Il Ki è l'essenza, il seme, il germe, il nucleo dove si condensa il significato della vita.
maribù duniverse (madu)
Reggio Calabria 20-21 febbraio 2010: Laboratorio - Il giornalismo d'inchiesta
Il festival di Redford giudica l'America
ll Sundance premia come miglior film fiction «Winter's Bone» di Debra Granik, storia di povertà e ribellione nel profondo Sud. «Restrepo» vince nella sezione documentari. Diretto da due inviati sul fronte afghano, è il ritratto di una guerra insensata. Miglior regista Eric Mendelsohn per la saga su Long Island.
di Giulia D'Agnolo Vallan
PARK CITY
Le vite pericolose dei soldati americani in
Afghanistan e di una ragazza
nei boschi irsuti del Missouri, quelle placide e depresse dei sobborghi
di Long Island, un film danese a uno australiano tra i vincitori del
26esimo Sundance Film Festival .
La manifestazione di Robert Redford,
diretta per la prima volta da John Cooper (con Trevor Groth a capo
della programmazione ) si è chiusa a Park City sabato sera. Con il cielo
che si apriva dopo giorni e giorni di neve quasi ininterrotta, le
giurie hanno dato il loro verdetto su un festival in
larga misura apprezzato sia dal pubblico che dalla critica. Scemato
l'hype quasi nevrotico che impazzava per le scivolose strade di Park
City fino a due o tre anni fa, la più importante vetrina di cinema
indipendente Usa puntava quest'anno (il secondo di una crisi economica
che ha duramente colpito l'industria indie) a ricongiungere la sua
identità con le sue radici. I premi confermano, almeno in parte, che
l'idea non solo è piaciuta ma aveva senso.
Una giuria composta dallo
scrittore Russell Banks, dalla regista Karyn Kusama, dal produttore
Jaso Kliot, dal direttore della fotografia (e frequente collaboratore di
Wes Anderson) Robert Yeoman e dall'attrice Parker Posey ha assegnato il
gran premio per il miglior film di fiction del concorso Usa a Winter's
Bone, di Debra Granik, un ipnotico squarcio di poverissimo e feroce
gotico meridionale, tra metanfetamina cucinata in casa e barbarici
rituali di famiglia, forte dell'interpretazione luminosa di Jennifer
Lawrence nei panni di una teen-ager sulle orme gelide, fangose e dense
di pericolo di un padre ricercato dalla polizia.
Winter's Bone (che a
Park City è stato acquistato per la distribuzione Usa da Roadside
Attractions) ha vinto anche per la miglior sceneggiatura. È andato
invece all'obliquo e vagamente surrealista lirismo suburbano di Eric
Mendelsohn (già a Sundance e poi a Cannes, dieci anni fa, con Judy
Berlin) il premio per la miglior regia. Il film è 3 Backyards, terzo
capitolo di una bella trilogia che il regista/sceneggiatore ha dedicato
alla nativa Long Island. (leggi
tutto)
Fonte: Il Manifesto
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Approfondimento:
Sundance Festival 2010 (sito ufficiale en)
Appello alla RAI: Non chiudete quelle sedi!
Non possiamo immaginare che la Rai, il nostro servizio pubblico
radiotelevisivo, decida di chiudere le sedi di corrispondenza di Beirut,
il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi e Buenos Aires e il canale Rai Med.
Tutti possono ormai scrivere di tutto da ogni dove. Ma nulla può
sostituire la capacità di un giornalista di cercare e raccogliere le
notizie sul posto dove si formano. Chiudere questi uffici nel
Mediterraneo, in Africa, Asia e America Latina vorrebbe dire chiudere
gli occhi degli italiani sul mondo in un tempo in cui grandi sfide
mondiali ci impongono una crescente attenzione e impegno. Questi uffici
sono un elemento indispensabile non solo della Rai ma del nostro sistema
democratico. Per questo hanno bisogno di essere potenziati e sostenuti
da nuovi spazi nei palinsesti quotidiani capaci di portare in primo
piano la vita delle persone e dei popoli. Con questo stesso spirito
chiediamo il rilancio di Rai Med che deve diventare il nostro principale
strumento d’incontro, conoscenza e dialogo con i popoli, le culture e
le religioni che con noi si specchiano nel Mediterraneo.
