Author Archives: maribù duniverse

Veneti e friulani saliti sull’altopiano per difendere la foresta

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La foresta del Cansiglio

La foresta del Cansiglio

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Consiglio: giù le mani dalla foresta!

16 Settembre 2016

I sindaci dell’Alpago e della pedemontana trevigiana del Cansiglio vogliono un investitore che acquisti dalla Regione l’hotel San Marco e lo trasformi n un centro benessere? «Si accomodino» hanno reagito i promotori della prima festa popolare del Cansiglio, davanti ai 2 mila tra veneti e friulani saliti sull’altopiano, nonostante il brutto tempo e che neppure un violento acquazzone ha fatto scappare.

Ne erano attesi 300, domenica 19 giugno, non di più, per protestare contro la vendita (o la svendita?) del San Marco, chiuso da due decenni ed in precarie condizioni, ne sono arrivati cinque volte tanto. Un’autentica sorpresa, che ha colto impreparati anche gli organizzatori, da Mountain Wilderness all’Ecoistituto del Veneto, passando per Radio Gamma5.

«Questo dimostra com’è condiviso e popolare il sentimento di una protezione assoluta per questa foresta» ha commentato Michele Boato, presidente dell’Ecoistituto e autore di una lettera aperta al governatore del Veneto Zaia, per dirgli che quegli 815 mila euro che sono la base d’asta della vendita del San Marco non porteranno alcun beneficio economico, mentre daranno il via alla privatizzazione dell’altopiano. Sono state raccolte, nella circostanza, anche le prime 1200 firme in calce ad una petizione pubblica. Gli alpinisti Kurt Diembergher e Fausto De Stefani, tra i nomi più noti di scalatori, quando ieri mattina sono stati portati al San Marco per constatare il sito, hanno subito osservato che «sarebbe uno scempio aprire, in un luogo così fragile e strategico dal punto di vista naturalistico, un centro benessere, un albergo che richiamerebbe la necessità di un indotto di altre strutture, e di conseguenza la privatizzazione del Cansiglio».

È intervenuto anche Cesare Lasen, già pressidente del Parco nazionale Dolomiti bellunesi, una delle autorità in campo botanico, per sottolineare l’importanza del Cansiglio su questo piano. Da qui la necessità che prima di pensare alla candidatura delle colline del Prosecco come patrimonio tutelato dall’Unesco, si prenda in considerazione questa la sollecitazione di De Stefani la candidatura del Cansiglio. O, ancor meglio, la sua aggregazione alle Dolomiti già protette. Duemila persone non se le aspettava proprio nessuno, ieri in faccia al monte Pizzoc, da una parte, e al monte Cavallo, dall’altra. Gli organizzatori hanno promosso al mattino alcune escursioni per conoscere puntualmente la foresta: lungo la strada del Patriarca, al Giardino alpino, al Museo naturalistico e a quello etnografico “Anna Vieceli”; il gruppo più nutrito ha voluto conoscere i grandi alberi della foresta, i più storici.

Poi la festa e, prima che diluviasse, le riflessioni ad alta voce. C’è ancora tempo hanno convenuto gli oratori perché Zaia, che ha dimostrato grande sensibilità nel salvare centinaia di cervi dalla mattanza, ritiri il bando di vendita del San Marco, e magari lo faccia abbattere essendo in condizioni precarie, e lasci il colle su cui sorge alla fruibilità delle migliaia di visitatori dell’antico bosco da remi della Serenissima Repubblica.
La festa è proseguita quando è cessata la pioggia. È stata ospitata dall’ex base militare della guerra fredda, dove sta per essere definitivamente sistemato un grande parcheggio per camper e dove uno dei vecchi hangar sarà trasformato in un Museo della guerra fredda, con annesso auditorium. Museo che i sindaci ritengono inutile («non si possono spendere 600 mila euro in questa maniera» commenta il sindaco di Tambre), mentre sarebbe più urgente la definitiva sistemazione del parcheggio dei camper.

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Fonte: Salva le Foreste

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Approfondimento

Alpago

Cansiglio

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Primo Festival dell’Arte IRregolare

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Oggi è l’anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle di New York, sono già passati 15 anni.
E siccome di quel giorno oggi ne parlano tutti ma proprio tutti, noi di Cacao vi parliamo d’altro.
Ringrazio Jacopo Fo che ci ha dato spazio questa settimana per raccontarvi di un evento che ci sta particolarmente a cuore: il primo Festival dell’Arte IRregolare che si terrà ad Alcatraz dal 2 al 4 ottobre.

