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Evento – Bologna: “Lumière! L’invenzione del cinematografo.”

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Fratelli_Lumiere_colore

Auguste (a sinistra) e Louis Lumière

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Lumière!                                                                                                                                                                                                                  L’invenzione del Cinematografo

24 giugno 2016 – 15 gennaio 2017

Bologna, Spazio Sottopasso, Piazza Maggiore

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Un evento curato dall’Institut Lumière che per la prima volta varca i confini della Francia. L’avventura della famiglia che ha inventato il Cinematografo: Antoine, pittore e fotografo, i due figli Louis e Auguste così capaci che, ancora adolescenti, prendono le redini dell’industria di famiglia.
È Louis infatti, appena diciassettenne, ad inventare la famosa Etiquette Bleue, una lastra fotografica, per l’epoca, molto sensibile che consente, per la prima volta, di fissare e riprodurre il movimento. Lo stabilimento dei Lumière è la prima industria fotografica d’Europa, e nel 1884 conta già più di 250 dipendenti. È in quegli stessi anni che si scatena una gara a colpi di brevetti ed invenzioni tra Europa e Stati Uniti: la fotografia in movimento è l’oggetto di una ricerca incessante, la cui epopea potremo raccontare anche grazie al contributo delle collezioni del Museo Nazionale del Cinema di Torino e della Cinémathèque Royale de Belgique. Sarà Louis ad inventare il Cinématographe: i Lumière sono gli ultimi inventori e allo stesso i primi autori e programmatori del cinema.
Dal 1896 il Cinématographe Lumière restituisce il mondo al mondo. Per la prima volta tutti possono ammirare immagini in movimento di tutti i luoghi del pianeta. E i protagonisti non sono solo i reali e le grandi personalità, ma gli uomini e le donne, le città, i paesaggi di tutti i paesi del mondo.
Ai Lumière non si deve solo il cinematografo, ma anche una serie straordinaria di invenzioni, tra cui i bellissimi Autochromes (la prima fotografia a colori) e la proiezione in 3D. Tutto questo, e molto di più, in una mostra che ci farà ritrovare un luogo di Bologna a lungo invisibile e le origini dello sguardo moderno sul mondo.

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Fonte: Il Cinema Ritrovato

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Bambini vegan in aumento, ma professionisti non aggiornati.

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vegan kid

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[COMUNICATO STAMPA]
BAMBINI VEGAN IN AUMENTO: OTTIMA NOTIZIA,
PER LA LORO SALUTE DA PICCOLI E DA GRANDI.
E’ FACILE PIANIFICARE UNA DIETA A BASE
VEGETALE PROMOTRICE DI SALUTE, MA I PROFESSIONISTI
DEVONO AGGIORNARSI: UN AIUTO DALLA RETE FAMIGLIA VEG.
13 giugno 2016

In relazione all’articolo “Sempre più bimbi mangiano vegano, i pediatri in allarme” (pubblicato in data 1 giugno 2016 sul sito de La Repubblica), i pediatri e nutrizionisti esperti in alimentazione pediatrica a base vegetale, che costituiscono la Rete Famiglia Veg, intendono confutare, sulla base delle evidenze scientifiche, alcune delle affermazioni in esso contenute.

Innanzitutto, non c’è alcuna ragione basata sull’evidenza per porre distinzioni all’interno dei due tipi di diete vegetariane (latto-ovo e vegane), perché anche in una dieta latto-ovo il consumo di cibi animali indiretti deve comunque essere molto limitato (posto che il caso ottimale rimane quello di consumo nullo); questo si traduce in una sostanziale analogia nella composizione nutrizionale relativa.

Riguardo alla questione della vitamina B12, citata nell’articolo, la sua assunzione è indispensabile nelle diete vegetariane e tutti i vegetariani dovrebbero essere correttamente informati di tale necessità. D’altra parte, la vitamina B12 assunta in una dieta onnivora proviene di fatto anch’essa da integratori, che vengono fatti assumere in dosi massicce agli animali d’allevamento, insieme a molti altri integratori, farmaci e sostanze chimiche.