Tavola
della pace
Articolo21
UsigRai
Federazione Nazionale della
Stampa Italiana
Nigrizia
Misna (Missionary International Service
News Agency)
Missione Oggi
Premio Ilaria Alpi
LiberaInformazione
Redattore
Sociale
Mosaico di Pace
Vita Magazine
Coordinamento Nazionale
degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
2
febbraio 2010
Le adesioni all’appello possono
essere inviate a:
Tavola della Pace, via della viola 1 (06122) Perugia - Tel. 075/5736890 - fax 075/5739337 -
email: segreteria@perlapace.it
Incontro occulto: Cardinale Ruini, perché ha invitato Silvio a colazione?
Lettera tosta! Anzi, tostissima, inviata da don Paolo Farinella al potente manovratore di anime Cardinale Ruini. Assolutamente da leggere! (madu)
Sig. Cardinale,
nel 1991 da una sperduta parrocchia dell’entroterra ligure, le scrissi sullo scandalo che provocò nei miei ragazzi la notizia del «cardinal-party» da 800 mila lire (quasi un miliardo di allora!) con un migliaio di invitati del “mondo” che conta, dato da lei in occasione della sua nomina a cardinale. Lei mi rispose che fu un dono di amici e io le risposi che certi doni dovrebbero essere respinti al mittente perché insulto ai poveri e al Cristo che li rappresenta. Le cronache del tempo fotografarono che “la capitale della politica, della finanza, delle banche, delle aziende di Stato è accorsa compatta in ampie schiere. Mai tanta mondanità e tanto ossequio attorno a un cardinale, reduce da due giorni di festeggiamenti ininterrotti” (Laura Laurenzi, la Repubblica, 30 giugno 1991, p. 25).
A distanza di diciannove anni, mai avrei pensato di riscriverle, anche perché sapevo che lei era andato in pensione e quindi si fosse defilato come si conviene alle persone di sagge buon senso. Oggi lei non offre lauti banchetti a 800 persone, ma invita a colazione solo due individui che da soli sono peggio degli 800 barbari. Sono indignato per questo suo invito che i credenti onesti vedono come la negazione del sacramento dell’ordine e la pone sullo stesso piano degli intrallazzatori di professione.
D’altra parte lei per oltre quindici anni ha manovrato papi, parlamenti, governi, accordi elettorali, sanità, scuole e fascisti che, al punto in cui siamo, uno scandalo in più o uno in meno, il peso cambia di poco. A mio modesto parere di prete, il suo operato induce me e molti altri credenti a pensare che lei e noi non crediamo nello stesso Dio e anche che lei usi il suo come strumento di coercizione per fini demoniaci. Lei infatti, ancora una volta, ha contravvenuto al dettato del Codice di Diritto Canonico che stabilisce: “È fatto divieto ai chierici di assumere uffici pubblici, che comportano una partecipazione all’esercizio del potere civile” (CJC, can. 285 §3, sottolineatura mia). Il massimo potere in uno Stato democratico si esercita nella formulazione delle liste elettorali tra cui i cittadini liberi e sovrani “dovrebbero” scegliere i loro governanti, locali e nazionali: qui sta in sommo grado la “partecipazione all’esercizio del potere civile”.
Il giorno 20 gennaio 2010, nella sede del Seminario Romano, dove risiede da cardinale in pensione, lei ha invitato, come ospite a colazione, Silvio Berlusconi, accompagnato dal gentiluomo (sic!?) di Sua Santità, nonché sottosegretario alla presidenza del consiglio italiano. Lei ed io sappiamo che Gianni Letta, moderno Richelieu o se vuole in termini giovanili e quasi liturgici, vulgo mezzano, è il tutore garante presso il Vaticano del suo capo, notoriamente inaffidabile. Dicono le cronache che avete discusso di accordi elettorali, di convergenze tra Pdl di Berlusconi e Udc di Casini e Api di Rutelli; chi deve essere candidato alle regionali e chi no; chi deve perdere e chi deve vincere nel Lazio; cosa fare e cosa disfare in Puglia. (leggi tutto)
Fonte: domani - ArcoirisTv