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Anonymous – Videomessaggio da Occupy Wall Street alla Polizia

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by Gary Fawkes   (VIDEO)
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” Un saluto dal mondo alle Forze di Polizia. Siamo Anonymous. Dall’inizio del movimento Occupy abbiamo visto come la violenza della polizia verso i manifestanti pacifici  è costantemente aumentata. Questa vostra violenza sui  cittadini è ingiusta e fuori luogo. Le  vostre incursioni sugli accampamenti in piazza e le vostre azioni  illegali di funzionari corrotti non rimmarranno impunite.
Qualsiasi funzionario,  giudicato colpevole di questi crimini contro i manifestanti pacifici sarà colpito rendendo pubblici i suoi  dati personali. E’ tempo che tu prenda una dose del  nostro farmaco  e la smetta di nasconderti dietro il tuo badge.
Tenente John Pike del U. C. Davis Campus di polizia
Records Unit Manager
Hai spruzzato su una folla di studenti pacifici seduti per terra dello spray al peperoncino. Sei un codardo e un prepotente.
Sei uno strumento di corruzione.
Sei un burattino dei tuoi padroni. Cittadini del mondo, inondiamo il suo telefono di casa al 530-752-3989.
Inondiamo il suo cellulare al 530-979-0184.
Inondiamo la sua e-mail   japikeiii@ ucdavis.edu.
Riempiamo la sua casa con consegne di pizza e posta indesiderata al 4005 Cowell Boulevard. Appartamento # 616. Davis, California 95618.
Inondiamo il  suo skype a japike3.
Inondiamo i suoi telefoni, e-mail e la cassetta postale per esprimere la nostra rabbia.
Inondiamo il campus di U.C. Davis.
Riempiamo le strade del mondo per difendere i nostri diritti e contro l’ingiustizia.
Siamo Anonymous.
Siamo una  Legione.
Noi non perdoniamo.
Noi non dimentichiamo.
Aspettateci! ”
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Jatevenne! Napoli in piazza contro il razzismo, il fascismo e l’omofobia

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Napoli – Giovedi 24 novembre 

ore 20.00 in piazza del Gesù

Musicisti contro il razzismo e il neofascismo

 

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MANIFESTAZIONE  

Napoli – Sabato 26 novembre

15.00 – 18.00  piazza Cavour

Il 26 novembre è stata annunciata una manifestazione nazionale dei gruppi nazifascisti a Napoli! Il loro scopo è quello di insediarsi in questa città dopo che due anni fà la mobilitazione di migliaia di studenti, precari e lavoratori napoletani li ha mandati via dal quartiere Materdei, che pure fin dal primo momento li aveva rigettati.

Mentre con la crisi economica assistiamo al sequestro della democrazia per sacrificare i nostri diritti e il nostro futuro agli interessi della speculazione finanziaria, i razzisti e i fascisti come Casapound cercano di deviare le lotte sociali in rancore verso i più deboli, in astio per le differenze e i migranti, in pratiche squadriste, sessiste e omofobe. Alimentano la guerra tra poveri e per questo ricevono coperture politiche e sostegno economico, moltiplicando le provocazioni violente contro gli attivisti dei movimenti sociali in tutta Italia (il caso più clamoroso l’aggressione al movimento dell’Onda studentesca).

La nostra città, che riconquistò la libertà e la dignità ribellandosi in massa all’occupazione nazifascista, non può accettare ulteriori ferite da chi rivendica pubblicamente l’eredità della tirannia e dell’autoritarismo! Da chi è legato a personaggi che per decenni hanno insanguinato le piazze di questo paese con le bombe commissionate dai servizi segreti a piazza Fontana, Brescia, Bologna, sul treno Italicus…

In questo tempo siamo tutti chiamati a mobilitarci per combattere la precarizzazione del lavoro e dell’esistenza, per un futuro di diritti e di maggiore uguaglianza. Per questo sabato 26 novembre invitiamo tutte e tutti in piazza per esprimere il proprio rifiuto contro questa “marcia su Napoli”. Perché un altro mondo è possibile, senza squadrismo, autoritarismo, sessismo e razzismo!

Antirazzisti/ e Antifascisti/e napoletani

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Yenesew Gebre, martire per la liberazione dell’Etiopia

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Si dà fuoco contro le discriminazioni. E’ il Mohammed Bouazizi d’Etiopia

La morte è preferibile ad una vita senza dignità né giustizia” sarebbero queste le ultime parole pronunciate da Yenesew Gebre, giovane insegnante e attivista, prima di darsi fuoco in un estremo gesto di protesta durante una contestazione nella città meridionale di Waka.

I fatti risalgono allo scorso 11 novembre, ma la serrata censura in atto nel paese non ha consentito la diffusione della notizia se non con qualche giorno di ritardo, attraverso i network della diaspora etiopica.

Secondo i familiari dell’insegnante il giovane è morto pochi giorni dopo, il 14 novembre, in seguito alle ustioni riportate. Manifestava assieme ad altri esponenti dell’opposizione attivisti per i diritti umani contro la repressione, corruzione e discriminazione del governo di Meles Zenawi, al potere dal 1991, e del suo Fronte popolare per la liberazione del Tigray (Tplf).

In un comunicato congiunto, diffuso dalla tv etiopica satellitare (di opposizione) ‘Esat’ i rappresentanti delle associazioni della diaspora etiopica negli Stati Uniti affermano che la morte di Gebre, già ribattezzato “il Mohammed Bouazizi d’Etiopia’ – dal nome del giovane tunisino che immolandosi ha dato il via alle rivoluzioni in atto nel Mediterraneo – “non sarà stata invana” e invitato la popolazione etiopica a sollevarsi per la sua “primavera”.  

Attivisti e membri dell’opposizione in esilio hanno inoltre denunciato il “sostegno incondizionato” fornito da numerose potenze occidentali “e in primo luogo dagli Stati Uniti” nei confronti del governo etiopico, “senza sapere, o fingendo di ignorare – sottolinea una nota dell’Ethiopian-american Council – che gli aiuti internazionali che vengono consegnati ad Addis Abeba finiscono nelle sole mani dei complici del’entourage del primo ministro e degli iscritti al Tplf”.

Nelle ultime settimane, associazioni locali e internazionali per la libertà di stampa hanno denunciato un giro di vite da parte del governo nei confronti dei giornalisti, segnalando i nomi di numerosi operatori dell’informazione e oppositori detenuti in carcere.

[AdL]

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Fonte: Misna

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