Category Archives: diritti_lotte

Fermiamo il boia!

 

Rimando l’appello: siamo
a 2921 firme l’obiettivo da raggiungere è 5000 firme
. Facciamo presto!   (madu)

 

DA: congliultimi.it

 

FERMIAMO IL BOIA

vogliono uccidere Larry il 27
gennaio.

Firma la petizione!

 


Larry Swearingen

 

Avevamo trascorso un buon Natale… Insieme al
comitato Paul Rougeau ci eravamo dati da fare per raccogliere la somma
necessaria per spedirla all’avvocato di Larry.
Una somma (3.500
dollari)  che sarebbe servita per effettuare un test importante che
avrebbe potuto scagionare Larry. Eravamo ottimisti…
Ma, il 26
dicembre(!), è stato deciso che Larry sarà giustiziato il 27 gennaio.
Del resto è inutile negarlo questa celerità è dovuta all’influenza
della famiglia della vittima che era nipote di un senatore.




Occorre quindi mobilitarsi affinche un innocente NON venga ucciso.





Vi invito a firmare la
petizione seguendo le indicazioni presenti al seguente link:

 


Vi prego anche di far girare il più possibile questo appello
e far inserire da più parti (siti, blog ecc…) il link sopra citato.
E’ il minimo che
possiamo fare se abbiamo ancora un pochino di senso di
giustizia e passione sociale.
 
 
 

Gaza: Petizione per il cessate il fuoco

 

 

FERMIAMO QUESTA GUERRA!

FIRMA LA PETIZIONE PER IL CESSATE IL FUOCO A GAZA

 

 

 

Cari amici,

Lo spargimento di sangue a Gaza sta crescendo– le fatalita` si
aggirano intorno alle 800 persone di cui quasi la meta` civili e piu`
di 250 bambini.
Gli Israeliani grazie a areoplani e artiglieria
bombardano aree urbane densamente popolate, scuole delle Nazioni Unite
incluse, migliaia i feriti a piu` di 1.5 milioni di civili terrorizzati
non hanno via di scampo da questo territorio prigione — i confini sono
stati sigillati. Hamas continua a combattere e a lanciare razzi su
Israele: 11 Israeliani sono morti, anche da fuochi amici.

La nostra chiamata mondiale per un cessate il fuoco internazionalmente
garantito sta iniziando a farsi sentire chiara e forte, guadagnandosi
il supporto dei leaders d`Europa, del Medio Oriente e senza dubbio: le
fondamenta per un accordo stanno diventando chiare. Ma israele continua
a rifiutare la via della tregua, e l`ex presidente Bush sta bloccando un cessate il fuoco negoziato dalle Nazioni Unite ,
cercando invece di imporre un alternativa incline al rendere legittima
da parte di Israele il soffocamento e isolamento di Gaza.

Quel che e` troppo e` troppo. Non possiamo permettere che Bush & Co. blocchino un giusto cessate il fuoco.
250,000 hanno firmato la petizione per il cessate il fuoco, arriviamo a
mezzo milione–lo pubblicheremo con un duro-colpo avviso sul Washington Post
e lo consegneremo ai membri Consiglio della Sicurezza delle Nazioni
Unite durante riunioni — segui il link sotto per vedere l`avviso,
firma la petizione, e inoltra questo messaggio a tutti i tuoi amici e
familiari:




Il nostro sforzo puo` davvero fare la differenza–Lo stesso ministro
degli esteri israeliano assicura che una forte pressione
internazaionale, se intensa abbastanza, potrebbe assicurare un cessate
il fuoco.
Mentre la comunità internazionale continua i dibattiti e
postpone il problema, sempre più civili muoiono ogni giorno. Un
ufficiale di alto rango dell’ONU ha dichiarato “Non esiste un posto
sicuro a Gaza. Qui tutti sono terrorizzati e traumatizzati”.
Opponendosi a una risoluzione delle Nazioni Unite, secondo quanto si
dice Bush propone di escludere Hamas da qualsiasi cessate il fuoco e
lasciare carta bianca ad Israele, garantendo quindi che la violenza
continui indisturbata.
Ecco perché ci rivolgiamo al neoeletto presidente Obama e ai principali
strateghi degli Stati Uniti, così come all’UE e ai principali leader
internazionali, per raggiungere una risoluzione equa e stabile.

Affinchè sia duraturo, il cessate il fuoco deve proteggere i civili e pore finea tutti gli attacchi. — Le incursioni e i bombardamenti israeliani così come i razzi palestinesi sono diretti al sud di Israele. È
sempre più necessaria una supervisione internazionale alle frontiere,
affinchè siano riaperte le frontiere di Gaza per poter portare viveri,
carburante, medicinali e altri beni di prima necessità
, e per far
sì che non ci sia un traffico di armi che tra l’altro è solamente
aumentato con il blocco delle frontiere e per monitorare e rafforzare
un bilaterale cessate il fuoco

