[ Eventi ] 06 Febbraio, 2010 13:38

 

 

 

[ Cinema ] 05 Febbraio, 2010 22:27

ll Sundance premia come miglior film fiction «Winter's Bone» di Debra Granik, storia di povertà e ribellione nel profondo Sud. «Restrepo» vince nella sezione documentari. Diretto da due inviati sul fronte afghano, è il ritratto di una guerra insensata. Miglior regista Eric Mendelsohn per la saga su Long Island.

 

 

di Giulia D'Agnolo Vallan 

PARK CITY

Le vite pericolose dei soldati americani in Afghanistan e di una ragazza nei boschi irsuti del Missouri, quelle placide e depresse dei sobborghi di Long Island, un film danese a uno australiano tra i vincitori del 26esimo Sundance Film Festival . La manifestazione di Robert Redford, diretta per la prima volta da John Cooper (con Trevor Groth a capo della programmazione ) si è chiusa a Park City sabato sera. Con il cielo che si apriva dopo giorni e giorni di neve quasi ininterrotta, le giurie hanno dato il loro verdetto su un festival in larga misura apprezzato sia dal pubblico che dalla critica. Scemato l'hype quasi nevrotico che impazzava per le scivolose strade di Park City fino a due o tre anni fa, la più importante vetrina di cinema indipendente Usa puntava quest'anno (il secondo di una crisi economica che ha duramente colpito l'industria indie) a ricongiungere la sua identità con le sue radici. I premi confermano, almeno in parte, che l'idea non solo è piaciuta ma aveva senso.
Una giuria composta dallo scrittore Russell Banks, dalla regista Karyn Kusama, dal produttore Jaso Kliot, dal direttore della fotografia (e frequente collaboratore di Wes Anderson) Robert Yeoman e dall'attrice Parker Posey ha assegnato il gran premio per il miglior film di fiction del concorso Usa a Winter's Bone, di Debra Granik, un ipnotico squarcio di poverissimo e feroce gotico meridionale, tra metanfetamina cucinata in casa e barbarici rituali di famiglia, forte dell'interpretazione luminosa di Jennifer Lawrence nei panni di una teen-ager sulle orme gelide, fangose e dense di pericolo di un padre ricercato dalla polizia.
Winter's Bone (che a Park City è stato acquistato per la distribuzione Usa da Roadside Attractions) ha vinto anche per la miglior sceneggiatura. È andato invece all'obliquo e vagamente surrealista lirismo suburbano di Eric Mendelsohn (già a Sundance e poi a Cannes, dieci anni fa, con Judy Berlin) il premio per la miglior regia. Il film è 3 Backyards, terzo capitolo di una bella trilogia che il regista/sceneggiatore ha dedicato alla nativa Long Island. (leggi tutto)

 

Fonte: Il Manifesto

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Approfondimento:

Robert Redford

Sundance Film Festival

Sundance Festival 2010 (sito ufficiale en)

 

[ Appelli - Petizioni ] 05 Febbraio, 2010 21:28

 

Firma l'appello unitario della Tavola della pace, delle riviste missionarie, dei sindacati dei giornalisti e delle associazioni. Chiediamo più informazione di qualità dal mondo e sul mondo.

 

 

 

 

Non possiamo immaginare che la Rai, il nostro servizio pubblico radiotelevisivo, decida di chiudere le sedi di corrispondenza di Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi e Buenos Aires e il canale Rai Med. Tutti possono ormai scrivere di tutto da ogni dove. Ma nulla può sostituire la capacità di un giornalista di cercare e raccogliere le notizie sul posto dove si formano. Chiudere questi uffici nel Mediterraneo, in Africa, Asia e America Latina vorrebbe dire chiudere gli occhi degli italiani sul mondo in un tempo in cui grandi sfide mondiali ci impongono una crescente attenzione e impegno. Questi uffici sono un elemento indispensabile non solo della Rai ma del nostro sistema democratico. Per questo hanno bisogno di essere potenziati e sostenuti da nuovi spazi nei palinsesti quotidiani capaci di portare in primo piano la vita delle persone e dei popoli. Con questo stesso spirito chiediamo il rilancio di Rai Med che deve diventare il nostro principale strumento d’incontro, conoscenza e dialogo con i popoli, le culture e le religioni che con noi si specchiano nel Mediterraneo.
 
