Category Archives: cybercultura_internet

Anonymous, alla porta c’è l’FBI

Quaranta mandati di perquisizione in terra statunitense. I federali sono alla caccia di altri membri del gruppo di cyberattivisti, che nel frattempo spedisce una minacciosa lettera aperta al governo di Londra

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di Mauro Vecchio

Più di quaranta mandati di perquisizione impugnati dagli agenti del Federal Bureau of Investigation (FBI) in varie città degli Stati Uniti. Un’indagine coordinata a livello internazionale, con la stretta collaborazione dei corpi di polizia olandesi, tedeschi, francesi. E con un unico e solo obiettivo: stanare decine e decine di giovani membri del gruppo di cyberattivisti Anonymous.

I federali a stelle e strisce si muoveranno insieme alla National Cyber-Forensics and Training Alliance (NCFTA), l’alleanza tra pubblico e privato per identificare e neutralizzare il cybercrimine. Al centro delle attenzioni dell’FBI c’è il tool noto come Low Orbit Ion Canon (LOIC), ampiamente sfruttato da Anonymous per coordinare gli attacchi di tipo DDoS contro i siti ufficiali di servizi come PayPal, Visa e Mastercard.

Il fuoco del dissenso aveva infatti investito queste aziende in seguito al blocco dei canali dedicati alle donazioni verso il sito delle soffiate Wikileaks. Un comunicato stampa dell’FBI ha ricordato come un attacco di tipo denial-of-service sia illegale, e come i sospettati potrebbero rischiare fino a 10 anni di carcere. Praticamente la stessa pena che attenderebbe al varco i cinque membri di Anonymous arrestati nel Regno Unito. (leggi tutto)

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Fonte: PuntoInformatico

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WebTheatre: da Napoli a Los Angeles

Situazioni surreali a bordo di un’auto, pillole di improvvisazione incardinate su una sceneggiatura solida. Travel Companions è una serie italiana che piace anche negli USA

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di G. Niola

Qualche anno fa Chris Anderson, l’uomo della coda lunga e il direttore di Wired US, in mezzo ad un articolo lunghissimo scriveva, senza dargli troppa importanza, due righe che sono rimaste impresse a molti per l’evidente acume profetico. In quelle righe descriveva un probabilissimo scenario futuro in cui, tenendo ferma l’evoluzione dei mezzi di produzione (più economici e più professionali) e di distribuzione (ubiqui e per tutti) caratteristici del connubio rete e tecnologie digitali, tutti gli abitanti del Pianeta nel corso della vita avrebbero, in media, scritto un libro, composto una canzone o girato un film. L’idea non era solo che produrre è più facile e distribuire ancora di più, ma che è in atto un cambio di mentalità tale da declinare quelle forme di produzione in versioni più spartane (ma non per questo meno valevoli!) e quindi alla portata di tutti, anche di chi non faccia questo di lavoro.

In seguito l’allora inesistente produzione audiovisuale per la rete ha puntualmente preso anche questa direzione oltre a quelle più pulite, patinate e professionali. Neanche a dirlo, è la sua dimensione più selvaggia e interessante. Abbiamo visto le disavventure di Scotty (girate di straforo), le idee di Willwoosh (realizzate, almeno inizialmente, nel tempo libero) e addirittura progetti che professionisti del cinema e della tv hanno realizzato nel tempo libero.

E proprio quella della produzione nel tempo libero da parte di persone che solitamente hanno un altro lavoro è una scelta talmente radicata e sensata, nel mondo delle serie per la rete, che anche prodotti solo apparentemente da dilettanti e realizzati per se stessi sono estremamente valutati. A dimostrarlo è il successo internazionale di Travel Companions, una serie italiana arrivata ormai alla seconda stagione che pare essere apprezzata anche oltreoceano.

La serie, a metà tra preparazione e improvvisazione, ha al centro due colleghi di lavoro che condividono un’auto e ogni mattina vanno al lavoro insieme. Ferdinando Carcavallo e Luca Napoletano interpretano più o meno se stessi in piccoli sketch finzionali, alle volte anche totalmente surreali, che come si conviene hanno un tono comico e spesso sono talmente brevi da risultare estremamente diretti e sinceri.  (leggi tutto)

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Video:  Quo vadis?

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Fonte: PuntoInformatico

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USA: Cyber-Sicurezza

Il cervellone del Grande Fratello

Nelle praterie dello Utah sorgerà il megacentro informatico dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale, cui Obama ha affidato la guida della cyber sicurezza nazionale

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La famigerata Agenzia per la Sicurezza Nazionale (Nsa) americana – il Grande Fratello che spia tutte le attività e comunicazioni elettroniche della popolazione Usa (e non solo) e a cui Obama ha affidato lo scorso anno la guida del neonato U.S. Cyber Command – ha annunciato l’inizio dei lavori per la costruzione di quello che sarà il centro informatico militare più grande e sofisticato del pianeta.

Il supercervellone della potente organizzazione guidata dal generale Keith Alexander – un impianto informatico dell’estensione di un ettaro inserito in un edificio superprotetto di circa 10 ettari – sorgerà nel 2013 nelle desolate praterie dello Utah, una quarantina di chilometri a sud di Salt Lake City, vicino alla base militare della Guardia Nazionale di Camp Williams.

La Nsa ha spiegato che il Data Center dello Utah (Utc) sarà la componente essenziale per la messa in pratica della strategia di cyber-sicurezza nazionale (la Comprehensive National Cyber-security Initiative – Cnci – varata da Bush nel gennaio 2008) e la sala-macchine distaccata del Cyber Command di Fort Meade, nel Maryland (dove ha sede anche la Nsa).  (leggi tutto)

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Fonte: PeaceReporter

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