Hamas, che ha vinto le
elezioni del 2006 e ora governa a Gaza, ha dichiarato che accetterà il
suddetto cessate il fuoco. Dovrà mantenere la sua parola esattamente
come lo dovrà fare Israele. Non esiste una soluzione militare per
nessuna delle due parti – è giunto il momento che i poteri mondiali
entrino in gioco proponendo un accordo equo che protegga i civili da
entrambe le parti e permetta loro di vivere le proprie vite in pace e
tranquillità.Firma la petizione ora con il link qui sotto e invia il messaggio a tutti quelli che conosci – lo pubblicheremo sul Washington Post
e non solo, e cercheremo di raggiungere incontri faccia a faccia per
consegnare la petizione all’equipe di Obama, al Consiglio di Sicurezza
dell’ONU e ai leader europei:

 


Con speranza e determinazione,

Paul, Graziela, Ricken, Luis, Alice, Brett,
Ben, Iain, Paula, Veronique, Milena e tutto il team di Avaaz
 

 


PeaceLink sostegno per il 2009

E’ vitale ed indispensabile sostenere le associazioni che lottano contro il potere dell’informazione ufficiale. La lotta per la conoscenza, per la comunicazione e per una informazione libera oggi è ancora più dura. Stanno cercando in tutti i modi di cancellare quelle poche voci libere rimaste. Non dobbiamo permetterlo! Facciamo appello a tutte le nostre forze e combattiamo questa battaglia per la verità, la pace e la giustizia. (madu)

 

 

 

 Pace, ambiente, solidarietà, diritti telematici, cittadinanza attiva

Sostegno PeaceLink per il 2009


 
18 dicembre 2008


Vi vogliamo raccontare una storia che ci ha messo alla prova e da cui siamo usciti vincitori con l’aiuto di molti di voi.


L’anno scorso ci querelò il più potente industriale italiano
dell’acciaio: Emilio Riva. Avevamo scritto che sversava nell’aria e
nell’acqua oltre due tonnellate di mercurio. Citavamo le stime Ilva
inviate al Ministero dell’Ambiente. Querela grottesca quanto
preoccupante per il messaggio lanciato. La maldestra querela non ci ha
spaventato e abbiamo proseguito nella denuncia ambientale: la
magistratura ci ha dato ragione. Ha archiviato la querela ed ha
riconosciuto la correttezza delle nostre tesi. Per tutelarci abbiamo
raccolto fondi per la difesa legale, che non sono serviti. Così li
abbiamo reinvestiti commissionando ad un laboratorio due complesse
analisi per verificare la presenza di “picogrammi” di diossine e pcb in
un campione di formaggio. Era formaggio ottenuto da pecore e capre che
avevano brucato attorno alla zona industriale di Taranto. Quelle
analisi hanno fatto scattare un ampio controllo della sicurezza
alimentare. Da lì è partita un’inchiesta della magistratura che è
ancora in corso.

Se oggi non arriva sulle vostre tavole formaggio e carne alla diossina
prodotti attorno all’Ilva e alla zona industriale di Taranto è grazie a
questo nostro impegno che ora si sta estendendo alla tutela degli
allevatori danneggiati economicamente dalla diossina: dovranno essere
risarciti da chi ha inquinato. La vicenda è ormai diventata di
visibilità nazionale, ne hanno parlato i mass-media. Se su Youtube
digitate “PeaceLink” vedrete il pezzo di formaggio fatto analizzare da
PeaceLink e il filmato delle Iene in cui si racconta questa nostra
storia. La nostra mobilitazione ha dato una spinta in più
all’approvazione della recente legge regionale pugliese sulla diossina.

Stiamo crescendo, caratterizzandoci come punto di riferimento per i
media nazionali. È un’attività che ci espone ogni giorno a rischio di
nuove querele, poiché i “poteri forti” non esitano a muovere i loro
avvocati anche quando hanno torto. Abbiamo pertanto deciso di
rafforzare il nostro “fondo cassa” per poterci difendere
all’occorrenza. A ciò si sommano le “spese vive” di una rete viva come
PeaceLink: gestione dei server, acquisto di banda per i server su cui
ogni giorno si riversano 7/8000 utenti, telefonate, manifesti, cortei e
tutto quanto orbita attorno alla continua mobilitazione e alla
cittadinanza attiva. Conteniamo al massimo le spese grazie al
volontariato, non abbiamo funzionari pagati.

La nostra ragione d’impegno è la pace e la solidarietà. È diventato
sempre più chiaro che la tutela dell’ambiente è sempre più difficile se
non si riducono le folli spese per la guerra. Siamo contro l’acquisto
di costosi armamenti offensivi che mal si conciliano con l’articolo 11
della nostra Costituzione. Abbiamo detto più volte che la vera
sicurezza nasce dalla tutela della salute e dell’ambiente. L’aiuto
solidale verso i poveri è la strada per guardare al futuro. Per questo
sosteniamo progetti straordinari come quello della dottoressa Chiara
Castellani in Congo (www.kimbau.org).

Per questo vi chiediamo di aiutarci anche quest’anno: il nostro unico sponsor siete voi!

 Alessandro Marescotti – presidente di PeaceLink

Giacomo Alessandroni – segretario di PeaceLink

 
 
Note: 

Per informazioni sulle donazioni a PeaceLink con PayPal clicca su

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donazione ONLINE con carta di credito

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