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La macchina militare italiana ingoia ogni anno 27 miliardi di euro: quattro volte il fondo ordinario delle università

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Previsione spese militari 2012-2014: Un grottesco carnevale. Un gioco che fa male.

 

Se la situazione di Finmeccanica non lascia spazio a commenti che non siano di disprezzo per lo spreco di risorse pubbliche, la situazione prospettata dal Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 ha del grottesco.
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14 novembre 2011 – Rossana De Simone

“Tremonti avverte: tagli sbagliati, si rischia una Difesa inefficiente. Repubblica è venuta in possesso di due documenti riservati che ministri dell’Economia e della Difesa hanno stilato ma non hanno mai discusso in Parlamento. I parlamentari d’opposizione si sono accorti di non avere mai ricevuto né letto la nota integrativa, ma solo quella “aggiuntiva”. Nessuna delle due, comunque, è mai stata discussa”.

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/11/10/news/documilitari_documilitaridue-24797978/

Che l’attività parlamentare fosse in crisi non v’era dubbio. L’attività principale dei parlamentari era diventata il voto (di fiducia) con brevi e sporadici spazi dedicati alla discussione. Ma che l’opposizione si accorga attraverso un giornale “di non avere mai ricevuto né letto la nota integrativa, ma solo quella aggiuntiva” è gravissimo. Non solo non si è discusso l’aggiornamento del Modello di Difesa, non si è discusso delle scelte strategiche e militari circa il ruolo internazionale dell’Italia, delle priorità e opzioni alternative all’interno di un bilancio della difesa, ma oggi sappiamo che l’opposizione non sa neanche quale sia il reale bilancio della difesa.

Mentre la maggior parte della popolazione vive pesantemente la precarietà come condizione generalizzata della vita e del lavoro l’articolo in questione recita l’incertezza sul presente e sul futuro del settore, mentre la crisi attanaglia una società sempre più povera accanto all’articolo “Tremonti avverte: tagli sbagliati, si rischia una Difesa inefficiente” si leggono casi di corruzione e sprechi nel mondo delle Forze armate e dell’industria bellica “La macchina militare italiana ingoia ogni anno 27 miliardi di euro: quattro volte il fondo ordinario delle università”. (leggi tutto)

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Fonte: Peacelink

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Approvato in Portogallo l’atroce piano di rientro.

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Il piano di rientro del Portogallo pessimo segnale per i paesi “a rischio” 

di Goffredo Adinolfi

Il Portogallo ha approvato il suo “piano di rientro”, lodato da Ue e Fmi. Ai dipendenti tolta tredicesima e quattordicesima. Eliminati quattro giorni festivi. Aumentata l’Iva. L’inflazione galoppa. Ricorda qualcosa?

Fatto. Venerdì il budget per il 2012 è stato approvato, voto a favore del centro- destra, astensione dei socialisti e voto contrario del Bloco de Esquerda e del Partido Comunista. Un solo principio alla base del nuovo pacchetto di misure: ridurre, drasticamente, l’intervento regolatore dello stato nell’economia. La chiamano austerità ma a noi non sembra sia questo il termine più appropriato: austerità rimanda a qualche cosa di temporaneo, mentre i tagli del governo guidato dal «socialdemocratico» José Passos Coelho, al di là delle parole, sembrano proprio essere definitivi.
Misure che, più che dall’austerità, sembrano essere ispirate da una sorta di vendetta, la vendetta di quella classe dirigente che, con la Rivoluzione dei garofani del 25 aprile ’74, si era sentita derubata di ciò che durante 50 anni di dittatura aveva considerato un suo diritto inalienabile: essere al di sopra della legge, o, per meglio dire, essere la legge.
È solo in questo quadro che possono essere interpretati provvedimenti non solo ingiusti, ma anche controproducenti per tutti, anche per quelle élite che con tanta determinazione sostengono misure tanto dolorose quanto violente (dopotutto ce l’aveva già spiegato Max Weber, un secolo fa che l’homo oeconomicus è una pura invenzione).
La demagogia è tanta, il governo taglia ai dipendenti pubblici il sussidio di natale e di ferie, cioè tredicesima e quattordicesima, come a dire: non taglio nei salari (già tagliati del 10% dal governo socialista) ma nei sussidi, in quel di più che fino ad adesso vi è stato concesso ma a cui, durante questo periodo di quaresima, potete fare a meno. In sostanza è un bel 30% in meno che i portoghesi riceveranno a partire da ora, ma è un calcolo che deve intendersi per difetto perché questo è un governo cattivo che colpisce, come colpisce un pugile scorretto, sotto la cintura. L’aumento dell’Iva, dei trasporti pubblici, la riduzione consistente dei servizi, tutto, senza pietà. Passos Coelho dice di volere tagliare del 45% le spese dello stato: una vera controrivoluzione che riporterebbe lo stato portoghese all’ottocento. Ma non basta, si vuole abolire il passe sociale dei trasporti per anziani e studenti, si aumenta di mezz’ora l’orario lavorativo, si vogliono eliminare ben 4 giorni festivi, due religiosi e due laici, par condicio! E non è tutto…  (leggi tutto)

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Fonte:  il Manifesto

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La Rete contro i narcotrafficanti. Ucciso attivista per una denuncia sul Social Network.

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Messico, postare costa la vita

di Elsa Pili

Quarto assassinio in due mesi ad opera del gruppo di narcotrafficanti Los Zetas. Anche questa volta la vittima è un attivista che lavorava in Rete per denunciare le loro attività criminali

Dopo i blogger uccisi all’inizio di settembre e dopo il presunto rapimento di un membro di Anonymous che ha comportato le minacce del gruppo di hacktivisti, Los Zetas tornano a colpire.

Giovedì Anonymous IberoAmerica aveva dichiarato di voler abbandonare l’operazione antinarcos OpCartel poiché il fantomatico membro rapito sarebbe stato rilasciato, accompagnato da un messaggio: “10 persone saranno assassinate per ogni nome di collaboratore di Los Zetas rivelato”. La “guerra” tra i nacrotrafficanti e gli attivisti del web sembrava essersi placata e invece mercoledì 9 novembre il gruppo criminale ha compiuto un altro assassinio.

Pare si tratti di un collaboratore – e co-moderatore – di Nuevo Laredo en Vivo, lo stesso network dove lavorava Marisol Macias Castaneda, anche lei brutalmente assassinata poco più di un mese fa. Il corpo di “Rascatripas” – questo il suo nickname sul sito – è stato trovato senza vita e decapitato dietro una statua di Cristoforo Colombo a un miglio dal confine col Texas. Accanto al corpo un messaggio: “Ciao, sono Rascatripas e questo mi è accaduto perché non avevo capito che non avrei dovuto pubblicare cose sui social network”. (leggi tutto)

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Fonte: Punto Informatico

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