Tutti i professionisti della salute (medici, biologi nutrizionisti, dietisti, ecc.) dovrebbero essere in grado di fornire un supporto professionale alla supplementazione di vitamina B12. Ma, soprattutto, tutti i professionisti della salute dovrebbero essere aggiornati sul rapporto fra Medicina basata sull’Evidenza e dieta vegetariana: da tempo l’American Academy of Pediatrics sostiene (e continua a ribadire) che le diete vegetariane ben pianificate, comprese le vegane, non solo sono salutari, ma danno anche dei vantaggi in termini di salute. Una posizione del tutto analoga a quella dell’Academy of Nutrition and Dietetics .

E’ chiaro che la necessità di pianificazione non riguarda solo le diete vegetariane: tutte le diete vanno ben pianificate, specie quelle per l’infanzia. Per quelle onnivore, i punti d’attenzione non sono certo minori. Anzi, le diete vegetariane, a differenza da quanto affermato nel sottotitolo dell’articolo citato (“Difficile compensare l’assenza di carne, latte e uova”) si pianificano con facilità, basta conoscere alcuni principi fondamentali; se così non fosse, ci saremmo già estinti come specie, dato che tutti i popoli del mondo (ad eccezione degli esquimesi), prima della Rivoluzione Industriale, hanno sempre avuto una dieta basata su alimenti vegetali e integrali e tutt’ora, in diverse nazioni (si pensi per esempio all’India meridionale) centinaia di milioni di persone seguono una dieta vegetariana.

Purtroppo, allo stato attuale è ancora molto diffuso un pregiudizio antiscientifico verso queste diete: i vegetariani non solo faticano a trovare professionisti adeguatamente preparati, ma spesso il professionista cerca di dissuaderli dal continuare nella loro scelta alimentare perché la considera, a torto, non salutare. E’ evidente che possano dunque verificarsi situazioni problematiche proprio relative all’integrazione di vitamina B12, perché si tratta di un argomento su cui il medico e il nutrizionista medio non sono assolutamente preparati.

Questi episodi scompariranno del tutto quando i professionisti della salute, superando pregiudizi sempre meno giustificabili e sviluppando le dovute competenze aggiornandosi sul tema, forniranno un’adeguata assistenza professionale ai vegetariani.

Anche i decisori politici possono fare la loro parte per migliorare la salute pubblica, promuovendo una dieta a base vegetale, che garantisce la massima protezione verso le malattie occidentali “del benessere”, la salvaguardia dell’ambiente e la salvezza degli animali, per coloro che intendono rispettare tutti gli animali, di ogni specie.

Allo stato attuale, per quanto è nelle proprie possibilità, l’associazione non profit Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV sta contribuendo al cambiamento culturale mettendo a disposizione della popolazione vegetariana una rete di professionisti, la Rete Famiglia Veg – www.famigliaveg.it

La Rete è formata da professionisti, esperti in alimentazione nell’infanzia, che hanno sottoscritto precise linee guida basate sulla più recente letteratura scientifica in materia, in modo da uniformare l’approccio nei confronti di questo tipo di alimentazione.

Chiunque sia competente sul tema è invitato a farne parte e le “famiglie veg” sono invitate a consultare il sito per trovare supporto quando necessario.

Informazioni e contatti: retefamigliaveg@scienzavegetariana.it

Comunicazione a cura di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana SSNV
http://www.scienzavegetariana.itinfo@scienzavegetariana.it

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Redazione di SSNV

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Note:
Societa’ Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV si prefigge di fornire ai professionisti della salute e alla popolazione generale informazioni corrette sulla nutrizione a base di cibi vegetali e sui suoi rapporti con la salute.

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Rinunciò ad un guadagno di 7 miliardi di dollari. Grazie dr. Salk, “l’uomo dei miracoli”.

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Dr. Jonas Edward Salk (New York, 28 ottobre 1914 – La Jolla, 23 giugno 1995)

La copertina del Time dedicata al dr. Jonas Edward Salk  (1914 – 1995)

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Il medico miliardario incontri il dottor Salk

di Sam Pizzigati 

Il dottor Patrick Soon-Shiong ha contribuito a fare una parte della storia della medicina. Il buon dottore detiene più di 95 brevetti. E uno dei farmaci che ha ideato e sviluppato, l’Abraxane, impedisce alle cellule cancerose di dividersi.