Tavola della pace
Articolo21
UsigRai
Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Nigrizia
Misna (Missionary International Service News Agency)
Missione Oggi
Premio Ilaria Alpi
LiberaInformazione
Redattore Sociale
Mosaico di Pace
Vita Magazine
Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
 

2 febbraio 2010


 
Le adesioni all’appello possono essere inviate a:

Tavola della Pace, via della viola 1 (06122) Perugia - Tel. 075/5736890 - fax 075/5739337 -

email:  segreteria@perlapace.it 

www.perlapace.it

 

[ Liberainf0rmazi0ne ] 01 Febbraio, 2010 20:56

Lettera tosta! Anzi, tostissima, inviata da don Paolo Farinella al potente manovratore di anime Cardinale Ruini. Assolutamente da leggere! (madu)

 

 

 

di don Paolo Farinella

01/02/2010

Sig. Cardinale,

nel 1991 da una sperduta parrocchia dell’entroterra ligure, le scrissi sullo scandalo che provocò nei miei ragazzi la notizia del «cardinal-party» da 800 mila lire (quasi un miliardo di allora!) con un migliaio di invitati del “mondo” che conta, dato da lei in occasione della sua nomina a cardinale. Lei mi rispose che fu un dono di amici e io le risposi che certi doni dovrebbero essere respinti al mittente perché insulto ai poveri e al Cristo che li rappresenta. Le cronache del tempo fotografarono che “la capitale della politica, della finanza, delle banche, delle aziende di Stato è accorsa compatta in ampie schiere. Mai tanta mondanità e tanto ossequio attorno a un cardinale, reduce da due giorni di festeggiamenti ininterrotti” (Laura Laurenzi, la Repubblica, 30 giugno 1991, p. 25).

A distanza di diciannove anni, mai avrei pensato di riscriverle, anche perché sapevo che lei era andato in pensione e quindi si fosse defilato come si conviene alle persone di sagge buon senso. Oggi lei non offre lauti banchetti a 800 persone, ma invita a colazione solo due individui che da soli sono peggio degli 800 barbari. Sono indignato per questo suo invito che i credenti onesti vedono come la negazione del sacramento dell’ordine e la pone sullo stesso piano degli intrallazzatori di professione.

D’altra parte lei per oltre quindici anni ha manovrato papi, parlamenti, governi, accordi elettorali, sanità, scuole e fascisti che, al punto in cui siamo, uno scandalo in più o uno in meno, il peso cambia di poco. A mio modesto parere di prete, il suo operato induce me e molti altri  credenti a pensare che lei e noi non crediamo nello stesso Dio e anche che lei usi il suo come strumento di coercizione per fini demoniaci. Lei infatti, ancora una volta, ha contravvenuto al dettato del Codice di Diritto Canonico che stabilisce: “È fatto divieto ai chierici di assumere uffici pubblici, che comportano una partecipazione all’esercizio del potere civile” (CJC, can. 285 §3, sottolineatura mia). Il massimo potere in uno Stato democratico si esercita nella formulazione delle liste elettorali tra cui i cittadini liberi e sovrani “dovrebbero” scegliere i loro governanti, locali e nazionali: qui sta in sommo grado la “partecipazione all’esercizio del potere civile”.

Il giorno 20 gennaio 2010, nella sede del Seminario Romano, dove risiede da cardinale in pensione, lei ha invitato, come ospite a colazione, Silvio Berlusconi, accompagnato dal gentiluomo (sic!?) di Sua Santità, nonché sottosegretario alla presidenza del consiglio italiano. Lei ed io sappiamo che  Gianni Letta, moderno Richelieu o se vuole in termini giovanili e quasi liturgici, vulgo mezzano, è il tutore garante presso il Vaticano del suo capo, notoriamente inaffidabile. Dicono le cronache che avete discusso di accordi elettorali, di convergenze tra Pdl di Berlusconi e Udc di Casini e Api di Rutelli; chi deve essere candidato alle regionali e chi no; chi deve perdere e chi deve vincere nel Lazio; cosa fare e cosa disfare in Puglia. (leggi tutto)

 

Fonte: domani - ArcoirisTv  

 

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