Category Archives: diritti_lotte

Uzbekistan: Petizione a difesa di Umida Akhmedova

Un’altra allucinante storia. Difendiamo questa coraggiosa fotoreporter che non ha fatto altro che ritrarre con delle foto le usanze e i costumi della propria gente. (madu)

 

 Uzbekistan: blogger a difesa della fotografa Umida Akhmedova

 

 

Global Voices ha già affrontato la storia della fotografa-documentarista uzbeca Umida Akhmedova
[in], accusata di avere insultato e diffamato i cittadini e le
tradizioni del Paese. La vicenda ha provocato indignazione tra
giornalisti locali e stranieri, fotografi e utenti di Internet.

Attualmente oltre 700 persone di diversi Paesi ha firmato la petizione online
[in] “Protest and Anger” [Protesta e Rabbia] promossa dalla Coalizione
Internazionale di Giornalisti “Caucasia”. Anche tra i blogger la
discussione appare vibrante.

 

FIRMA LA PETIZIONE

 

_______________

Approfondimento:

17.12.2009

Uzbekistan:
Fotografa Umida Akhmedov accusata di diffamazione

 

Da:
"Fergana.Ru

In Uzbekistan a Tashkent la
famosa fotoreporter e documentarista Umida Akhmedova è stata inquisita per
aver infranto gli articoli 139 (diffamazione) e 140 (insulto),
potrebbe essere condannata alla detenzione fino a sei mesi o da
due a tre anni di lavoro rieducativo.


Il capitano Nodir
Akhmadzhan, giudice istruttore, del Dipartimento Regionale degli Affari Interni (RDIA) del
quartiere Mirabad di Tashkent informa che contro Umida Akhmedova sono state depositate denuncie per diffamazione e ingiuria. La
causa era stata avviata dall’Agenzia uzbeka per la Stampa e
Informazione contro la fotografa e gli autori che con l’Ambasciata
svizzera hanno collaborato alla realizzazione di una serie di libri e
film. Il reato più grave è legato alla raccolta di fotografie
pubblicate nel 2007 dal titolo “Donne
e uomini: dall’alba al tramonto
”.

L’album è composto da
110 fotografie che ritraggono i diversi aspetti della vita quotidiana
in Uzbekistan.


Il caso di
Umida Akhmedova è nato solo dal parere espresso da alcuni esperti della
Procura della città di Tashkent. L’album fotografico ha "insultato
e diffamato il popolo uzbeko". Al tempo stesso, non è chiaro
come una fotografia (nessun fotomontaggio, nessuna forzatura) possa
essere considerata "un insulto" o una "diffamazione".
Così come non è ancora chiaro, chi e quando, l’Agenzia uzbeka
Stampa e Informazione o la struttura dello Stato, rappresenteranno
l’onore offeso del popolo uzbeko.

Umida Akhmedova ha detto
che è stata convocata dalla polizia per la prima volta il 17
novembre. Il giudice istruttore  Akhmadzhan per telefono la invitò al
dipartimento (RDIA) di Mirabad per spiegazioni in merito
all’album "Donne e uomini: dall’alba al tramonto”. L’interrogatorio è durato 2 ore, sull’album e sui
film-documentari "Uomini e donne: nei riti e rituali" e
"L’onere della verginità".

Umida Akhmedova ha riferito  al “Fergane.Ru":  "Mi ha detto che insultavo il mio popolo – ha raccontato – ed è rimasto
molto perplesso davanti al termine etnografia. Probabilmente non sa
nemmeno che cos’è. Gli ho detto che mi limito a fotografare le usanze,
i costumi popolari, che non c’è una sola foto preparata prima. Ma
continuava a dire che io calunniavo la mia gente".

Questa è la
conversazione con il capitano della milizia Nodir Ahmadzhan
tenutasi il 16 dicembre. Il giudice dopo il colloquio ha
concluso che, Umida Akhmedova autore dell’album di foto, da
testimone passa va ad indagata e che quindi doveva cercarsi un avvocato.

NOTA: Umida Akhmedova è nata nella città di Parkent,
l’Oblast di Tashkent in Uzbekistan. Nel 1986 si è laureata al
dipartimento di fotografia di All-Sovietica Istituto Statale di
Cinematografia (Assic) a Mosca, diventando il primo operatore di
sesso femminile in Uzbekistan. Come regista cameraman ha prodotto
almeno 10 film. Dalla metà del 1990 si è dedicata solo alla
fotografia. Nel periodo 2003-2005, a Tbilisi ha presentato una
mostra personale durante la Conferenza Internazionale "Genere e
mass media”. Nel 2004, Umida Akhmedov ha vinto il Gran Premio nella
categoria "Fotografia Contemporanea in Asia centrale", al
Concorso Inter-Press Photo Russia. Nel 2006 la sua mostra personale
si è tenuta a Copenaghen. Ha partecipato alla realizzazione del film
documentario "L’uomo e la donna nei riti e rituali" e
"L’onere della verginità", quest’ultimo è stato
considerato molto controverso e ha creato una vera e propria tempesta
in Uzbekistan.