Quale ricompensa personale merita il dottor Soon-Shiong per contributi come questi? Naturalmente nessuno in definitiva è in grado di dirlo. Quale importo in termini di ricompensa personale ha effettivamente incassato il dottor Soon-Shiong nel corso della sua carriera di medico? Questa cifra siamo in grado di individuarla.

Il dottor Soon-Shiong, ci dicono i segugi della ricchezza di Bloomberg, ha accumulato una fortuna personale pari a 9,7 miliardi di dollari. Il dottor Soon-Shiong è attualmente amministratore delegato della NantKwest, una società di San Diego che si occupa di ricerche sul cancro. La remunerazione contrattuale che ha concordato l’anno scorso, abbiamo appena appreso da documenti richiesti, gli frutterà almeno 148 milioni di dollari per il suo lavoro di amministratore delegato, e forse sino a 330 milioni di dollari.

Queste somme vi colpiscono come un tantino eccessive? Gli ammiratori del dottor Soon-Shiong non la pensano per nulla così. Il progresso medico, ritengono, richiede compensi da capogiro. La possibilità di diventare spettacolarmente ricchi, è la loro tesi, offre a medici come il dottor Soon-Shiong un incentivo a lavorare ancor più intensamente per vincere il cancro e qualsiasi altro male ci affligga.

Ma medici brillanti, ci dimostra la storia, non hanno bisogno dell’incentivo di diventare favolosamente ricchi per fare le loro scoperte epocali. Certamente non ne ebbe bisogno il dottor Jonas Salk.

Negli anni ’50 Salk sviluppò il primo vaccino efficace contro la polio, la malattia che terrorizzava le giovani famiglie statunitensi negli anni appena dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1952, l’anno del picco dell’epidemia della polio, i responsabili della sanità statunitense contarono 58.000 casi, con i bambini che costituivano il maggior numero delle vittime. In quell’anno morirono più di 3.100 bambini. Molte migliaia di altri affrontarono una vita nel “polmone d’acciaio”.

La tenace ricerca di Salk portò una vera speranza nelle famiglie. Nel 1954 una vasta verifica sul campo del suo nuovo vaccino fu superata a pieni voti. Le vaccinazioni di massa iniziarono nel 1955.

Nel giro di pochi anni la polio era virtualmente scomparsa. Il presidente del consiglio di amministrazione dell’American Medical Association si sarebbe spinto a definire questo risultato importantissimo “una dei più grandi eventi della storia della medicina”. Nessuno dissentì.

E quanti milioni raccolse il dottor Jonas Salk da questo impressionante successo medico? Nemmeno uno. Salk, figlio di un operaio dell’industria dell’abbigliamento a New York City, sentì di non avere alcun diritto a ricavare una fortuna dalla sua ricerca. Non registrò mai un brevetto che avrebbe “monetizzato” il vaccino a suo favore.

Salk ne spiegò il motivo in un’intervista nazionale in diretta condotta dal più famoso giornalista dell’epoca, Edward R. Murrow.

“Chi è proprietario del brevetto di questo vaccino?” chiese Murrow al medico appena diventato famoso.

“Beh, la gente, direi”, rispose Salk. “Non c’è nessun brevetto. Si può brevettare il sole?”

Quanto è costato personalmente a Salk questo approccio ispirato a senso civico nella lotta alla polio? Un’analisi di Forbes ha concluso nel 2012 che Salk “sarebbe stato di 7 miliardi di dollari più ricco” se avesse brevettato il suo vaccino.

Alcuni potrebbero sostenere che dovremmo considerare Salk un caso speciale, il genere di figura di santo che spunta fuori una volta ogni millennio, o giù di lì. Non dovremmo considerare il suo esempio, sostiene questa ottica, un precedente realistico per come dovremmo aspettarci si comportino i ricercatori della medicina.

Ma Salk, ai suoi tempi, fu tutt’altro che un caso unico. Il suo principale concorrente nella medicina, Albert Sabin, sviluppò anch’egli un vaccino efficace e potente contro la polio negli anni ’50. Nemmeno Sabin brevettò il suo lavoro a fini di profitto personale.

