Monthly Archives: Maggio 2009

C’era una volta la Sinistra italiana

Interessante articolo di Perry Anderson, storico britannico, articolo estratto dal suo nuovo libro “The new-old world” che uscirà a settembre. Anderson in un analisi storica fino ai nostri giorni ci riporta le motivazioni per cui la sinistra italiana ha dilapidato un’eredità politica straordinaria. (madu)
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LA SINISTRA INVERTEBRATA

Troppo deboli, moderati, pronti a scendere a compromessi. Il Pci e i suoi eredi hanno perso contatto con la società. E hanno dilapidato un’eredità politica straordinaria, scrive lo storico
inglese Perry Anderson.

1 maggio 2009 

La sinistra italiana era una volta il più grande e impressionante movimento popolare per il cambiamento sociale in Europa occidentale. Comprendeva due partiti di massa, il Pci e il Psi, ognuno con la propria storia e cultura, impegnati non a migliorare, ma a rovesciare il capitalismo.

L’alleanza del dopoguerra tra socialisti e comunisti, però, non sopravvisse al boom degli anni cinquanta. Nel 1963 Pietro Nenni portò per la prima volta il Psi al governo, come alleato
della Democrazia cristiana, imboccando la strada che avrebbe condotto a Bettino Craxi e lasciando ai comunisti la guida dell’opposizione al regime democristiano.

Fin dall’inizio il Pci era stato il più forte dei due partiti, sia dal punto di vista organizzativo sia da quello ideologico. Prima di tutto aveva una base più ampia: a metà degli anni cinquanta contava più di due milioni di iscritti, che andavano dai contadini del sud agli operai delle industrie del nord passando per gli artigiani e gli insegnanti del centro Italia.

Il suo punto di riferimento teorico erano i Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, pubblicati per la prima volta tra il 1948 e il 1951. All’apice della sua potenza, il Pci era in grado di attingere a una straordinaria gamma di energie morali e sociali: poteva contare sia sulle sue profonde radici popolari sia sull’appoggio degli intellettuali, più di qualsiasi altra forza politica del paese.

La grande influenza che il Pci esercitava nel mondo del pensiero e dell’arte dipendeva anche dalla sua capacità di assimilare e riproporre il filone dominante della cultura italiana: l’idealismo. Questa corrente aveva trovato la sua espressione più alta, anche se non l’unica, nella filosofia di Benedetto Croce, che nella vita culturale italiana aveva assunto un ruolo simile a quello avuto da Goethe in Germania.

Lo storicismo di Croce, anche grazie all’attenzione che gli aveva riservato Gramsci negli anni della prigionia, diventò il nutrimento naturale di gran parte della cultura italiana del dopoguerra. Dietro a quella corrente di pensiero, però, si nascondevano tradizioni filosofiche molto più antiche, secondo cui in politica il primato spettava al regno delle idee, concepito come volontà o intelletto. (leggi tutto)

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Da: rekombinant.it

Fonte: Internazionale

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Approfondimento:
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Sicurezza: Siamo tutti un popolo di migranti

Documento per un’attenta e profonda riflessione. (madu)

 

DA: Rainews24

 

 Emigranti italiani

 

SIAMO TUTTI UN POPOLO DI MIGRANTI

 

"Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti
bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti
alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani
invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono
che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne
li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è
diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade
periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti
hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non
hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per
lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura,
attività criminali".


La relazione così prosegue:

"Propongo che si
privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma
disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli
americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non
contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte
di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia.

Vi invito a
controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per
l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli
Stati Uniti, Ottobre 191.

 

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Approfondimento:

Emigrazione italiana


Peer to Peer: Dove sbaglia Sarkozy

Quando il "potere" pensa di riuscire a fermare il mondo, quando la follia si impossessa delle menti. Buona lettura! (madu)

 

DA: Punto Informatico

Giovedì 14 maggio 2009 di Alessandro Bottoni

 

Dove sbaglia Sarkozy

 

 

Roma – Questa è una di quelle notizie che non si sa davvero come accogliere:

Martedì
12 maggio l’Assemblea Nazionale Francese ha deliberato una norma che
prevede dure sanzioni per chi usa programmi "peer to peer", ossia che
permettono di scaricare gratuitamente musica e film dalla rete web,
fino a prevedere la sospensione dall’accesso a internet in caso di
recidiva.
La legge prevede la costituzione di una nuova autorithy
con il compito di ammonire i pirati, che verranno privati dell’utenza
internet in caso di recidiva. Il soggetto sarà obbligato a continuare a
pagare l’abbonamento.

(Da Attacco ai diritti in rete, su L’Altro di ieri)

Non
si sa se indignarsi di fronte a tanta tracotanza o mettersi a ridere
per tale follia. Ma lasciamo perdere per un attimo gli aspetti politici
e riflettiamo sul punto centrale: questa legge può realmente bloccare o
limitare il fenomeno del file sharing?
Temo proprio di no…


Caso 1: Il software client
A
quanto pare, Sarkozy mira direttamente a proibire l’uso di software P2P
come eMule. Per scoprire chi usa software di questo tipo ci sono solo
due modi: ispezionare i loro computer e rilevare il traffico P2P in
ingresso ed uscita dalle loro connessioni ad Internet. Per ispezionare
i PC degli utenti, però, è tuttora necessario un mandato di un giudice
che deve essere basato su qualche indizio. Indizio che, a sua volta,
può essere raccolto solo analizzando il traffico.
A
questo punto, resta solo da capire come pensa di riconoscere una rete
P2P od una sua connessione, dall’esterno. Le reti tradizionali, come
eMule, sono relativamente facili da identificare e filtrare ma… non
sono certo gli unici strumenti adatti allo scopo. Anzi: non sono più,
già da tempo, gli strumenti più adatti allo scopo.  (leggi tutto)