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Iraq: Al-Zaidi pestato in prigione. Salviamolo!

 

DA: Peacereporter 19/12/2008

 

Aperta un’indagine sui trattamenti subiti dal giornalista durante la detenzione

 

 

Il giornalista iracheno che durante una conferenza stampa ha
lanciato le scarpe al presidente Bush è stato duramente picchiato e
presenta lividi intorno agli occhi e su altre parti del viso.
Il magistrato Dhia Al-Kinani, che si sta occupando del caso, ha
aperto un’indagine sul trattamento subito dal giornalista, dal momento
in cui "è stato buttato a terra nel corso della conferenza stampa,
davanti alle telecamere. Guarderemo le registrazioni in video e
scriveremo una lettera ufficiale chiedendo il nome di coloro che hanno
assalito Al-Zaidi", ha fatto sapere il giudice. Dal momento
dell’arresto, il giornalista non è più comparso davanti alle
telecamere. Attualmente si trova in carcere, in attesa della sentenza
relativa al lancio delle scarpe contro il leader straniero. Il
magistrato Al-Kinani ha inoltre confermato che il giornalista ha
scritto una lettera di scuse al presidente iracheno Al-Maliki, che
potrebbe concedere la grazia ma solo se richiesta dal primo ministro ed
eventualmente dopo l’emissione della sentenza di condanna. (leggi tutto)

 

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SALVIAMO AL-ZAIDI

Muntadhar Al Zaidi sta ora affrontando la dura legge irachena, è in
carcere e secondo quanto riporta la CNN “Il reporter, secondo una fonte
governativa, è stato trascinato via dalla stanza della conferenza
stampa e arrestato. Rimane ora in prigione ed è stato sottoposto a test
per droga e alcool per stabilire il suo stato mentale”. Sappiamo tutti
quanto dura possa essere la sua vita ora, con il rischio diretto per la
sua incolumità nonchè una condanna che pare possa essere di sette anni.
Per favore sotieni Muntadhar facendo sapere al governo iracheno che
DEVE essere liberato!

FIRMA LA NOSTRA PETIZIONE!

 

 

Approfondimenti:

Video

200 avvocati pronti a difenderlo

Comunicato di Amnesty

Giochi e video in rete

 

 

 


Omosessualità e depenalizzazione

Vi invito a firmare la petizione per la decriminalizzazione dell’omosessualità. (madu)

 

"Il punto di vista cristiano, che va contro ogni realtà biologica, può
soltanto essere considerato dalle persone di buon senso come
un’aberrazione morbosa. Il suo radicamento nell’etica cristiana ha
sempre reso il cristianesimo una forza incline a disordini mentali e a
stili di vita nocivi."

                                                                                                                                  ( Bertrand Russell )

 

Omosessuali impiccati

 

Per la decriminalizzazione universale dell’omosessualità

 

A Rama Yade, Ministra per i diritti umani.

Nonostante l’opinione comune secondo cui l’omosessualità oggi sarebbe
più tollerata che in passato, le discriminazioni, le violenze e le
persecuzioni di gay e lesbiche sono un dato di fatto. In molti Paesi
gli atti omosessuali sono ancora condannati dalla legge, prevedendo una
pena che può variare da pochi anni all’ergastolo, o addirittura alla
condanna a morte. Ci appelliamo allora alle istanze internazionali
affinché avvenga un riconoscimento dei diritti di Gay, Lesbiche e Trans
in quanto diritti umani, con un impegno esplicito contro le varie forme
di discriminazioni nei confronti degli individui GLBT.

 
 


La salute è uguale per tutti!

 

DA:  Arcoiris tv

 

 

 
Appello promosso dalla Segreteria Provinciale FIMP

( Federazione Italiana Medici Pediatri ) di Modena


L’art. 32 della Costituzione Italiana sancisce come diritto
fondamentale dell’individuo il diritto alla tutela della salute e
garantisce agli indigenti il diritto alle cure gratuite, anche
nell’interesse della collettività.

Il DL 286/ 98 all’art. 35 prevede la gratuità delle cure urgenti ed
essenziali anche agli stranieri non iscritti al SSN, privi di permesso
di soggiorno, e privi di risorse economiche e non prevede nessuna
segnalazione, salvo i casi di obbligatorietà di referto, come per i
cittadini italiani.

La Lega Nord – Padania ha presentato attraverso 5 Senatori un
emendamento che prevede l’abrogazione del comma 5 dell’art. 35 e
abolisce la gratuità della prestazione urgente ed essenziale agli
stranieri non iscritti al SSN e privi di risorse economiche, e propone
inoltre l’obbligo per le autorità sanitarie di segnalarli all’autorità
competente.

I Pediatri di libera scelta aderenti alla FIMP ( Federazione
Italiana Medici Pediatri ) operanti nel SSN, sottoscrittori di questo
appello, ritengono gravissimo tale emendamento che finirebbe per respingere in
sacche di esclusione la popolazione più indigente e ne richiedono il
ritiro : esso non è soltanto la negazione di un diritto costituzionalmente
sancito, ma costituisce anche un pericolo per la tutela della salute
della collettività, per la mancata cura di patologie anche gravi, con
conseguente rischio di diffusione e rappresenta inoltre un pericoloso
passo legislativo verso l’abolizione del diritto alla cura. Ritengono inoltre che la segnalazione all’autorità competente di un
paziente indigente sia in aperto contrasto con il codice etico
ordinistico al quale i medici debbono attenersi e di cui affermano il
primato.

Denunciano con preoccupazione che tale emendamento priverà della
assistenza sanitaria essenziale migliaia di bambini divenuti "per
Decreto invisibili e senza diritti" in totale contrasto con la
Convezione ONU sui diritti del fanciullo e richiedono che lo Stato
Italiano firmatario con L. 176/91 della Convenzione ONU di New York del 20.11. 1989 sui diritti
del fanciullo garantisca ad ogni minore straniero il pieno diritto di
usufruire delle prestazioni mediche pediatriche a prescindere dalla
regolarità del soggiorno.

Richiedono quindi a tutti i colleghi Pediatri, a tutti i Medici,
agli Operatori Sanitari e a tutti i Cittadini Italiani ai quali stanno
a cuore i fondamenti dello stato sociale e la solidarietà di
sottoscrivere questo appello.

 

FIRMA L’APPELLO