Gli Stati Uniti della metà del ventesimo secolo sembrano aver abbondato di talenti ispirati da senso civico, come Salk e Sabin. Ciò non dovrebbe sorprenderci. Le norme del gioco economico negli Stati Uniti della metà del ventesimo secolo incoraggiavano i comportamenti ispirati a senso civico.

Gran parte di tale incoraggiamento derivava dal codice fiscale federale. Negli anni ’50 le aliquote fiscali scoraggiavano attivamente l’avidità e l’arraffamento. I redditi superiori a 400.000 dollari – circa 3,5 milioni di dollari attuali – erano soggetti a un’aliquota fiscale del 91 per cento.

Questa aliquota fiscale salata sullo scaglione superiore del reddito trasmetteva un chiaro messaggio sociale: ci sono cose che contano più del fare tonnellate di quattrini. Le nostre aliquote fiscale contemporanee, per contro, non trasmettono tale messaggio. Oggi i super-ricchi – statunitensi che incassano di routine più di 100 milioni di dollari l’anno – raramente pagano più del 25 per cento di tasse federali sui loro redditi complessivi.

Prelievi fiscali così delicati incoraggiano gli imprenditori odierni della medicina a darsi alla corsa all’oro ogni volta che se ne presenta l’occasione. Si consideri l’oro che attende Joseph Papa, il nuovo amministratore delegato della Valeant Pharmaceuticals. Il nuovo contratto di Papa, segnala la rivista Fortune, gli consegnerà la sbalorditiva somma di 500 milioni di dollari se il prezzo delle azioni della Valeant toccherà i 270 dollari per azione, il livello intorno al quale si sono mosse le azioni della società a luglio dell’anno scorso.

La prospettiva di una manna così incredibile dà a Papa un enorme incentivo: a spingere in alto il prezzo delle azioni della Valeant con ogni mezzo necessario. Quanto maggiore sarà il profitto che sarà in grado di spremere dai farmaci che la Valeant commercializza, tanto maggiore la manna personale che giungerà a intascare e a tenersi.

La Valeant sta già spremendo a un ritmo fenomenale. La società è specializzata nell’acquistare brevetti di farmaci e poi aumentare rapidamente i prezzi dei suoi farmaci nuovi a qualsiasi livello il mercato sia in grado di sopportare.

In base alle norme attuali sui brevetti questa strategia ha uno spiccato senso economico. I ritorni possono essere dell’altro mondo. Dal 2013, ad esempio, la Valeant ha aumentato il prezzo del Cuprimine, un farmaco per una malattia rara, del 5.787 per cento!

Gli utili risultanti hanno fatto della Valeant una preferita dei fondi speculativi. I pazienti e le loro famiglie – e i medici che avvertono una vera responsabilità professionale nei loro confronti – hanno meno motivi per esultare.

“Passiamo un mucchio di tempo con i nostri pazienti a parlare delle scelte sulla base di ciò che possono o non possono permettersi”, spiega il dottor Richy Agajanian, un oncologo californiano. “Da medici dobbiamo costantemente fare le acrobazie tra ciò che è meglio per i pazienti e ciò che possono permettersi”.

Come possiamo superare tutte queste acrobazie? Avere in circolazione un numero maggiore di dottori Salk e dottori Sabin ispirati da senso civico sarebbe d’aiuto. Ma c’è una cosa di cui abbiamo ancor più bisogno: norme ispirate all’egualitarismo per la nostra economia – su ogni cosa, dai brevetti alle imposte – che rendano il senso civico la sola scelta logica.

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Sam Pizzigati, membro associato dell’Institute for Policy Studies, co-dirige Inequality.org. Il suo libro più recente: The Rich Don’t Always Win: The Forgotten Triumph over Plutocracy that Created the American Middle Class, 1900–1970 [I ricchi non vincono sempre: il trionfo dimenticato sulla plutocrazia che creò la classe media statunitense, 1900-1970] (Seven Storie Press). Seguitelo su Twitter @Too Much Online.

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Da ZNetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

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Fonte: ZNetItaly

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