Era il 2014 quando Jacopo, armato di pennelli e colori, dipingeva un bellissimo murales a Bologna, al Dipartimento di Salute Mentale. Iniziava così una collaborazione tra gli artisti Irregolari Bolognesi e il Nuovo Comitato Nobel per i Disabili.
Quel 14 ottobre – Giornata della Salute Mentale – abbiamo presentato anche la Galleria Virtuale che raccoglieva le opere degli stessi artisti.

Arte IRregolare è un percorso culturale dedicato alla creatività differente e alla bellezza nascosta che non trova spazio nei consueti canali espositivi.
E in questi due anni la nostra Galleria si è allargata anche ad altre città e oggi accoglie 40 artisti con oltre 350 opere.
E allora vogliamo festeggiare tutto questo con una mostra, una giornata formativa (sono previsti crediti ECM) e la proiezione di un film in collaborazione con il PERSO Film Festival di Perugia dal 2 al 4 ottobre ad Alcatraz. Insomma, con un Festival.

Dal 2 al 4 ottobre ad Alcatraz saranno presenti operatori, artisti ed esperti, uno per tutti: il prof. Giorgio Bedoni, psichiatra ed esperto di Arte IRegolare.
Esporremo oltre 70 opere e ne parleremo con gli autori.

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Potete vedere il programma qui e per informazioni potete scrivere a gabriella@comitatonobeldisabili.it o telefonare allo 075/9229776 o ad Alcatraz allo 075/9229938.

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Video: “FESTIVAL DELL’ARTE IRREGOLARE – OUTSIDER ART FESTIVAL (prima edizione)”

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Fonte: comitatonobeldisabili.it

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73° Biennale del Cinema di Venezia: “Spes contra spem” docufilm sull’ergastolo ostativo

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Al Festival di Venezia in scena “Spes contra spem-Liberi dentro”, docufilm di Ambrogio Crespi sul fine pena mai.

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Fine pena: mai. È la condanna scritta nel destino dei detenuti cui è applicata la massima punizione prevista dal nostro codice penale, il cosiddetto ergastolo ostativo. Una pena immutabile che, a differenza di quanto accade con l’ergastolo “normale” – in cui, dopo 26 anni di detenzione, il condannato può uscire dal carcere e avere la possibilità di usufruire di permessi premio, semilibertà o liberazione condizionale – prevede che il detenuto viva tutta la sua esistenza in un regime di eccezione, senza poter accedere ad alcun beneficio penitenziario. A raccontarne le ombre è stato Ambrogio Crespi, nel docufilm Spes Contra Spem – Liberi subito, prodotto in collaborazione con Nessuno Tocchi Caino, Indexway e Radio Radicale. L’opera, che sarà presentata questa settimana alla 73° Biennale del Cinema di Venezia, racconta le storie di criminali, mafiosi e pluriomicidi, immergendo lo spettatore nel viaggio di colpa, reclusione e speranza di chi è condannato all’ergastolo ostativo.

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Il regista, in particolare, ha incontrato e intervistato detenuti e agenti di polizia della casa di reclusione Opera, tracciando – senza pregiudizi e senza buonismi – “un manifesto contro la criminalità, scritto da criminali che sgretolano il mito del criminale stesso”, raccontando “storie di uomini con un ergastolo ostativo, un ‘fine pena mai’ che oggi sono un manifesto delle istituzioni e che ringraziano senza dubbi chi li ha sottratti alle loro vite ‘libere’ perdute. Dal film emerge con chiarezza, infatti, non solo un cambiamento interiore dei detenuti – nel loro modo di pensare, di sentire e di agire – ma anche la rottura esplicita con logiche e comportamenti del passato e una maggiore fiducia nelle istituzioni.

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La prima proiezione è prevista per il 7 settembre alle ore 15:00. A seguire, interverranno il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il regista Ambrogio Crespi e Sergio d’Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino. Il 9 settembre alle 11:00 la seconda proiezione, nella Sala Pasinetti della Biennale. La capienza della sala è di 120 persone e l’ingresso è libero.

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Trailer

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Da: Ristretti Orizzonti

Fonte: galileonet.it

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Approfondimento

Che cos’è l’ergastolo ostativo

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