Festa Nazionale dell’Altra Economia: Roma 17-20 settembre 2009

 

 

 

Prima Festa Nazionale dell’Altra Economia

Una Festa per vedere l’Altra Economia che c’è.

 

La
Festa si propone come luogo d’incontro dei settori economici (dal
biologico al commercio equo solidale, dalle energie rinnovabili alle
ecoproduzioni, dal turismo responsabile alla finanza etica) che
dimostrano la concretezza di una nuova economia fondata sulla qualità
del lavoro e sulla sostenibilità.
A Roma l’Altra Economia è una
realtà di tutto rispetto che l’ente pubblico, e in particolare la
Regione Lazio – accompagna da tempo con strutture (Città dell’Altra Economia) e politiche (Legge Regionale sull’Altra Economia).
La
crisi economica e sociale nella quale l’Italia si dibatte da tempo può
essere superata coniugando sviluppo e sostenibilità, ambiente ed
energia, globalizzazione e cura del territorio è la strada da
percorrere e da incentivare; proponendo al pubblico e agli
amministratori pubblici una nuova economia.
Alla Festa Nazionale
dell’Altra Economia metteremo in mostra le migliori pratiche  e i
risultati raggiunti, dibatteremo sul futuro dell’economia solidale e
dei movimenti che la sostengono, per far vedere, toccare e gustare i
prodotti e i servizi di un’economia diversa.

 

Consulta il programma delle quattro giornate.

 


Barilla-Veronesi: Nel Mulino che vorrei…

Attenti a quei due! Controlliamo gli sviluppi e non perdiamoli d’occhio!!  (madu)

 

 

NEL MULINO CHE VORREI…


Umberto Veronesi: “l’Italia guidi la cultura alimentare”.
Guido Barilla: “Nel settore alimentare lo sviluppo delle conoscenze è un aspetto fondamentale per la progettazione del futuro”.

Un appello stile “il gatto & la volpe” lanciati al forum
Ambrosetti di Cernobbio, ovvero l’apoteosi del conflitto d’interesse.

Esprimiamo seri dubbi se questi due compagni di merendine si mettono
insieme, ed iniziano a pensare alla nostra “sana” alimentazione.

Caro Guido, nel mulino che vorrei:

  • tu non ci sei
  • non si coltiva grano ai bordi dell’autostrada, tra la statale e l’alta velocità
  • non ci sono gazebo di lotta operaia all’ingresso dell’azienda
  • il mio fornaio non ha sedi in paradisi fiscali
  • non si viene condannati dall’antitrust per formazione di cartelli della pasta
  • non si promuovono le merendine ai bambini
  • in etichetta si scrive tutta la verità
  • non c’è bisogno di Alixir o alimenti-farmaco
  • le fabbriche del cibo hanno il buongusto e il rispetto per la nostra intelligenza di non farsi promotrici di sana alimentazione

Caro Umberto, non dovresti occuparti di cultura alimentare perchè:

  • non conosci l’alto significato di “cultura alimentare” e non sei tu che ce lo devi insegnare
  • sostieni che gli inceneritori non hanno alcun nesso col cancro
  • ti occupi di finanza, imprese e saltuariamente di salute
  • hai una fondazione a tuo nome che fa i soldi col cancro ed ha come
    sponsor Acea inceneritori, Enel, Veolia Environment costruzione
    inceneritori
  • sei un convinto promotore degli OGM, sicuro che ci miglioreranno la vita
  • hai pubblicato uno studio dichiarando che “se togliessimo da un
    embrione umano il gene P66, in una operazione che richiede pochissimo
    tempo, potremmo creare un bambino che vivrà 120 anni, e così suo
    figlio, si tratta di una nuova linea umana”
  • sei un commerciante di pomodori geneticamente modificati, progetto
    Flora del pomodoro viola, che secondo te combatterebbe l’insorgenza dei
    tumori, e non perdi occasione pubblica per cercare di piazzarlo sul
    mercato
  • il tuo istituto di ricerca oncologica è stato coinvolto in una indagine per finanziamenti illeciti
  • sei a favore della vivisezione
  • sei uomo immagine e co-fondatore di Genextra, che nel 2003 ha
    generato Congenia concentrata su mallattie legate all’età, che nel 2004
    ha generato DAC incentrata sull’oncologia, che nel 2005 ha generato
    Tethis nel settore nanotecnologie, che nel 2006 ha generato Intercept
    Pharmaceuticals focalizzata su malattie del fegato, che alla fine della
    storia il tutto serve a sviluppare farmaci  (leggi tutto)

Fonte: Mala Cibus Currunt

 

 


Aziende e rispetto dei diritti: Campagna Abiti Puliti

Vuoi sapere fino a che punto può arrivare la crudeltà umana verso i lavoratori e cosa fanno gli altri per combattere queste violenze? Allora, visita il sito "Campagne Abiti puliti".  (madu)

 

 

 

 

La Campagna Abiti Puliti è la coalizione che rappresenta in Italia la
Clean Clothes Campaign, campagna internazionale nata per rafforzare i
lavoratori e migliorare le loro condizioni di lavoro nel settore
dell’industria tessile mondiale. Essa ha l’obiettivo di porre fine
all’oppressione, allo sfruttamento e agli abusi che subiscono milioni di lavoratori, per la maggioranza donne e spesso bambini,
impiegati in questo settore.
 
 
 
 
Informati su quali sono le aziende che rispettano i diritti dei lavoratori nel mondo