Author Archives: maribù duniverse

Apple, Napoli ed i 600 posti di lavoro inventati.

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Tim Cook

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di maribù duniverse

Riporto testualmente dalla pagina ufficiale italiana di Apple: “ROMA – 21 gennaio 2016 – Apple ha annunciato oggi la creazione in Italia del primo Centro di Sviluppo App iOS d’Europa, per fornire agli studenti competenze pratiche e formazione sullo sviluppo di app iOS per l’ecosistema di app più innovativo e vivace al mondo.

Il Centro di Sviluppo App iOS, sarà situato in un’ istituzione partner a Napoli, sosterrà gli insegnanti e fornirà un indirizzo specialistico preparando migliaia di futuri sviluppatori a far parte della fiorente comunità di sviluppatori Apple…”

Si evince dal testo che non sorgerà alcuna  struttura di sviluppo Apple, si appoggerà ad una sede partner,  e che non saranno creati nuovi posti di lavoro.

L’ennesima maledetta presa in giro!

Da parte del governo solo una meschina propaganda elettorale!

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Brivido caldo

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“Vento” – Vincent Van Gogh

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Il viola del deserto lotta con il vento,
trasparenti scivolano all’orizzonte,
avvinghiati scompaiono nell’ignoto.
Sprofondo le mani in me,
tra le sabbie assolate,
le protendo sino all’orizzonte, sudo
Spasmi e convulsioni mi scuotono, cado.
Mi rialzo, precipito… e mi dissolvo
nell’immenso nero infinito.

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(maribù duniverse)

 

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’43-’97 di Ettore Scola. Cinquant’anni di cinema in 8 minuti.

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Scola

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di maribù duniverse

Un corto inedito di Ettore Scola.

Siamo nel Ghetto di Roma il 16 ottobre del 1943 dove i deportati vengono ammassati su di un camion delle SS. Immagini che scorrono dure, con visi sofferenti, intrisi di terrore e di rassegnazione. Poi accade qualcosa. E, poco dopo, ci ritroviamo in una sala cinematografica dove le immagini di un Cinegiornale passano dal folle e crudele viso di Hitler a quello del grande Chaplin. Da qui in poi parte una carrellata di sequenze di film dal ’43 al ’97 che raccolgono gli aspetti più profondi e significativi della vita. L’apertura e la chiusura delle sequenze sono contraddistinte da una fuga. La fuga dalla paura, dalla sofferenza, dalle ingiustizie, fuga che in entrambi i casi si conclude in una sala cinematografica dove il fuggitivo trova la salvezza e forse la libertà. E’ bellissima la scena finale in cui si incontrano gli sguardi dei due individui che si sono salvati uno ebreo nel lontano ’43 e l’altro giovane migrante in quel giorno del ’97.

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Le sequenze sono tratte da diversi film: Il Grande Dittatore, Roma città aperta, Ladri di biciclette, I soliti ignoti, Il sorpasso, Amarcord, Il Gattopardo, Una giornata particolare, Ricomincio da tre, Il postino, Palommella Rossa e La Tregua.

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