Nov 7 2008

Barak Obama: Una nuova generazione

 

 

Una nuova generazione

 

di Gennaro Carotenuto 

Mercoledì 5 Novembre 2008, 07:00

Barak Obama è presidente degli Stati Uniti. E’ ottimista chi si
aspetta da lui una discontinuità politica reale che vada oltre il
superamento pragmatico dei mille fallimenti di George Bush, ma sbaglia
chi nega che si sia di fronte ad una discontinuità culturale reale e fortissima per almeno tre motivi.

L’elezione del figlio di un migrante alla presidenza degli Stati
Uniti, un migrante dalla pelle nera, ci testimonia che i muri, i
confini, i pregiudizi possono e debbono essere abbattuti, che la
cultura della discriminazione, della gerarchia, delle élite e del
razzismo possono essere spezzate, che i soffitti di cristallo sulla
testa dei migranti, delle donne, degli sfruttati, non sono eterni e
possono cadere in mille pezzi.

Certo, alla rottura di una barriera va dato contenuto politico
perché non rappresenti il successo personale di uno, e ad oggi e nei
programmi Obama non ha proposto particolare sostanza, ma è indubbio che
i discriminati e gli sfruttati da quel muro abbattuto oggi negli Stati
Uniti possano trarre un motivo di speranza e di orgoglio per continuare
il cammino.

E si possono mettere in cammino perché la più nefasta macchina di
discriminazione, di sperequazione, inquinamento e ingiustizia sociale
al mondo, il capitalismo neoliberale, la legge del più forte per la
quale è eticamente giusto far affondare il pianeta nella precarietà, è
in rotta. I neoconservatori, il fondamentalismo protestante, meno di un
lustro fa ancora era convinto di avere il diritto di dominare il mondo. (continua)

 

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Approfondimenti:

Barack Hussein Obama II