mi­na­zione delle bar­riere pro­te­zio­ni­sti­che in nome del libero scam­bio. Le nazioni afri­cane saranno costrette a togliere i dazi oltre ad aprire i loro mer­cati alla con­cor­renza, men­tre l’UE stan­zia 50 miliardi/anno per soste­nere le grandi mul­ti­na­zio­nali agri­cole euro­pee. Le con­se­guenze saranno dram­ma­ti­che: i con­ta­dini afri­cani, non potranno com­pe­tere con i prezzi sus­si­diati dei grandi agri­col­tori euro­pei. Ma anche migliaia di pic­coli pro­dut­tori agri­coli euro­pei saranno obbli­gati a chiu­dere le loro atti­vità. (cfr. l’appello lan­ciato insieme ad Alex Zano­telli su www.ildialogo.org).

L’illegalità dei capi­tali “legali”

L’Ue è un vero e pro­prio Paese di Ben­godi per le grandi Cor­po­ra­tion: Fiat/Chrysler spo­sterà la pro­pria sede in Olanda e il domi­ci­lio fiscale in Gran Bre­ta­gna per sfrut­tare al meglio le diverse forme di tas­sa­zione esi­stenti all’interno della stessa Europa. Un sistema fiscale unico sarebbe asso­lu­ta­mente neces­sa­rio, ma le oppo­si­zioni sono for­tis­sime a comin­ciare dalla City lon­di­nese, un vero e pro­prio stato indi­pen­dente all’interno dell’Ue. Molti para­disi fiscali, come docu­men­tato da Libera e dal net­work inter­na­zio­nale Flare, sono in Europa o in ter­ri­tori d’oltremare di Paesi euro­pei.
La Troika men­tre impone poli­ti­che di lacrime e san­gue a 500 milioni di per­sone, faci­lita l’evasione fiscale e la fuga di capi­tali, sot­traendo cospi­cue risorse che potreb­bero essere uti­liz­zate per evi­tare i tagli allo stato sociale.

Le vio­la­zioni dei diritti

Andreas Fischer Lescano, pro­fes­sore di diritto euro­peo a Brema, ha denun­ciato come i recenti prov­ve­di­menti della Troika vio­lino quanto scritto nella Carta dei diritti fon­da­men­tali dell’UE. Il comi­tato per i diritti sociali del Con­si­glio d’Europa ha iden­ti­fi­cato 180 vio­la­zioni della Carta Sociale Euro­pea.
La Com­mis­sione Euro­pea cerca di ridurre al minimo la pos­si­bi­lità dei par­la­menti nazio­nali di discu­tere le deci­sioni di Bru­xel­les, pro­ce­dendo a colpi di rego­la­menti.
Tutte le deci­sioni in campo economico/finanziario sono state assunte con la bene­di­zione dei gruppi par­la­men­tari dei popo­lari, socia­li­sti e libe­rali, senza alcuna signi­fi­ca­tiva distin­zione. Gli stessi gruppi che hanno appro­vato nel 2008 la diret­tiva che ha auto­riz­zato fino a 18 mesi il trat­te­ni­mento dei migranti nei Cie.
E troppo sem­plice dimen­ti­carsi che a Bru­xel­les i nostri governi, senza distin­zione tra destra e cen­tro­si­ni­stra, sosten­gono simili scelte. .

Lista Tsi­pras da non perdere

È evi­dente la neces­sità di avere, anche in quei luo­ghi, un’efficace e orga­niz­zata pre­senza anti­li­be­ri­sta.
Aumen­tare l’efficacia di que­sta pre­senza deve essere l’obiettivo della lista Tsi­pras.
Ale­xis, in una recente inter­vi­sta, ha ricor­dato come l’esperienza di Genova 2001 sia stata all’origine del per­corso che li ha con­dotti fino a Syriza.
Quando Tsi­pras pone tra le con­di­zioni per for­mare una lista nel suo nome, quella di: «…non esclu­dere nes­suno. Si deve chia­mare a par­te­ci­parvi e a soste­nerla prima di tutto i sem­plici cit­ta­dini, ma anche tutte le asso­cia­zioni e le forze orga­niz­zate che lo vogliono» mi è venuto spon­ta­neo tor­nare con la mente al Genoa Social Forum, all’esperienza più inclu­siva che il movi­mento sia stato capace di costruire negli ultimi decenni nel nostro Paese.
Non un mira­colo, ma la con­sa­pe­vo­lezza che l’unità attorno ad obiet­tivi con­di­visi, era il nostro «bene comune» più pre­zioso, ed infatti il potere si è sen­tito in peri­colo e ha rea­gito con tutta la sua vio­lenza…
L’opportunità è grande e forse anche unica, cer­chiamo di coglierla tutti quanti insieme, senza veti né primogeniture.

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Fonte: controlacrisi.org

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Approfondimento

Elezioni Europee 2014 | Chi è Alexis Tsipras

SYRIZA  (Coalizione della Sinistra Radicale)

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