 

05/01/2010

 

Attualmente la coraggiosa fotoreporter è ricercata come una latitante dalla stessa milizia speciale che da’ la caccia ai terroristi.

 

 


Proteggiamo Wikipedia, l’enciclopedia scritta per i suoi lettori, dai suoi lettori.

Fermiamoci un attimo a pensare: quante volte ho utilizzato Wikipedia?  (madu)

 

Wikipedia, donazioni sotto l’albero

 

 

Lanciato un appello da parte di Jimmy Wales al popolo dell’enciclopedia
libera. Ci vorrebbero almeno 7,5 milioni di dollari per fare in modo
che tutto rimanga aperto e libero da pubblicità. A chiedere soldi anche
Wikileaks, con un progetto preciso

 

Roma – "Immaginate un mondo in cui ogni singolo individuo sul pianeta
possa avere libero accesso all’intera conoscenza umana". Non si tratta
del testo di un brano inedito di John Lennon, ma delle recenti parole di Jimmy Jimbo
Wales, cofondatore della popolare enciclopedia libera online Wikipedia.
Sul sito di Wikimedia Foundation ha fatto la sua apparizione un breve appello
con cui Wales, in occasione delle festività natalizie, ha chiesto a
tutti i wikipediani di contribuire alla causa, di effettuare una donazione in denaro per aiutare il sito.

"Wikipedia offre un potere straordinario alle persone, di fare qualcosa di altrettanto straordinario – ha dichiarato
Wales nel suo appello – Persone come noi che contribuiscono a
Wikipedia, parola per parola. E persone come noi la sostengono
economicamente. È la prova del nostro collettivo potenziale di cambiare
il mondo". Per Wales, si tratterebbe del bisogno urgente di difendere
lo spazio in cui tutto questo avviene, in modo da lasciarlo
completamente libero da meccanismi pubblicitari e modelli di business a pagamento. (leggi tutto)

 

Fonte: PuntoInformatico

 

Appello 

 


Campagna OIPA: NO agli animali nei circhi!

 

Campagna OIPA contro i circhi che utilizzano animali

 

 

I Domatori piegano la volontà degli animali attraverso violenze e privazioni…
(Vai alle foto e ai video:  crudeltà sugli animali )
 

A Roma si sono attendati i seguenti circhi:

Circus Bellucci (Nando Orfei) – viale di Tor di Quinto. Area del Gran Teatro –  dal 25 dicembre al 24 gennaio

American Circus (Togni) – via delle Tre Fontane, EUR, Municipio XII – dal 25 dicembre

Golden Circus (Liana Orfei) – Tendastrisce, via Giorgio Perlasca, Municipio VI – dal 23 dicembre al 10 gennaio

Poi c’è: il circo Montecarlo in onda su raitre, la Vigilia di Natale: Scrivete a raitre per protestare: raitre@rai.it, ufficiostampa@rai.it

Per aggiornarvi sugli ultimi sviluppi, positivi, verso il divieto di utilizzo degli animali nei circhi:

Portogallo  

Austria   

Nel mondo 

La Bolivia è il primo Paese al mondo che ha proibito l’uso di animali sia selvatici che domestici nei circhi itineranti.

Se non l’avete già fatto diffondete SUBITO, questo link ai vostri
contatti; contiene le foto, scattate da una recente investigazione
della Peta, dell’addestramento al quale vengono sottoposti gli
elefanti: http://www.ringlingbeatsanimals.com/bound-babies.asp

Che non si creda che questi trattamenti per qualche curioso motivo
vengano praticati solo da “alcuni” circhi, e non da altri, un’
“argomentazione” ridicola che viene addotta proprio dagli stessi
circensi, a loro difesa: “noi non usiamo questi metodi”… (!!). TUTTI I CIRCHI PER ARRIVARE A “CONVINCERE” UN ELEFANTE A COMPIERE SIMILI ACROBAZIE UTILIZZANO QUESTI METODI.
Non ci sono altri modi. Non c’è altro metodo se non l’utilizzo della
forza e della violenza per indurre un animale, destinato da madre
natura a ben altra vita, ad esibirsi così.

Quello che TUTTI noi possiamo fare, senza necessità
di particolare organizzazione e tempo è un’azione a tappeto di
informazione e sensibilizzazione presso gli esercizi commerciali e le
scuole.

Scaricate e stampate le locandine e il volantino

Fatele affiggere ai negozi della vostra zona, sulle bacheche delle
scuole, delle palestre, dei parchi frequentati da genitori e bambini

Fate volantinaggi soprattutto nei municipi dove si sono attendati i circhi, e in prossimità dell’ingresso allo ‘spettacolo’ (leggi tutto)

Fonte: Promiseland.it

 

Per approfondimenti:
http://www.oipaitalia.com/circhi.html

Grazie a tutti per l’attenzione.

Giovanna Di Stefano
Responsabile Campagne OIPA Italia
E-mail: campagne@oipaitalia.com
www.oipaitalia.com